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sabato 22 aprile 2017

(fanta)CALCIO La Roma cerca un altro specialista di goleade: arriva Emery?

Dal momento in cui l'addio di Luciano Spalletti alla panchina della Roma è dato per certo, il club giallorosso è a caccia di un successore al'altezza dei precedenti recenti allenatori. Si cerca insomma un altro specialista di goleade, subite, che possa essere all'altezza di Spalletti (1-7 con il Manchester United nel 2007) e Garcia (1-7 con il Bayern Monaco all'Olimpico nel 2014), che erano al timone in occasione delle più recenti e ampie disfatte romaniste. Chi meglio di Unai Emery Etxegoien per continuare la tradizione? La sua candidatura ha preso corpo dopo l'1-6 storico rimediato dal suo Paris Saint Germain  al Nou Camp contro il Barcelona, capace di segnare tre gol negli ultimissimi minuti.
In extremis si potrebbe aggiungere anche Pioli, che ieri ha visto la sua Inter (ma forse ancora per poco) prenderne 5 a Firenze dopo essere stata in vantaggio. Ma Pioli è italiano ed ex laziale, la Roma preferisce guardare all'estero... In corsa ci sarebbe stato anche Gasperini, dopo l'1-7 rimediato dalla sua Atalanta a San Siro con l'Inter. Ma Emery resta favorito perchè la Roma preferisce un tecnico con esperienza di Champions League...

venerdì 21 aprile 2017

CALCIO Sorteggio Champions, l'abito non fa...il Monaco

Non condivido l'enfasi ottimistica con cui è stato accolto il sorteggio delle semifinali di Champions League. Stavolta l'ex juventino Ian Rush, gallese e dunque padrone di casa della finale di Cardiff, ha assegnato ai bianconeri i francesi del Monaco.
Premesso che sono d'accordo con Bonucci e con chi ritiene che siano gli altri a doversi preoccupare di eliminare questa Juventus così solida e che a questo punto ogni avversario è forte, contro il Monaco non sarà una passeggiata.
Questo Monaco, giovane e leggero, ha dimostrato di avere l'incoscienza necessaria per realizzare grandi imprese: c'è riuscito a Manchester col City e a Dortmund col Borussia. Segni particolari: segna molto, subisce altrettanto. Attacco imprevedibile, con due campioni come Falcao, rigenerato nel Principato, e la giovanissima stella Mbappè. Sa agire in contropiede e sa far male affondando colpi se la difesa avversaria denuncia smagliature.
Detto questo. è una squadra che ha palesato anche limiti difensivi, ma ha il pregio di non arrendersi mai.
Voltandosi indietro, va ricordato che due anni fa fu proprio il Monaco nei quarti di finale a far soffrire di più la Juve, che approcciò male la partita di ritorno, dopo lo striminzito successo (un rigore di Vidal) allo Stadium, e rischiò molto. 
Ma la cabala dice anche che quando la Juve trova il Monaco in Champions, e lo elimina, poi arriva in finale. 
Insomma le credenziali del Monaco sono inferiori a quelle di Atletico Madrid e Real Madrid, ma l'abito non fa il Monaco e se questa squadra è arrivata in semifinale partendo dal terzo turno dei preliminari, significa che è in possesso di qualità che sarebbe un errore sottovalutare. Ma non credo che la banda di Allegri farà questo sbaglio. 
personalmente poi, vado controcorrente e dico che avrei preferito giocare la prima in casa, arrivare ai supplementari col rischio di subire un gol che vale doppio e uccide la partita, è un'ipotesi sempre inquietante. 

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/04/calcio-barcellona-juventus-0-0.html 

mercoledì 19 aprile 2017

CALCIO Barcellona-Juventus 0-0


Per la decima volta la Juventus entra in semifinale nella Champions League. Al Camp Nou non è successo nulla di quanto si sperava in Catalogna e nel pianeta terrestre Gufonia: il Barcellona non ha segnato tre gol in sei minuti come si era augurato il tecnico Luis Enrique, il Barca non ha vinto come aveva fatto nelle ultime 15 gare casalinghe, non ha segnato il 67° gol consecutivo, non ha rimontato i bianconeri come aveva fatto con il Paris Saint Germain.
E' accaduto ciò che il popolo bianconero sperava: la Juventus non ha perso, non ha subito nemmeno gol, mantenendo il record di due soli reti incassate in dieci partite di Champions tra gironi, ottavi e quarti.
D'accordo, dopo cinque successi esterni consecutivi, stavolta non ha segnato nè vinto, ma è poca cosa rispetto al valore della promozione alla semifinale, dove troverà una tra Real Madrid, Atletico Madrid, Monaco. Forse è il caso che in Spagna tocchino ferro, visto che metà del contingente iberico di Champions è stato fatto fuori da Dybala & C. (Siviglia e Barcellona). Concordo con Bonucci: sono le altre a doversi preoccupare di evitare la Juventus, anche perchè quella più infida pare proprio il Monaco, squadra infida, sgusciante, fresca e nuova (con la stellina Mbappè: unico a segnare cinque reti nelle prime quattro gare di Champions ad eliminazione diretta). Il Monaco non ha una difesa di ferro, ma segna molto, in casa e fuori. L'Atletico Madrid è per certi versi simile alla Juve: ha subito solo 5 reti quest'anno in Europa, scorbutico da affrontare ma meno brillante in attacco e all'andata ha domato il Leicester solo con un rigore inesistente. Del Real Madrid si sa tutto: anche quando non pare in serata può contare su Ronaldo e sull'arbitro, come ha dimostrato il doppio confronto con il Bayern e l'arbitraggio di Kassai martedi sera al Bernabeu.
A proposito di arbitro, l'olandese Kuipers è stato il migliore al Camp Nou: la Juve con lui non ha vinto nemmeno stavolta, ma è un dettaglio e si è sempre sentita garantita dall'impeccabile condotta dell'olandese che non si è fatto intimidire dal pianto continuo dei catalani, ha lasciato correre il giusto, ha fischiato con il sorriso e con la necessaria autorevolezza e decisione, senza irritare. Una serata che lo proietta tra i favoriti per fischiare nella finale di Cardiff.
E veniamo alla partita. Un'ottima Juventus, che come all'andata ha giocato con il cuore e con la testa, con notevole concentrazione e forza mentale, finchè il fisico ha sorretto i suoi attaccanti corridori. Non ha saputo concretizzare e ha sbagliato troppo spesso l'ultimo passaggio, ma le condizioni per il gol le ha sapute creare. In certi momenti ha subito molto, ma come si fa a non subire contro Messi e compagni? 
In fondo Buffon non ha dovuto sfoderare un intervento prodigioso, ha sbagliato un'uscita e poteva costar caro, ma per fortuna Messi si è divorato l'1-0. Per il resto, ha accompagnato con lo sguardo i tiri del Barca fuori dallo specchio della sua porta. Interdizione alta, raddoppi di marcatura, gabbie dentro le quali si è persa la genialità del Barcellona, arrivato al tiro sempre con poca lucidità e misura.
In definitiva la Juventus ha giocato con grande cosapevolezza, da grande squadra, senza mai perdere la testa. Messa in campo al meglio da Allegri, un allenatore che ora scopriranno tutti, salendo sul carro giusto dopo averlo denigrato e sottovalutato troppo a lungo. 
E se dopo la finale a Berlino due anni fa era stato Pirlo ad uscire in lacrime, stavolta a piangere è stato Neymar, consolato da Cuadrado e dai brasiliani della Juve, Neto, Dani Alves, Alex Sandro.
Peccato il giallo a Khedira, salterà la prima semifinale.

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/04/calcio-juventus-barcellona-3-0.html 

domenica 16 aprile 2017

CINEMA In between - Libere disobbedienti innamorate

IN BETWEEN - Libere disobbedienti innamorate. Regia: Maysaloun Hamoud. Interpreti: Mouna Hawa, Shaden Kanboura, Mahmoud Shalaby, Riyad Sliman, Sana Jammelieh

Il titolo originale, In between, esprime molto meglio quel senso di incertezza, di sospensione tra mondi diversi e contrastanti, che il film cerca di raccontare. Tre giovani donne arabe a Tel Aviv, in fuga e sospese tra origini e futuro, fra una tradizione opprimente e il desiderio di inseguire altro, liberamente e senza vincoli decisi da altri. 
Superando il fastidio che a un non fumatore darà vedere fumare tutto il tempo le protagoniste (pochissime le scene senza canne o sigarette consumate), e rimpiangendo l'impossibilità di vedere il film in lingua originale, In between è da consigliare, nonostante quanto si possa leggere da commentatori militanti in servizio permanente, per cui ogni film deve parlare di tutto, altrimenti è parziale e fuorviante. In between non racconta della città militarizzata o degli altri episodi di repressione attuati dagli israeliani nei confronti degli arabi. Ma un messaggio chiaro e forte lo fornisce, ed è un messaggio che va bene ad ogni latitudine, anche in Occidente dove ogni giorno donne muoiono uccise dai loro ex compagni, presunti innamorati (una persona che ama davvero non può uccidere il soggetto del suo amore): la reale emancipazione femminile, la reale libertà conquistata dalla donna, può concretizzarsi con la presa di coscienza dell'uomo. 
Non per sminuire la valenza femminile, ma per sottolineare la correità dell'uomo, che da padrone a cui fa comodo rispettare consuetudini e ruoli detestabili (in questo caso espressi dal costume familiare dei matrimoni combinati, che in certi Paesi sconfina nella pedofilia (considerata l'età delle giovanissime spose bambine).
Il rispetto della tradizione. In questa storia che vuole essere appunto UNA storia e non LA STORIA degli arabi in ISRAELE, si alza il velo sulla grande ipocrisia della religione, di ciò che si dice in modo ipocrita e ciò che si fa, in maniera violenta, sia concettuale o fisica. E se perfino l'uomo che sembra più moderno e progressista nel vivere la sua storia di amore, si rivela poi arretrato nè più, nè meno degli altri, significa proprio che solo con il cambiamento degli uomini si può realizzare un mondo diverso, libero dalle ipocrisie delle religioni e delle tradizioni vessatorie delle libertà individuali.
Dimenticavo: una colonna sonora molto interessante.


sabato 15 aprile 2017

VOLLEY E MEDIA Laola Tv chiude la diretta senza trasmettere il Golden set di Tours-Trento

Ciò che è avvenuto stasera è in sintonia con gli aspetti più deteriori della pallavolo, quella europea in questo caso. Laola tv, la televisione scelta dalla Cev per la trasmissione delle partite delle coppe europee e non solo, ha chiuso la diretta della finale di Cev Cup tra Tours e Trento dopo il quarto set, credendo che sul 3-1 la partita fosse finita. Per poi riprenderla a golden set ampiamente in corso, quando molti avevano ormai chiuso il collegamento maledicendo a 360 gradi.
Non è uno scherzo, è successo davvero. Come se non bastasse l'amarezza per la sconfitta di Trento dopo il 3-0 dell'andata (in qualsiasi altro sport la Coppa sarebbe stata vinta da Trento, somma set nelle due partite 4-3 per i trentini), il Golden set non è stato trasmesso integralmente in tv.  Il set di spareggio, che assegnava la coppa (vinta dal Tours allenato dal marchigiano Giampaolo Medei, in campo il libero Henno campione d'Italia con la Lube dopo gli anni di Roma) non è stato visto dall'inizio. Ma si può essere così dilettanti? Nel mondo del volley di dilettanti che pensano di essere professionisti ce ne sono molti, in vari posti organizzativi e non solo. Dopo questa perl a possiamo aggiungere anche la tv del volley. Ma qualcuno darà una giustificazione per l'accaduto? Chi si è accorto della gaffe riattivando la trasmissione intorno al decimo punto, sul 4-4...?). Lo stesso che aveva chiuso la diretta o è intervenuto qualcuno a far rimediare alla gaffe?

CALCIO Pescara-Juventus 0-2, Dybala secondo Ferri su Mediaset Premium

Riccardo Ferri con l’Inter vinse uno scudetto, una coppa Itaia, una supercoppa e due Coppe Uefa. Ora fa il commentatore a Mediaset Premium e talvolta i suoi commenti appaiono decisamente inadeguati. Per la serie: ma ti rendi conto di quello che dici?
Dopo Pescara-Juventus, vinta dai bianconeri con una doppietta di Higuain, c’è apprensione per la caviglia di Dybala a tre giorni e mezzo da Barcellona-Juventus di Champions League. Toccato duro da Muntari per due volte, ma solo il primo fallo, nel primo tempo, è stato sanzionato con il cartellino giallo. Sarebbe stato sacrosanto anche il secondo, intervento diretto e forte sul piede destro dello juventino, che dopo qualche minuto è uscito dal campo.
Ebbene, secondo Ferri, un po’ quel fallo Dybala se l’è cercato, ha dimostrato di essere ancora inesperto e ingenuo perché dovrebbe imparare a dare via la palla senza insistere troppo a dribblare tenendosela tra i piedi. E d’ora in avanti sarà sempre peggio per lui perché tutti vorranno cercare gloria fermandolo, costi quel che costi.Il succo del riassunto è il mio, il concetto è di Ferri. Insomma, se Dybala si è beccato un duro fallo da Muntari, che avrebbe dovuto essere espulso per seconda ammonizione è colpa sua. Strana teoria, giustificabile solo col fatto che Ferri quando giocava era un difensore piuttosto rude.
Peccato però, che nell’azione del secondo fallo di Muntari, quello della super botta alla caviglia, Dybala fosse sgusciato via senza alcun dribbling di troppo, ma agilmente involandosi. Non a caso il fallo di Muntari è arrivato da dietro e lateralmente. Insomma, Dybala non stava facendo il Sivori, non irrideva l’avversario dribblando e ridribblando.
Verrebbe da osservare che forse è invece Ferri che tiene troppo il microfono, dovrebbe darlo via più in fretta, per evitare di dire sciocchezze. Anche se per lui ormai non ci sono più cartellini gialli, nemmeno dall’arbitro in studio…



venerdì 14 aprile 2017

MUSICA Anderson, Rabin e Wakeman di nuovo Yes

ARW, l'acronimo che indicava il trio composto da Jon Anderson, Trevor Rabin e Rick Wakeman che si è formato con l'intento di suonare in giro per il mondo la musica degli Yes, ha cambiato nome.
Yes feauturing Jon Anderson, Trevor Rabin, Rick Wakeman
è il nuovo nome della band. Come viene spiegato sul nuovo sito da Jon Anderson, «Lo volevano i fan, lo volevamo noi, è nostro diritto usare questo nome. La musica degli Yes è nel nostro dna».
Oltre a Jon Anderson (voce), Rick Wakeman (tastiere) e Trevor Rabin (chitarra), nella band suoneranno Lee Pomeroy (basso) e Louis Molino III (batteria).