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mercoledì 20 settembre 2017

CALCIO I colori della vittoria nei grandi campionati d'Europa: domina il biancorosso


Quali sono i colori della vittoria nei maggiori campionati di calcio d'Europa? Italia, Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda e Francia: ogni Paese ha la sua tradizione anche riguardo i colori sociali e le maglie di gioco. Ma a quanto pare, Italia a parte, c'è una certezza: il rosso è colore vincente, specialmente quando è abbinato al bianco. La ricerca ha prodotto i risultati che trovate sotto. E' un calcio a colori insomma, e in Olanda il biancorosso è vincente addirittura da 53 anni (http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/07/calcio-eredivisie-da-53-anni-lo.html) eccezion fatta per l'Italia, dove trionfa il bianconero...


ITALIA - SERIE A

16 club diversi (BIANCONERO)

33 Bianconero (33 Juventus* + 2 revocati))
18 Rossonero (Milan)
18 Neroazzurro (Inter)
17 Rossoblu (9 Genoa, 7 Bologna, 1 Cagliari)
7  Granata (Torino** + 1 revocato)
7 Bianco (Pro Vercelli)
6 Azzurro (include il celeste) (2 Napoli, Sampdoria, Lazio, 1 Novese)
3 Giallorosso (Roma)
2 Viola (Fiorentina)
1 Gialloblu (Verona)
1 Nero (Casale)

INGHILTERRA - PREMIER LEAGUE

24 club diversi (ROSSO)
38 Rosso (20 Manchester United, 18 Liverpool)
36 Blu-bianco-azzurro (9 Everton, 6 Chelsea, 4 Sheffield W., Manchester City, 3 Huddersfield, Blackburn, 2 Tottenham, Preston, Portsmouth, 1 Leicester, Ipswich, West Bromwich Albion)
20 Biancorosso (13 Arsenal, 6 Sunderland, 1 Nottingham Forest)
9 Azzurro-Bordeaux (7 Aston Villa, 2 Burnley)
6 Bianconero (4 Newcastle, 2 Derby County)
3 Neroarancio (3 Wolverhampton)
3 Bianco-Blu-Giallo (3 Leeds United)



GERMANIA - BUNDESLIGA

29 club diversi (BIANCOROSSO)

50 Biancorosso 27 Bayern Monaco, 9 Norimberga, 5 Stoccarda, 4 Kaiserslautern, , 3 Colonia, 1 Fortuna Dusseldorf, Rot Weiss Essen)
17 Blu(azzurro)bianco 7 Shalke 04, 6 Amburgo, 2 Hertha Berlino, 1 Berliner, Karlsruhe)
9 BiancoVerdeNero (5 Borussia Moenchengladbach, 3 Greuther Furth, 1 Wolfsburg)
8 GialloNero (Borussia Dortmund)
4 BiancoVerdeArancio (WerderBrema)
4 Rossonero (2 Dresdner, 1 Karlsruhe FV, Friburgo)
4 GialloBlu (3 Lipsia, 1 Eintracht Braunschweig)
3  Celeste-Bianco (2Viktoria Berlino, 1 Monaco 1860)
2 NeroBiancoVerde (Hannover ’96)
1 BluNero (Waldhof Mannheim)
1 AzzurroBiancoRosso (Holstein Kieler)



FRANCIA - LIGUE ONE

19 club diversi (BIANCOROSSO)

16 BiancoRosso (8 Monaco, 6 Stade Reims, 1 Olimpique Lillois, Lille)
14 BiancoBluRosso (7 Olimpique Lione, 6 Paris St.Germain, 1 Strasburgo)
11 Biancoceleste (9 Olimpique Marsiglia, 1 RC Parigi, Auxerre)
10 Verde (St.Etienne)
8 BerdeGiallo (Nantes)
6 BluBianco (Bordeaux)
4 Rossonero (Nizza)
2 GialloBlu (Sochaux)
2 BiancoVerde (Sete)
1 BiancoNero (Roubaix Tourcoins)
1 GialloRosso (Lens)
1 ArancioBlu (Montpellier)



OLANDA - EREDIVISIE



29 club diversi (BIANCOROSSO)

83 BiancoRosso (33 Ajax Amsterdam, 23 Psv Eindhoven, 15 Feyenoord, 6 Sparta Amsterdam, 3 HBS, 2 Az Alkmar, 1 Twente Enschede)
12 GialloNero (10 Huu L’Aja, 1 Roda, Dos Utrecht)
6 BiancoBluAzzurro (3 HFC, 1 Eindhoven, Den Bosch, Quick Den Haag)
5 RossoNero (Rap Amsterdam)
4 GialloRosso (4 Go Ahead Eagles, 1 Bequick 1887)
3 BiancoRossoBlu (Willem II)
3 NeroAzzurro (2 Rch, 1 Dws)
2 Blu (1 Limburgia, Concordia)
2 BiancoNero (Heracles Almelo, Enschede)
1 BiancoRossoVerde (Svv)
1 RossoBlu (Haarlem)





 





 



martedì 19 settembre 2017

CALCIO “Matti per il Calcio" a Montecatini

Segnalo una bella iniziativa dell'UISP, che l'ha presentata in questo modo...


"Matti per il Calcio” da dopodomani, giovedi 21 settembre) a Montecatini: le storie non comuni di 200 calciatori fuori di pallone
 

“Matti per il calcio”, non basta dirlo: per vedere l’effetto che fa bisogna unirsi alle persone con disagio mentale, ai medici, agli infermieri e agli operatori di tutta Italia che scenderanno in campo da giovedi a domenica nello stadio comunale di Montecatini Terme (Pt).  Il calcio d’inizio verrà dato giovedì 21 settembre alle 16.30 e inizieranno a giocare le prime otto squadre sui quattro campi disegnati nello stadio “Daniele Mariotti”. Da quel momento si susseguiranno partite no-stop di quaranta minuti, venti minuti per tempo. Sabato 24 settembre si terrà la giornata conclusiva, con tutte le squadre impegnate e alle 10.30 si disputeranno le finali. 

L’obiettivo dell’XI Rassegna nazionale dei Cantri di salute mentale organizzata dall’Uisp è quello di mettere in fuorigioco discriminazione e pregiudizio.  E il calcio, ancora una volta,  può dimostrare di essere valore sociale e integrazione.

Lo confermano le storie e le testimonianze dei molti protagonisti che scenderanno in campo. “Pignatta” è il soprannome di Max Elio, per via del suo cognome Calderon, che in genovese si dice appunto pignatta: ha 40 anni, il suo idolo è Farfan attaccante peruviano, ha una disabilità fisica che non gli permette di giocare a lungo ma lui fa finta di niente. Bernardo, anche lui di Genova, 50 anni, ha frequentato l’Università poi in seguito a un problema psichiatrico sorto da ragazzo ha subìto un forte isolamento sociale. Il calcio è stata la prima attività riabilitativa che ha scelto, all’inizio era un po’ aggressivo, poi si è integrato ed ora è il capitano della squadra e cura l’orto all’interno del centro Basaglia.

Giuseppe di Ragusa ha 30 anni e gioca a calcio con l’Uisp da circa sei: è un paziente psichiatrico che è partito da terapie farmacologiche importanti e ora, anche grazie allo sport e al calcio, ha abbassato i dosaggi delle medicine, è riuscito ad aprirsi e a tornare a casa, dove vive con la madre, lasciando finalmente l’ospedale.
Massimo gioca a calcio da nove anni e da due non prende più medicinali. Ha ripreso a lavorare e fa parte della protezione civile di Fabriano: lo scorso anno non ha potuto partecipare alla rassegna nazionale perché era ad Amatrice nei giorni successivi al terremoto.
Ci spostiamo in Sardegna per raccontare la storia di Christian: quando è arrivato al Centro di Salute Mentale di Oristano si relazionava solo con un pallone, non parlava né giocava con nessuno. Progressivamente si è inserito nella squadra sarda e l’anno scorso è stato invitato da Totti a fare una sfida di palleggi. Vuole diventare il goleador di questa edizione di Matti per il calcio.

Alessandro, 50 anni, è l’ariete della squadra romana "Real…Mente": spinge gli altri a venire agli allenamenti ed ha ripreso fiducia dopo un lungo periodo di depressione. Questa estate, insieme alla sua squadra, ha partecipato ai Campionati nazionali Uisp di calcio a Rimini, riservati a squadre amatoriali. Le partite sono finite tutte con delle sonore sconfitte per la sua squadra ma Alessandro è riuscito comunque a segnare due gol.
Leonardo, 38 anni, ha perso in poco tempo i genitori e successivamente il fratello in un incidente stradale. Ha incominciato a fare avanti e indietro tra casa e ospedale, con trattamenti sanitari obbligatori e costanti. Poi ha incontrato la squadra di Parma “ Va' Pensiero” ed è affiorata una passione per il calcio. Si è messo a dieta, ha incominciato ad aprirsi e ad uscire di casa con alcuni compagni di squadra. Oggi, a distanza di sette anni dalle vicissitudini che lo hanno colpito, Leonardo è un’altra persona, è il regista della sua squadra e sarà uno dei protagonisti di Matti per il Calcio edizione 2017.
 



LE PARTECIPANTI - Ecco le squadre che parteciperanno all'edizione 2017 di Matti per il calcio: Fuori di pallone, Torino; Va' Pensiero, Parma; Global Sport Lario Como, Como; A.s.d. Una ragione in più, Oristano; Il tulipano, Verona; Araba felice, Rovigo; Uisp Iblei Cafeo, Ragusa; Percorsi, Pescara; Centro Serapide, Zona flegrea; Insieme per sport, Genova; A.s.d. Fuori di testa, Fabriano (An); Girasole calcio, Bergamo; Strada facendo, Crotone; Delfini dello Jonio, Taranto; Bullocks in Fuorigioco, Perugia; Real…Mente, Roma.

lunedì 18 settembre 2017

SPORT Giomi a Radio Radio: Milano capitale dello sport? Sarebbe bello se avesse impianti...



Nella scorsa settimana, a Lima il CIO ha assegnato le Olimpiadi del 2014 a Parigi e del 2028 a Los Angeles. E' emerso il proposito di chiedere l'edizione 2026 dei Giochi olimpici invernali da parte di Milano. L'ex canoista Antonio Rossi ha detto che Milano si appresta a diventare la capitale dello sport italiano.
Tuttavia, l'embrione di candidatura al momento pare preveda:  lo sci alpino in Valtellina, alcuni sport del ghiaccio a Milano, la cerimonia d'apertura allo stadio Meazza-San Siro (quello dove giocano Inter e Milan). Ma si pensa anche a Torino, che ospitò i Giochi 2006 per sfruttare qualche impianto rimasto (trampolino a Pragelato e pattinaggio velocità all'Ovale). Per il bob si è ipotizzato St. Moritz.  Non si sa ancora dove collocare i villaggi satelliti per gli atleti e per i media ed è stato ammesso un problema mobilità: per arrivare sulle piste di Bormio si impiegano tre ore. Insomma i Giochi di Milano sarebbero anche, per ora, quelli di Torino, Valtellina e St.Moritz.
Ricordando che Milano non ha un palasport per ospitare il volley (l'anno scorso la Revivre Milano (SuperLega di pallavolo) ha trovato ospitalità al PalaYamamay di Busto Arsizio), ad esempio, ed è mancante di impianti come e forse peggio di Roma, è interessante proporre l'intervento del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi, intervenuto ieri ai microfoni di Radio Radio-Radio Radio Tv.
 


Presidente Giomi, qualche giorno fa ha dato fa una tiratina di orecchie all’amministrazione capitolina per la mancata candidatura Olimpica, nonostante stiate organizzando insieme delle grandi manifestazioni come la Via Pacis


Guardiamo avanti, non solo abbiamo organizzato assieme ma continueremo ad organizzare insieme tutto quello che possibile fare. Inutile ritornare su certi argomenti. C’è un momento in cui si dice tutto quello che si deve dire poi punto. Si guarda avanti. Noi guardiamo avanti e ci sembra che sia stato aperto un dialogo estremamente significativo e importante che dal mio punto di vista può portare solo benefici a tutti. Dopo la Via Pacis ci sarà il Fly Europe a piazza del Popolo. Se questo è stato possibile farlo solo perchè l’amministrazione comunale ha dato il suo grande supporto a tutto questo. Io credo che sia opportuno guardare avanti perché esistono tutte le condizioni perché Roma sia capitale del mondo anche nello sport a 360 gradi. Non solo non c’è nessun accenno polemico anzi è vero il contrario: grazie a queste collaborazioni io ho riscontrato la volontà del Comune di superare momenti che hanno diviso.
 

A proposito di capitale dello Sport anche Milano si candida fortemente per questo ruolo

E' bello che ci sia questa sorta di competizione, questa sorta di possibilità di confronto. Roma ha un vantaggio su qualsiasi altra città al mondo tanto che è la Capitale, c’è il Vaticano e lasciatemelo dire c’è il Foro Italico. Roma parte da un vantaggio immenso avere nello stesso complesso uno stadio di atletica, uno stadio del nuoto e una situazione complessiva che ospitare altri sport. Roma ha questo punto di partenza straordinario. Che poi Milano si candidi, è solo bello. Sarebbe bellissimo avere un giorno l’opportunità di fare anche a Milano quello che purtroppo oggi a Milano non si può fare. Io come presidente dell’atletica devo dire portatemi a Milano, sì ma dove ? Non c’è un impianto che possa essere realizzata per qualsiasi tipo di manifestazione. L’arena storica è ancora ferma siamo ancora al punto che dobbiamo ancora rifare la pista. Ben venga Milano, ha un amministrazione sicuramente di valore e di spessore che darà allo sport l’importanza che merita ma bisogna far seguire alle parole i fatti.

SPORT & TECNOLOGIA Data Project con Genius Sports, Emilio Spirito oltre i confini del volley

Ricevo e pubblico, avendo conosciuto Emilio Spirito all'alba dei suoi sogni e del suo progetto applicato alla pallavolo.


Genius Sports, leader mondiale nella fornitura di innovativi servizi tecnologici per lo sport tra cui la raccolta, distribuzione e commercializzazione dei dati sportivi, annuncia oggi l’acquisizione di Data Project, azienda italiana leader nella fornitura di software per la rilevazione statistica e l’analisi video nella pallavolo.

Genius Sports collabora con più di 200 leghe e federazioni sportive in tutto il mondo, incluse alcune delle maggiori organizzazioni di calcio e di pallacanestro tra cui FIBA, Serie B e Premier League Inglese. Data Project, con i suoi software e servizi è presente su oltre l’80% dei campi di pallavolo delle maggiori confederazioni e leghe professionistiche in tutto il mondo, tra cui oltre alla FIVB (Federazione Internazionale) e la CEV (Confederazione Europea), l’Italia, la Francia, il Brasile.
 


Emilio Spirito, CEO e fondatore di Data Project, ha dichiarato:

"Ho investito la mia vita in un progetto ambizioso: utilizzare la tecnologia per far evolvere il mio sport, la pallavolo, e diffondere a tutti i livelli strumenti di rilevazione ed analisi per allenatori, giocatori, addetti ai lavori. Con il mio staff di Salerno e Bologna e con il contributo ed il supporto di tanti clienti/amici in tutto il mondo abbiamo raggiunto traguardi molto superiori a quanto avevo immaginato. Con Genius Sports ho realizzato che il mio progetto originario avrebbe potuto avere un ben più ampio respiro. Data Project ha un nuovo partner, ma la missione ed i valori rimangono gli stessi.”

"Siamo lieti di far parte di Genius Sports: ora il nostro know-how ed i nostri prodotti e servizi, già leader nel mondo della pallavolo, potranno essere messi a disposizione della pallacanestro, del calcio e di tanti altri sport, proiettando Data Project, attraverso Genius Sport Group, nell’universo dell’IT sportivo mondiale“.

Steven Burton, Managing Director di Genius Sports ha dichiarato:

"Questa acquisizione segna un nuovo passo nella rapida crescita di Genius Sports costruita su un solido e durevole rapporto con le più importanti leghe di calcio e pallacanestro mondiali.”

"La strategia di Data Project, il modello di business ed i suoi valori etici sono assolutamente allineati con i nostri e siamo estremamente entusiasti di lavorare con loro per offrire a leghe e federazioni sportive in tutto il mondo una tecnologia sempre più all’avanguardia".


 
Data Project
Data Project è l’azienda italiana leader mondiale nella fornitura di software e servizi per la pallavolo. La totale dedizione allo sviluppo di software per la pallavolo, la sua competenza ed affidabilità, hanno permesso a Data Project di raggiungere una notorietà internazionale.

Data Volley, prodotto di punta dell’azienda per la rilevazione statistica e l’analisi video, è il software più utilizzato dalle maggiori squadre nazionali e club di pallavolo in tutto il mondo.
Nel corso degli anni, Data Project ha inoltre sviluppato una vasta gamma di strumenti e servizi che sono diventati essenziali in numerose leghe e federazioni nel mondo, tra cui e-Scoresheet, il software di refertazione elettronico, e Video Check, l’occhio elettronico della pallavolo, utilizzato per la verifica delle decisioni arbitrali. 

 Genius Sports
 Genius Sports è leader mondiale nella fornitura di servizi tecnologici d’avanguardia per lo sport a 360°, tra cui la raccolta, distribuzione e commercializzazione dei dati sportivi. Offre a leghe e federazioni innovative soluzioni basate sulla raccolta dati.

Con più di 16 sedi in tutto il mondo e quartier generale a Londra, Genius Sports è riconosciuta come una delle aziende di tecnologia applicata allo sport in maggiore crescita nel mondo ed è partner fidata di alcune delle più grandi organizzazioni sportive mondiali.

L'impegno di Genius Sports per lo sport va oltre quello di offrire soluzioni tecniche redditizie per i suoi partner. La protezione, l'integrità e la commercializzazione dei dati sono per l’azienda fondamentali per il continuo successo dell'industria sportiva. Il futuro richiede a coloro che gestiscono lo sport e a coloro che utilizzano i dati di lavorare a stretto contatto, garantendo quindi la protezione dello sport ed una massimizzazione delle opportunità.

VOLLEY Elena Pietrini, da Volleyrò al Club Italia in A2, dopo l'oro mondiale under 18

Elena Pietrini, 17 anni, un nome che potrebbe diventare familiare nel volley femminile del futuro. Dal Volleyrò al Club Italia in A2, passando per il titolo mondiale under 18 vinto in estate. Ho chiesto a Marco Tavani di dare voce ad Elena, per cominciare a conoscerla un po'...

di Marco Tavani

Il nuovo Club Italia giocherà la sua prima partita di campionato il prossimo 8 ottobre a Perugia. Nel rinnovatissimo gruppo della selezione federale c’è anche Elena Pietrini che farà così il suo esordio in Serie A2. Elena è passata dall’essere una promettente schiacciatrice ai tempi del Volley Livorno allo status di astro nascente della pallavolo italiana, cresciuta e plasmata in quella fucina di talenti che è il Volleyrò Casal de’ Pazzi. 
A diciassette anni Elena è ora pronta a spiccare il volo nel volley che conta, dopo essere stata l’autentica protagonista del Mondiale Under 18 vinto a fine agosto dalla nazionale azzurra. Pur essendo così giovane, Elena vanta già un curriculum sportivo di grande valore che comprende due titoli nazionali giovanili con la maglia del Volleyrò CDP, conditi dal riconoscimento di mvp, e soprattutto il titolo iridato con l’Italia che, con il conseguente premio di miglior giocatrice del torneo, l’ha consacrata come una delle atlete più interessanti a livello internazionale.
 

Elena, questo è stato per lei un anno speciale. Dopo il secondo scudetto vinto con il Volleyrò Casal de’ Pazzi, è arrivata la soddisfazione del Mondiale conquistato con il titolo di mvp della manifestazione.
“Gli ultimi mesi sono stati meravigliosi. Non avevo neanche finito di festeggiare lo scudetto con il Volleyrò che ho iniziato ad allenarmi con la Nazionale. Vincere un Mondiale è qualcosa di indescrivibile e conserverò il ricordo di quei giorni per tutta la vita. I premi individuali fanno piacere, ma è ancora più bello condividere una grande vittoria collettiva con le proprie compagne”.
Tra poche settimane farà il suo esordio nel campionato di Serie A2. Pronta per il salto di categoria dopo aver giocato in Serie B1?
“Penso di sì. In questi ultimi due anni ho lavorato tanto per arrivare preparata e credo di aver fatto il salto nel momento giusto della mia carriera. La Serie A2 alla mia età sarà un bel banco di prova, anche perché, con il Club Italia, molte di noi affronteranno per la prima volta avversarie abituate a giocare a un livello superiore. Sono certa, però, che sapremo fare bene”.
Dopo due stagioni al Volleyrò Casal de’ Pazzi, ha iniziato una nuova avventura al Club Italia. Ha ritrovato tante compagne che hanno condiviso con lei la gioia del Mondiale e anche Sylvia Nwakalor, con cui ha giocato l’ultima stagione al Volleyrò CDP. Come si sta trovando?
“Da una settimana ho ripreso ad allenarmi. Siamo un bel gruppo, sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano. Il fatto di conoscerci aiuterà ad amalgamarci più in fretta e ritrovare in questa nuova avventura Sylvia mi fa molto piacere”.
Quanto è stato difficile lasciare Roma e l’ambiente del Volleyrò CDP, che per lei erano diventati una seconda casa?
“È vero, Roma è entrata nel mio cuore così come il Volleyrò è diventata una seconda famiglia. Qui ho imparato tanto come giocatrice ma soprattutto come persona. Torno sempre molto volentieri, perché ho lasciato tanti amici che mi sono stati accanto in questi anni, aiutandomi a raggiungere i risultati che ho ottenuto e quelli che spero ancora di ottenere”.
La famiglia le è sempre stata molto vicina nei suoi anni romani, la seguirà da vicino anche a Milano?
“Sicuramente, il supporto della mia famiglia è fondamentale. Rispetto a Livorno, Milano si trova più o meno alla stessa distanza di Roma, quindi non dovranno fare più chilometri degli anni precedenti per venire a vedermi”.
Mamma, papà e sorella vivono a Livorno, città dove è cresciuta e che soltanto pochi giorni fa ha vissuto il dramma dell’alluvione. Come avete trascorso quelle ore di grande paura?
“Sono molto legata alla mia città e quello che è successo mi ha toccata profondamente. È accaduto il giorno prima di partire per Milano. Fortunatamente non siamo stati colpiti direttamente dalla sciagura, ma conosco molta gente che invece ne ha subito pesanti conseguenze”.
In questa stagione affronterà tante ragazze che fino allo scorso anno sono state sue compagne di squadra al Volleyrò. Già alla prima di campionato sfiderà Rachele Mancinelli a Perugia. Come vivrà questi “derby” speciali?
“Mi farà senz’altro piacere, anche perché insieme abbiamo vissuto gli anni più belli della nostra giovinezza. Abbiamo sofferto insieme, gioito e ci siamo aiutate a vicenda. Sono contenta che tante di loro abbiano trovato posto in Serie A2”.
Oltre alla pallavolo, che impegnerà gran parte del suo tempo, quali altre passioni hai nella vita?
“Sono una ragazza molto semplice, non faccio niente di particolare rispetto alle mie coetanee. Mi piace uscire con gli amici e stare con la mia famiglia”.
Da poco tempo su Facebook è nata una fanpage a te dedicata che ha subito riscosso un enorme successo. Come vive questa improvvisa esplosione di notorietà?
“Caratterialmente sono piuttosto riservata e questa improvvisa popolarità mi ha un po’ disorientata. Però, non lo nego, fa piacere che la gente mi riconosca, mi chieda di fare una fotografia e che si complimenti per il Mondiale. Cerco di non esaltarmi, perché di strada ne devo fare ancora tanta”.
E' considerata una grande promessa della pallavolo nazionale. Pesa questa etichetta?
“No, l’importante è rimanere sempre me stessa, ora come ieri quando sono partita da Livorno per arrivare al Volleyrò. Vivo molto serenamente e ho persone accanto che mi aiutano e mi consigliano nel modo corretto. Il mio sogno è quello di raggiungere presto un posto nella nazionale maggiore e poi, magari, disputare le Olimpiadi. Per fare questo devo impegnarmi al massimo”.
E' tornata a Roma per salutare gli amici del Volleyrò CDP e soprattutto Armando Monini e Laura Bruschini che, con Andrea Scozzese, avevano visto lungo sulle sue enormi potenzialità. Che ricordi porterà con lei di questi anni romani?
“Farò tesoro dell’esperienza vissuta al Volleyrò. Per venire a Roma ho lasciato per la prima volta la mia casa, la famiglia e gli amici. Non è stato facile né per me né per la mia famiglia, ma consiglio a tutte le ragazze di avere coraggio e di mettersi in gioco. Se si è fortemente motivati ci sono tanti modi di arrivare a giocare ad alti livelli, ma partire dal Volleyrò è senza dubbio la via migliore per raggiungere l’obiettivo. Ci tengo a dire che questo al Volleyrò è soltanto un arrivederci, perché c’è uno scudetto da difendere e a giugno voglio dare il mio contributo per vincere il quinto titolo consecutivo della storia della società”.

sabato 16 settembre 2017

CINEMA Il colore nascosto delle cose

Il colore nascosto delle cose - Regia: Silvio Soldini. Interpreti: Valeria Golino, Adriano Giannini, Laura Adriani, Anna Ferzetti.
 
«Dal buio al buio, per ritrovare la luce»

Il tema era notevole e socialmente utile. Riflettere sulla vita, sulle difficoltà quotidiane, attimo per attimo, che persone non vedenti sono costrette ad affrontare. I loro caratteri, le loro reazioni, il trauma del dover accettare un'esistenza diversa, il rapporto con gli altri. L'impermeabilità ai sentimenti e la voglia di amare. Ma anche la voglia di non arrendersi, che può passare attraverso momenti di grande dolore, quando si è vicini alla rinuncia, quando si può desiderare di scrivere la parola fine.
La sensibilità al tema è la parte migliore del film di Soldini, Il colore nascosto delle cose, che non può dirsi invece riuscito per tutta una serie di altre ragioni.
Un film che difetta di vivacità, eccezion fatta per il personaggio dell'ipovedente veneta interpretata da Laura Adriani, una macchietta divertente che suscita risate, nata forse nella consapevolezza del piattume monocorde del contesto.
Il messaggio che passa: ci vuole l'incontro con una non vedente (Valeria Golino, osteopata) per aiutare il protagonista (Adriano Giannini, pubblicitario di successo) a trovare la capacità di (ri)vedere le cose oltre l'apparenza, di far chiarezza sulla propria esistenza.
Ma reso merito al messaggio, al tema della riflessione e alla consapevolezza di quanto si sia fortunati quando si è in possesso dei cinque sensi, bisogna dire che c'è molto di non riuscito nel film di Soldini. Senza svelare troppo ma, come ha argutamente osservato un'amica, la scena conclusiva te l'aspetteresti da un Moccia, con Vaporidis in casco e motoretta, non certo da Soldini.
Il cammino nuovo di Theo avviene in maniera piatta, lineare, senza che si acceda in profondità ad un personaggio tratteggiato in maniera monodimensionale. Nel rapporto con la famiglia di origine, con le donne della sua frenetica vita appesa al cellulare tra uno slogan e una seduta di sesso con la moglie di un altro. L'incontro con l'osteopata non vedente (e al'inizio è solo un altro timbro sex da apporre sulla conquista di turno) lo cambia? Il film non ci mostra come e quanto. Da un personaggio che evolve e che è cambiato, non ti aspetti una risposta così banale, falsa e immotivata alla donna che gli chiede se vuole vivere finalmente con lui. Come minimo il nuovo Theo avrebbe dovuto tacere, rispondere con un non lo so, spiegarsi. Quel sì è bugia insostenibile, anche se pronunciata da un bugiardo cronico. La Golino e Giannini fanno il possibile, ma è il film così concepito che alla fine appare come un'occasione mancata. Insomma, il colore del cinema, in questo caso tendente al grigio, resta nascosto.   


La filmografia di Silvio Soldini

Regista


 

giovedì 14 settembre 2017

MUSICA Nursery Cryme, i Genesis e una piccola grande gioia

 Questo è un post un po’ particolare. Un cedimento sentimentale che mi induce a condividere un momento legato ai Genesis, ma che mi dà lo spunto per ricordare come, al di là dei ruoli definiti, la trasversalità di interessi dovrebbe essere sempre legittima.
Condivido il piacere che mi ha dato partecipare e poi avere la fortuna e il privilegio di essere dichiarato vincitore, in un gioco promosso in un gruppo Facebook dedicato ai Genesis (Genesis Infinito Amore). Sotto ho incollato le parole di Lino Friuli che ringrazio ancora.
Nursery cryme non fu il primo album dei Genesis che ascoltai. Conobbi il gruppo con Foxtrot, che inizialmente avevo registrato su cassetta, da un vinile prestatomi (che poi ben presto avrei comprato a mia volta). Su un lato c'era Foxtrot, sull'altro Uomo di pezza delle Orme. Cassetta consumata dagli ascolti continui. 
Innamoratomi all’istante di Foxtrot, andai a naturalmente a cercare gli altri album, appunto Nursery Cryme e Trespass.
Melodie, cambi di ritmo, quel drumming diverso e la voce di Peter Gabriel: una musica allora nuovissima e per me magnifica. In particolare Nursery Cryme fu l’album spartiacque dei Genesis, proiettati da The Musical box in una dimensione assolutamente diversa, che sarebbe stata sublimata con la suite di Supper’s ready nel successivo Foxtrot.
Non mi occupo professionalmente di musica, che resta però insieme al cinema e ad altro, una delle passioni principali della mia vita. Musica per vivere, musica come anestetico per la vita, quando ce n’è bisogno. Detti questa definizione quando avevo solo 14 anni, nell’ambito di un testo che mi regalò la soddisfazione (e i soldi, allora preziosissimi) di vincere il concorso per una borsa di studio quadriennale. Come investii quei soldi? Naturalmente, con l’aiuto dei miei genitori, acquistando un impianto stereo…
In fondo la vita è un gran calderone, passioni curiosità, competenze, possono miscelarsi dignitosamente. Sull’altare della mia passione musicale ho sacrificato anche sei mesi di professionismo: all’esame professionale, prova scritta, dettero un testo sulla musica: il rifiorire dei concerti, la musica dal vivo, dal playback al Festival di Sanremo. Non seppi resistere. Guai a me: ma come, uno che si occupa di sport non sceglie un tema sportivo? Vuol dire che non lo sapeva fare...In realtà il presidente della Commissione, leggendo l'incipit mentre stavo scrivendo approvò il mio attacco, la chiave giusta per iniziare. Forse, però, si sarà poi assentato al momento del giudizio, visto che non passai quell'esame. Unica bocciatura della mia vita. Sei mesi dopo, imparata la lezione, feci il compitino e tutto filò liscio.
Pur amando il cinema e avendo frequentato per anni conferenze stampe e anteprime, non sento la mancanza di certe occasioni, di certe occhiate di sufficienza degli operatori dell’informazione specifici del cinema. Perché uno che non lavora nel cinema si permette di fare domande di cinema a registi e attori?
In chiusura, scusandomi per le divagazioni, non posso che invitare all’ascolto, al riascolto di Nursery Cryme, magari cliccando il gruppo di Lino Friuli, GENESIS Infinito Amore. Una maniera per condividere buona musica, per ripescare gioiellini dimenticati, per divertirsi ancora leggendo e scrivendo di musica.
 
Lino Friuli
L'Alto Commissario per la difesa dei Diritti dei Genesis, in collaborazione con GENESIS Infinito Amore, viste le 78 definizioni che gli utenti del gruppo hanno fornito in merito all'album Nursery Cryme (1971), dichiara "SPARTIACQUE", di Leandro De Sanctis, l'attribuzione vincente, quella più calzante, giacchè l'album si pone proprio come linea di demarcazione tra le sonorità di Trespass e quelle degli album successivi. Particolare menzione va a "EPICO", di Luigi Del Mecio (detto "One Thousand Man"), Miriam Bozzoni, e Armando De Leonardo. Segnalazione, infine, per "AVANTI" di Davide Coco, "ASCOLTA!" di Brunello Barsottelli e "VITTORIANO" di Enrico Fabbro :) :) :) :) :) :) :)
Ciò deliberato, si ringraziano i partecipanti.
Appuntamento alla prossima seduta, al prossimo album!




NURSERY CRIME
Testi e musiche di Tony Banks, Phil Collins, Peter Gabriel, Steve Hackett, Mike Rutherford.

  • Lato A
  • The Musical Box – 10:27
  • For Absent Friends – 1:48
  • The Return of the Giant Hogweed – 8:12
  • Lato B
  • Seven Stones – 5:09
  • Harold the Barrel – 3:01
  • Harlequin – 2:55
  • The Fountain of Salmacis – 7:56

  • Formazione