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sabato 29 giugno 2013

VOLLEY, Premio" Fischiano le orecchie 2013" (Wild Cev Champions)



André Meyer*, presidente lussemburghese della Cev (nonostante ciò che dimostra, l'acronimo sta per Confederazione Europea del Volleyball e non per tutte le altre parole che meglio si adatterebbero) anche nel 2013 si candida per far parte della cinquina del "Premio Fischiano le orecchie 2013" (avete presente quando qualcuno inveisce e dice parolacce all'indirizzo di qualcuno? E questa persona, di conseguenza, per questo essere evocato con pensieri non proprio gentili, inizia a sentire strani ma giustificati ronzii auricolari?). La sua Cev, si diceva, è riuscita a regalare un'altra perla di stoltezza (lo so di solito una perla è di saggezza ma in questo caso l'abbinamento è impossibile: file not found). 

Confraternita dalle inesauribili risorse, la Cev è composta e alimentata dai dinosauri del volley che forse si rifanno alle leggi della natura sui colori** (un oggetto verde assorbe tutte le onde luminose tranne il verde, e noi verde lo vediamo). Senza essere Isaac Newton, possiamo di riflesso dedurre che la Cev ha nozioni di tutto tranne che dello sport e della pallavolo.

In breve e senza ricordare le motivazioni che hanno consentito alla Cev ed al suo presidente Meyer*** di proporre la dua candidatura per il "Premio fischiano le orecchie 2013", citiamo il criterio, o meglio il non criterio con cui sono stati effettuati i sorteggi della prossima Champions League di volley. Le squadre che hanno avuto le wild card per meriti sportivi sono state assegnate ai gironi come se fossero apolidi. Così è capitato che squadre dello stesso Paese siano state messe nel medesimo girone eliminatorio. Due russe nella Champions uomini (Kazan e Novosibirsk), due italiane nella Champions donne (Conegliano e Busto Arsizio). Ulteriore elemento di merito ai fini del "Premio fischiano le orecchie 2013": sono state messe insieme la squadra campione d'Europa del Novosibirsk e lo Zenit Kazan semifinalista 2013. Insieme a loro, con quale gaudio è facile supporre, la Lube Macerata. Ai selezionatori del "Premio Fischiano le orecchie 2013" la Cev ha detto giustificandosi che le wild card già devono ringraziare il Dinosauro capo per essere state ammesse, per cui non si lamentassero. Loro no, ma le altre che se le sono ritrovate tra i piedi che male hanno fatto?
Sarebbe pleonastico precisarlo, ma questo non accoppiamento scriteriato non trova esempi in nessun altro sport. Il volley, grazie alla Cev, è l'unica che può vantarsi di questa scelta. Per la serie zero ne pensa e mille ne fa.

Aggiungiamo che anche quest'anno se in final four ci saranno squadre dello stesso Paese, dovranno per forza eliminarsi a vicenda in semifinale. Poi dice che le coppe del volley sono una cosa seria...


Note nel testo


* Non so rispondere alla domanda: Meyer è stato eletto presidente della Cev per il merito di essere l'unico lussemburghese ad aver giocato a pallavolo (a scuola o con gli amici), oppure l'unico lussemburghese a sapere che esiste uno sport chiamato volleyball?

** Legge sui colori: l’oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco = somma di tutti i colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde, senza restituirle ai nostri occhi, viene visto dai nostri occhi nero (nero = assenza di colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde tranne uno, ha il colore corrispondente a quell’unica onda ( ad esempio: un oggetto che non assorbe il verde, viene visto dai nostri occhi verde).
Per questa ragione alcuni artisti definiscono il bianco e il nero “non colori” perché il bianco è dato dalla somma di tutti i colori, il nero dall’assenza di colori.

                                               Le bellezze del volley



CHAMPIONS LEAGUE UOMINI
Pool A: Copra Elior PIACENZA (ITA), TOURS VB (FRA), ACH Volley LJUBLJANA (SLO), Marek Union-Ivkoni DUPNITSA (BUL)
Pool B: Belogorie BELGOROD (RUS), Noliko MAASEIK (BEL), Olympiacos PIRAEUS (GRE), VK OSTRAVA (CZE)
Pool C: Asseco Resovia RZESZOW (POL), PARIS Volley (FRA), Budvanska Rivijera BUDVA (MNE), Jihostroj CESKE BUDEJOVICE (CZE)
Pool D: Diatec TRENTINO (ITA), Arkas SMIRNE (TUR), BERLIN Recycling Volleys (GER), Energy Investments LUGANO (SUI)
Pool E: Lube Banca Marche MACERATA (ITA), Zenit KAZAN (RUS), Posojilnica AICH/DOB (AUT), Lokomotiv NOVOSIBIRSK (RUS)
Pool F: JASTRZEBSKI Wegiel (POL), Halkbank ANKARA (TUR), Tomis CONSTANTA (ROU), Hypo Tirol INNSBRUCK (AUT)
Pool G: Zaksa KEDZIERZYN-KOZLE (POL), Knack ROESELARE (BEL), VfB FRIEDRICHSHAFEN (GER), Galatasaray ISTANBUL (TUR)  
CHAMPIONS LEAGUE DONNE
Pool A: Omichka OMSK REGION (RUS), BEZIERS Volley (FRA), Rabita BAKU (AZE), DRESDNER SC (GER)
Pool B: Dinamo MOSCOW (RUS), RebecchiNMeccanica PIACENZA (ITA), Crvena Zvezda BEOGRAD (SRB), Igtisadchi BAKU (AZE)
Pool C: Vakifbank ISTANBUL (TUR), Atom Trefl SOPOT (POL), Dinamo Romprest BUCURESTI (ROU), GENT Dames (BEL)
Pool D: Eczacibasi VitrA ISTANBUL (TUR), RC CANNES (FRA), SCHWERINER SC (GER), Agel PROSTEJOV (CZE)
Pool E: Galatasaray Daikin ISTANBUL (TUR), Imoco CONEGLIANO (ITA), Azeryol BAKU (AZE), Unendo Yamamay BUSTO ARSIZIO (ITA)
Pool F: Dinamo KAZAN (RUS), Tauron MKS DABROWA GORNICZA (POL), Stiinta BACAU (ROU), Volero ZÜRICH (SUI)      


Le foto sono del sito della Cev: in alto il presidente Meyer, sopra la foto ricordo del Gala

giovedì 27 giugno 2013

GRAZIE, Superata quota 2000

Alle 19 di stasera questo spazio ha toccato quota 2.000. In poco più di un mese oltre duemila persone hanno onorato questo blog della loro partecipazione. Il grazie è doveroso, a tutti coloro che hanno speso qualche minuto per la lettura. Ringrazio gli amici, le amiche, la Lega Pallavolo Serie A maschile che mi ha voluto accogliere nella home page, dimostrando apprezzabile sportività e regalandomi visibilità. La sorpresa di questo risultato potrebbe indurmi a dire tante cose. Meglio limitarsi ad un semplice ma sentito GRAZIE!

ATLETICA, Fiasconaro, il record più...Longo






Marcello Fiasconaro è ancora padrone del record più longevo dell'atletica italiana, l'1.43.7 che il 27 giugno 1973 fu straordinario primato mondiale degli 800 metri. In Italia è ancora il record più... Longo, si potrebbe osservare ironizzando con il nome del mezzofondista padovano di Piove di Sacco (tesserato per le Fiamme Oro), che corse nel 2000 in 1.43.74, record italiano elettrico, ma sempre dietro il tempo manuale di Fiasconaro. Quarant'anni non sono uno scherzo, le celebrazioni per quello storico record di Marcello inducono ad avventurarsi a ritroso nel tempo. Altro sport, all'epoca. Altra atletica. Marcello Fiasconaro è stato a suo modo un nuovo italiano. Un italiano diverso e lontano, non un figlio di stranieri nato in Italia ma un nostro compatriota nell’anima che ha vissuto la sua vita a distanza, in Sudafrica, figlio di un siciliano (palermitano di Castelbuono) che rimase laggiù dopo essere stato fatto prigioniero in guerra.
Marcello Fiasconaro è ricordato come un ragazzo generoso, un talento grezzo ma in sintonia con i suoi tempi, capelli al vento, accento straniero, una passionaccia per il rugby coltivata prima e dopo la sua carriera atletica.
Era un’Italia diversa, nello sport e nella società, ancora lontana dalla dittatura delle pay-tv, degli ingaggi milionari, dagli atleti chiusi nelle loro ben remunerate torri d’avorio.
L’atletica di quel 27 giugno 1973 era uno sport ancora in bianco e nero, che aveva una sua folta nicchia di appassionati, che spesso aspettavano il mercoledì sera per vedere le corse in Tv. Qualche meeting, gli incontri della Nazionale, come quell’Italia-Cecoslovacchia dell’Arena milanese: il “Mercoledì Sport” della Rai era un appuntamento settimanale fisso, entrava nelle case degli italiani che impazzivano già per il calcio, ma che seguivano anche altri sport. Emozioni e sogni di un'Italia che reclamava un posto tra le grandi negli anni in cui l'atletica era la regina dell'Olimpiade ma non ancora regina dello sport businness, come sarebbe poi diventata con Nebiolo presidente della Iaaf. Due settimane dopo Paul Getty veniva sequestrato, in settembre ci sarebbe stato il golpe in Cile, a fine anno le Brigate Rosse avrebbero rapito il dirigente Fiat Amerio. Fu l’anno in cui morì Anna Magnani.
La carriera di Marcello Fiasconaro, a leggerla oggi, fu in fondo breve ma intensa. Un argento sui 400 agli Europei di Helsinki (un giro allo spasimo, secondo dietro Jenkins), un bronzo con la 4x400. E poi il record mondiale ad illuminare il tutto, a fargli dimenticare l’Olimpiade di Monaco persa per i guai ai tendini comparsi quando passò dai 400 agli 800. Nella memoria televisiva riemerge anche la clamorosa squalifica per doppia falsa partenza nella Coppa Europa del 1973 a Oslo. Quel piede che incredibilmente tocca terra prima del tempo, l’equilibrio fatalmente perduto, il suo stupore arrabbiato. E la sua sfortunata finale agli Europei di Roma 1974, quando guidò per 600 metri prima di cedere al cambio di passo di Susanj e scoppiare giungendo sesto, per la delusione dell’Olimpico che aspettava la sua medaglia.
Foto tratte dalle riprese della Rai e dall'album personale di Franco Fava, qui ritratto accanto al suo amico Marcello Fiasconaro

lunedì 24 giugno 2013

MUSICA, Dinosauri alla riscossa



Altro che Dinosauri del rock, come li hanno chiamati in tono dispregiativo qualche anno fa. E' stata una stagione d'oro per alcuni tra i più grandi gruppi dell'epoca d'oro del rock. Uno dopo l'altro sono arrivati album di notevole qualità a ricordare che quando ne hanno voglia, certi musicisti sono ancora di livello superiore. Ha iniziato Ian Anderson, proponendo Thick as a brick 2, TAAB2, firmato da solo ma considerabile un album dei Jethro Tull a tutti gli effetti. Il seguito, le ipotesi di vita di Gerald Bostock, l'autore immaginario di Thick as a brick. Un sequel in tutto e per tutto all'altezza dell'originale, a comporre un dittico straordinario.
Prima era uscito Clockwork angels, l'ultima fatica dei Rush, il gruppo canadese prog-rock (più duretto) meno conosciuto in Italia ma non di minor qualità. Una bella e suggestiva copertina rossa, con l'orologio sulle nuvole. Un singolo, BU2B, fantastico.
E nelle ultime settimane, uno dopo l'altro ecco Deep Purple e Black Sabbath.  "Now what" dei Deep Purple contiene alcuni brani decisamente all'altezza della migliore tradizione Purple. Il 13 dei Black Sabbath (titolo a suo tempo già usato dal Banco del Mutuo Soccorso) ha addirittura riportato Ozzy Osbourne e Tony Iommi addiridduta al primo posto della hit parade degli album più venduti in Gran Bretagna. Non succedeva da oltre 40 anni: a settembre del 1971 i Black Sabbath pubblicarono Paranoid balzando in testa alla classifica. Per la cronaca "13" capolista della hit parade ha scalzato dal trono l'ultimo album di Rod Stewart, la rockstar tifosa del Celtic. Senza dimenticare Steve Hackett: Genesis revisited II, che ha portato trionfalmente in tournè anche in Italia, con tappa a Roma al Sistina, è un emozionante omaggio alla musica dei Genesis, da parte del chitarrista che è risultato a livello di solista, il più prolifico ed interessante musicista della band inglese. E pensare che è stato nei Genesis soltanto sei anni.

PUBBLICITA' emotiva, La regista di matrimoni


* La pubblicità emotiva consiste in alcune segnalazioni basate sulla conoscenza diretta delle persone. Requisiti indispensabili per poter avere spot gratuiti su questo blog: simpatia, serietà, correttezza

Ma di questi tempi chi si sposa più? Il lavoro non c'è e quando c'è è sottopagato e sottovalutato. E non si sa la data di scadenza. Roba da arricchire chi ha fatto soldi sulla pelle degli altri. 
Sposarsi significa dover avere e mantenere una casa, in affitto o acquistata (fino a un certo punto, tra ICI, IMU, SCIPP, TARSU, TIREMMINNANZ, FORCHURCH, trovano sempre il modo di derubare anche chi pensa di essere proprietario di una casetta scacciapensieri). Significa poter avere soldi, dopo averli spesi per la rata mensile di mutuo e per la merenda, per poter eventualmente mettere al mondo, crescere e mantenere figli. Un'utopia di questi tempi. Realismo, non pessimismo. E se è vero che un diamante è per sempre, anche la rata del mutuo e i politici che ci dissanguano come vampiri sono purtroppo per sempre.
In ogni modo, c'è chi crede nel matrimonio e si è buttato a capofitto nel ramo. La regista di matrimoni vive a Roma ed è anche una agenzia con sedi a Roma e Shanghai

Ecco il sito di riferimento:  
http://www.ilmiomatrimonio.com/
Via Giacinta Pezzana 79, 00197 Roma, 
telefoni: 338 449 2227 / 349.783.5104
info@ilmiomatrimonio.com
valentina@ilmiomatrimonio.com



IL MIO MATRIMONIO

"La nostra agenzia nasce da una decennale esperienza nel campo dell'organizzazione di grandi eventi e della nostra particolare passione per quel giorno indimenticabile della vita che è il matrimonio
Organizzarlo non è però cosa facile ma chi sceglie di affidarsi a noi potrà sentirsi in mani sicure rilassandosi e godendosi solo il bello dei preparativi senza ansie nè stress perché tutti almeno una volta abbiamo sognato quel giorno perfetto e unico in ogni dettaglio

CHI SONO

MATRIMONIO nasce da un’idea di Valentina d’Amelio e Valeria Montoneri, che dopo aver maturato una decennale esperienza nel campo dell’organizzazione di grandi eventi (congressi, meeting, viaggi incentive.. ) decidono di dedicarsi, per passione personale, all’organizzazione di matrimoni fondando e dirigendo la società “ILMIOMATRIMONIO“.
Valentina e Valeria, contando su valide collaboratrici, seguono i propri clienti in ogni passo creando così un matrimonio personalizzato e studiato “ad hoc” sul carattere e sulla personalità degli sposi…. un matrimonio cucito addosso come il più bello degli abiti, elegante e raffinato per rendere quel giorno un’indimenticabile festa.
Chiunque può organizzare il proprio matrimonio da solo o contando sull’ aiuto ed i consigli di amici e parenti, ma farlo con l’aiuto de “IL MIO MATRIMONIO” comporta un valore aggiunto alla riuscita dell’evento. “ILMIOMATRIMONIO” vi seguirà infatti in ogni passo: dalla scelta dei migliori fornitori, selezionati grazie ad anni di esperienza nel settore, fino alla creazione di allestimenti originali ed eleganti; dal coordinamento di tutti i fornitori nella fase di contrattazione alla direzione degli stessi durante il giorno del matrimonio affinchè nulla sia lasciato al caso e tutto riesca nel migliore dei modi.
Chi sceglie di affidarsi a “ILMIOMATRIMONIO” sa che potrà rilassarsi e pensare unicamente a godersi quel divertente e romantico gioco che è l’organizzazione del proprio matrimonio senza ansie nè stress….perchè tutti almeno una volta abbiamo sognato quel giorno perfetto in ogni dettaglio, unico ed indimenticaile in ogni ricordo!!
E ora quindi bisogna solo rilassarsi … e scegliere la data!! Al resto ci pensa “ILMIOMATRIMONIO“.
  • documenti
  • scelta della location per la cerimonia civile o religiosa
  • scelta della location per il ricevimento (ville, casali, castelli, ristorante, hotel, ecc.)
  • definizione della tipologia del ricevimento e organizzazione di ogni dettaglio
  • scelta del menu
  • addobbi e allestimenti floreali
  • intrattenimento musicale in chiesa e durante il ricevimento
  • intrattenimento degli ospiti durante e dopo il ricevimento
  • scelta degli abiti per gli sposi
  • servizi complementari: studio del makeup e dell’acconciatura, servizio fotografico e video, musica e intrattenimenti, bomboniere e liste di nozze, mezzi di trasporto
  • organizzazione del viaggio di nozze
  • Realizzazione sito web degli sposi  
  •  
  •  
  • Le foto sono tratte dai film: Se scappi ti sposo, Prima o poi ti sposo, La sposa cadavere

domenica 23 giugno 2013

BASKET & VOLLEY, l'Europa è un lusso


 
Nelle foto Claudio Toti (sin.) della Virtus Roma basket e Bruno Da Re di Modena



C'è stata una significativa inversione di tendenza nei due principali sport di squadra extra calcio. Nel basket e nella pallavolo ci sono state società che hanno deciso di scendere dalla giostra manovrata da altri.
La Virtus Roma basket ha scelto di non partecipare all'Eurolega, tentando di ripiegare sulla meno costosa Eurocup.  Il general manager Alberani ha spiegato che la città non ha dato risposte al basket (come in passato nemmeno alla pallavolo): "Con la morte nel cuore il presidente Toti ha deciso con me di compiere questo gesto. E' necessario tirare una linea e ricordarci chi siamo e da dove 
veniamo,lo dobbiamo considerare un gesto di grande responsabilità. Gli altri motivi di questa rinuncia sono di tipo logistico e pratico. Disputare l’Eurolega vorrebbe dire andare al PalaEur. Questo è un argomento delicato, ma saremmo l'unica squadra in Europa che spende di più a 
giocare in casa che non in trasferta: giocare cinque partite di Eurolega costerebbe come comprare un altro paio di Jordan Taylor e se passassimo il primo turno non basterebbero gli 
incassi di un anno del Palazzetto dello Sport. Dal punto di vista organizzativo non siamo in grado in dieci giorni di passare a una struttura da Eurolega, con loro non si scherza, siamo nati 11 mesi fa, non è pensabile fare un salto del genere.  L’obiettivo è creare una Virtus virtuosa, una società che sia in equilibrio finanziario e che se un domani dovesse passare di mano non avrà bisogno di continue iniezioni di capitale. La rinuncia all’ Eurolega equivale a non voler raccontare frottole.  L’anno prossimo le risorse saranno le stesse e le aspettative dovranno ripartire da quelle che erano lo scorso anno". 
Nel volley era successo che prima Modena e poi Perugia, decidessero di non iscriversi alla Challenge Cup, una coppa minore dell'Europa del volley. Ci sarebbe molto da obiettare sull'elefantiasi di certe manifestazioni europee, sui loro costi e la reale importanza che rivestono. Rinunciare significa guardare in faccia la realtà, una prova di serietà che va apprezzata.

venerdì 21 giugno 2013

MUSICA Ian Anderson live


 

Due ore di musica con Ian Anderson, due ore di musica dei Jethro Tull, una band atipica che dalla fine degli anni '60 ha attraversato vari generi, dal blues al folk, dal jazz al prog. Mischiando, facendo delle sfumature il suo segno distintivo e soprattutto sdoganando dalla sfera della musica classica il flauto traverso. Il flauto nel rock è Ian Anderson, il polistrumentista che suona su una gamba sola.
Al Centrale del Foro Italico non c'era il pienone, come l'1 dicembre del 2012 al Gran Teatro, quando Ian Anderson e la sua band proposero uno dopo l'altro Thick as a brick e TAAB2 (Thick as a brick 2, pubblicato a suo nome) il seguito dello storico album, contenuto in un giornale immaginario che spiccava per diversità in ogni parete di LP e magari ora conservati a testimonianza della gioventù e di un periodo musicale irripetibile.
Ma le due ore di musica sono state intense, divertenti e godibili. Ian Anderson è sempre una presenza scenica notevole, con la consueta dose di autoironia e l'entusiasmo di quando, ragazzino, lavorava in un chiosco di giornali e leggendo il Melody maker, decise che sarebbe stato bello formare una band.
Platea di over ma non solo. Anche tanta gioventù, famiglie intere, ed un'insoluta gentilezza perfino nel personale che spesso rende acidi i momenti di queste serate musicali, con comportamenti inutilmente aggressivi e maleducati. 
Insomma, quasi ogni cosa al suo posto, il clima rilassato per godersi il tuffo nel passato. Brani che con i decenni non hanno perso la loro qualità e che risultano sempre trascinanti, semplicemente belli. Da Aqualong a Thick ad a Brick, 1 e 2, una cavalcata nella discografia pescando brani da molti album, la storica "Bourèe" (in e minore, firmata da Bach, comparve su "Stand up" in barba ai puristi della classica). Fino al solito bis, l'ommancabile "Locomotive breath", che ha fatto saltare anche le sedie. E per almeno un minuto, vedendo 50 enni, 60 enni battere le mani e i piedi, agitarsi e applaudire, li ho immaginati come erano allora, all'alba degli anni '70, ragazzi che scoprivano una musica diversa dalle canzoncine che passavano in radio ed alla tv. Avrei voluto chiedere ad ognuno di loro cosa provava, a cosa pensava, quali immagini il flauto di Ian Anderson aveva fatto riemergere nella memoria, dal cuore. Anche per loro la vita è passata in fretta, Ian Anderson, almeno per un paio d'ore, ha ricordato cosa può significare la musica. Ascoltarla, condividerla.

Da ascoltare su you tube
THICK AS A BRICK  album
http://www.youtube.com/watch?v=M9JEPeeohYs
Il bis: 
Locomotive breath (da Aqualong)



A PROPOSITO: 
* Ian Anderson avrà 66 anni il prossimo 10 agosto, è nato a Dunfermline, in Scozia. Poi ha vissuto fino ai 12 anni a Edimburgo, per poi trasferirsi con la famiglia a Blackpool in Inghilterra.

* La sua celebre band prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l'agronomo Jethro Tull (1674-1741).

Discografia solista

Studio

Live

 

Discografia con Jethro Tull

Album studio

Live

Video

Raccolte

Ian Anderson



giovedì 20 giugno 2013

BASKET, La Gazzetta, il caldo e la memoria perduta

Se l'indimenticabile direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, fosse ancora tra noi, sarebbe inorridito sfogliando il suo giornale rosa. Nella pagina del basket che celebrava stamane lo scudetto di Siena c'era scritto che impianti come il PalaTiziano (sbraaatt, conato, pardon...) devono essere banditi almeno dai play off. L'autore dell'articolo non sa che il suo auspicio si è già avverato. Il PalaTiziano (sbraartt, conato, pardon...),  non esiste, deve essere ancora costruito. Ma temo che non lo sarà mai e soprattutto che non porterà mai quel nome, sorto dall'ignoranza. Chissà se chiederà indietro i soldi del biglietto chi ha pensato di andare a commentare la finale Virtus Roma Acea-Mps Siena al PalaTiziano (sbraatt, scghough, conato, pardon) e si è trovato a sua insaputa al Palazzetto dello Sport, costruito per l'Olimpiade di Roma 1960, come ben sapeva il Direttore Cannavò, appassionato dell'Olimpiade. Ma forse è stata tutta colpa del caldo, che, si sa, offusca la mente e la memoria. A meno che non si stia svolgendo una competizione di ignoranza, inaugurata da qualche giornalista che seguiva la pallavolo anni fa, e che ora i giornalisti approssimativi che seguono la pallacanestro, come si chiamava una volta cercano di eguagliare.
Forse non ho imparato ancora a leggere bene i giornali, ma non ho capito perchè si scrive che il Palazzetto dello Sport di Roma non può ospitare i play off del basket (è omologato ed ha la capienza necessaria), dopo aver accolto anche tante partite, play off, eventi di volley, match di boxe, ginnastica, arti marziali, perfino Messner.

 Da lettore qualunque mi pongo delle domande.

Leggo che l'impianto deve essere addirittura bandito, per le condizioni climatiche, tecniche, per il condizionamento degli arbitri. Leggo che la gara non è stata regolare perchè a fine partita sono stati lanciati oggetti sulla premiazione (ma se la partita era finita che c'entra questo brutto episodio con la regolarità della gara?), perchè il presidente Toti è andato a dirgliene quattro a Minucci di Siena, sempre citando la rosea (idem come sopra: che c'entra questo con la regolarità della partita?). 
Poi la chiusura: bisogna mettere l'aria condizionata nei palasport o finire la stagione a maggio.
Quelo-Guzzanti direbbe: la seconda che hai scritto. 
Non mi pare che il momento economico che l'Italia sta vivendo sia terreno fertile per spendere e spandere nei palasport. Ci fosse ancora Cannavò, ricorderebbe che il Palazzetto dello Sport è sottoposto a precisi vincoli dei Beni Culturali e dunque non può essere dotato ex novo di un impianto di aria condizionata, come emerse qualche anno fa, quando fu sottoposto ai lavori possibili di mantenimento (e la tribuna per la stampa, dimenticata, fu approntata dopo la segnalazione degli addetti ai lavori che seguivano il volley, durante una visita guidata mattutina).

Indubbiamente non è piacevole giocare in un palasport sprovvisto di aria condizionata. A Napoli, durante il torneo di qualificazione per i Mondiali 2006 di pallavolo, l'aria ribolliva, l'allora ct azzurro Montali si lamentò non poco. E una signora napoletana, uscendo, sentenziò: "Cchiù caldo e qui, solo all'Inferno!" (mi scuso per l'approssimativa scrittura della lingua napoletana).

Dire che non si può giocare in un impianto che è stato olimpico perchè gli spettatori sono troppo vicini al campo significa che il basket deve mettere 50 metri tra parquet e pubblico? Non mi pare che altri impianti siano immuni. Mi par di ricordare che gli oggetti in campo sono stati tirati anche a Varese e altrove. Sono regolari i campi con le trombette appese ai canestri? Forse retaggi dimenticati di sagre paesane o feste per bambini. 
Ma come, si celebrano le celebri bolge greche e spagnole (quante volte abbiamo letto titoli enfatici sulla bolgia di Salonicco?) e va bandito il Palazzetto? Sarà che il problema è Roma? La Virtus Roma. Lo dico da lettore di Roma, da sportivo, non da tifoso accecato dalla passione per la propria squadra. Visto dal basso insomma.

In ogni caso non vedo l'ora di leggere, sempre sullo stesso giornale ovviamente, una bella campagna per far finire il campionato di basket a maggio, o per dotare tutti i palazzetti di aria condizionata. 
Così, almeno, la Virtus imparerà ad andare a giocare per lo scudetto. Se lo vorrà fare dovrà trasferirsi al PalaEur (o devo cominciare a dire al PalaFungo? Beh tanto di questo passo ci si arriverà...).
Tutto ciò senza sminuire di un grammo lo squallore di chi va a vedere lo sport senza educazione né cultura, che non ha imparato ad applaudire la sua squadra anche se non riesce a vincere. E gli avversari che meritano. Ma non mi pare sia stato un problema soltanto romano in questa stagione.

CINEMA, Il fondamentalista riluttante


GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA: Mira Nair
SCENEGGIATURA: Ami Boghani, Mohsin Hamid, William Wheeler
ATTORI: Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber, Kiefer Sutherland, Om Puri
FOTOGRAFIA: Declan Quinn, MONTAGGIO: Shimit Amin, MUSICHE: Michael Andrews
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
PAESE: USA 2013 DURATA: 128 minuti


Ha inaugurato la Mostra cinematografica di Venezia nel 2012
* visto in edizione originale con sottotitoli in italiano

E' finalmente arrivato sugli schermi italiani "Il fondamentalista riluttante". E' l'ultimo film di Mira Nair, autrice di opere che hanno affrontato il tema dei contrasti e delle diversità tra culture, soprattutto lo scontro, o l'incontro, tra il modo di pensare occidentale e le tradizioni, indiane e musulmane.
"Il fondamentalista riluttante", tratto dal libro di Hamid Mohsin che ha lavorato anche alla sceneggiatura, è un film che l'autrice sostiene aver fatto per unire e non per dividere. Anche se dopo l'11 settembre è difficile, il film va approcciato con animo sgombro da pregiudizi. Si può, si deve, cercare di capire, di comprendere se non le ragioni dell'altro, almeno il percorso e le motivazioni che avviano un processo di conflittualità che può giungere alle estreme conseguenze. A suo modo è una storia di amori infranti, siano per una donna, tra un uomo pakistano e una donna americana, o per la grande nazione americana."Io amo l'America", risponde Changez (curiosamente in lingua inglese, il nome del protagonista suona come qualcosa simile al cambiamento: change) ai funzionari che lo trattano ingiustamente come un criminale, solo per le sue origini.
Sedotto, dal dio dollaro e dai diabolici effetti della finanza remunerativa (che per il protagonista era un sogno, uno status da inseguire e raggiungere), e poi abbandonato dalle nefaste conseguenze del terrorismo. Il film è interessante e ricco di spunti, molto ben recitato nell'edizione originale. Non espone tesi, non impone il suo punto di vista ma invita a riflettere guardando dalle sponde opposte. Poetico, commovente e significativo il richiamo alla forza della poesia, delle radici da non dimenticare (anche la santa de "La grande bellezza" di Sorrentino lo sussurrava: "Le radici sono importanti"). E la naturale condanna della violenza, di qualunque colore sia tinta. Fondamentalismo del dollaro o islamico, Non è un caso che laddove la cultura viene soffocata, svilita, non considerata, poi la violenza finisca per esplodere.





Filmografia di Mira Nair



domenica 16 giugno 2013

VOLLEY o folley? Così è se vi pare...





C'era una volta il campionato di volley più bello del mondo. C'è ancora ma non più in Italia. 
C'era una volta il campionato più bello. Almeno a detta di chi si poneva dinanzi allo specchio. Nemmeno questo c'è più, in Italia.
C'era una volta il campionato. Ehm, beh, non per infierire ma... Vogliamo chiamarlo ancora campionato, siamo sicuri che possa meritare l'appellativo?
Ok, ci saranno in Italia 12 squadre 12 che hanno deciso, più o meno spontaneamente, di partecipare alla Serie A1. 
Non ci fosse stato il ritardo dell'estate, avremmo giurato che più d'uno è stato vittima di colpi di sole, ma sappiamo che non è così.
Ricapitolando: fortunato chi ha potuto evitare le news del volley nell'ultimo mese. Si è risparmiato la sindrome da disorientamento e non ha dovuto resistere alla tentazione del gesto amato dai metallari, quelle corna col dito aggiuntivo che fanno tanto metal, più o meno trash.
Perché chi ci ripensa è... un pallavolaro.
In breve, riassunto delle spuntate precedenti.
Allora: Città di Castello è promossa in A1 ma non sa se ha soldi e campo per potersela permettere. Allora si lavora alla fusione con San Giustino, che ha ballato una sola estate e sta chiudendo.
La fusione è certa, certissima, anzi probabile.
 Infatti sfuma, smentita e smantellata per ragioni misteriose all'ombra dell'Umbria, verde di rabbia perchè rischia di perdere due club in un colpo solo (o di sole, fate voi).
Una squadra che fu, cerca di riemergere, anche se le garanzie che dette in passato e che tutti ricordano non coincidono, nella memoria, con quelle che ha conservato, sempre nella memoria, il direttore generale della Lega Serie A Pallavolo Massimo Righi (ma ora che sono rimaste solo 12 squadre si chiamerà Leghina? E il leader Massimo diventerà Righini?). Mi sa che dovrò fare una cura di fosforo perchè ho ricordi ed immagini ben diverse nella memoria. Come? Potrei non essere io ad aver bisogno di fosforo? Ma no, che dite mai? Vi pare che un dirigente che guida così da tanti anni il movimento dei club possa aver dimenticato certi episodi? No, no, le pasticche le prenderò io, per cercare di dimenticare questo e altro.
Ma torniamo alla fredda cronaca. Si giocano le finali scudetto ma anche il Cavalier Callipo irrompe da protagonista. Basta con la A1, non se la sente di continuare. Vibo Valentia abbandona la A1, proseguirà con i ragazzi in B2. Addio Calabria, peccato, è stato bello. Anche se piacere per pochi (alle partite quasi mai oltre le 1300 persone).
Verona non lo dice, per settimane annuncia camp, iniziative, perfino il nuovo allenatore Giani (che ancora deve prendere i soldi della sua ultima disavventura, a Roma. Ed è in nutrita compagnia) ma deve saldare un mare di impegni, o debiti, fate voi. Insomma il rischio che salti è grande.
Poi c'è Modena, che ha trovato nuovi proprietari ma non sa a chi deve dare i soldi per i diritti della A1. Finchè non ci sono tutte le liberatorie (gestite dai procuratori più che dai giocatori, viene a volte da pensare, facendo peccato, ovviamente), non si compra un club. Allora si tratta con chi i diritti li cede, nell'Umbria al verde.
Poi magicamente tutto torna a posto: Modena cambia padrone, Verona trova i soldi per saldare stipendi e prenotare un altro giro sulla giostra.
Nel frattempo si decide che per evitare la morìa dei club, Vibo va resuscitata. Con un colpo di teatro (non di sole) il presidente della Lega, don Diego Mosna, che incidentalmente è anche presidente di Trento (ma per favore non ritirate fuori la solita litania del conflitto di interessi) promette ai calabresi giocatori da tutti i grandi club e un aiuto economico da parte della Federazione. Roba che quando Magri mette a fuoco che è lui la Fipav e che i soldi attesi sono i suoi, per poco non ci resta secco. Se ne va in hotel per farsi una doccia e rinfrescare le idee ma sbaglia stanza e si ritrova sul set di scherzi a parte, dove gli chiedono di posare indossando il costume di un tonno per il nuovo spot della Callipo. Ma lui dimentica il nome del tonno e gli tolgono la parte, siegliendo un altro.
Con una grande mossa mediatica, viene promesso un premio extra ai lavoratori dell'azienda calabrese, che spontaneamente dichiareranno che senza la pallavolo la Calabria non se la fila più nessuno e perfino i tonni rischiano di andarsi ad impigliare altrove (ora venivano catturati mentre cercavano di andare a vedere la partita di volley, tanto al Palasport c'era sempre posto). E devolveranno una cifra che aiuterà la società a fare la squadra. Così il Cavaliere di Vibo alla fine ci ripensa, come Celentano torna sui suoi passi, si fida delle promesse di Don Diego e iscrive la squadra in A1.
Nel frattempo l'Umbria riprova l'esperimento e stavolta la fusione a freddo tra Città di Castello e San Giustino si realizza. Lontano dalla luce del sole, all'Umbria.
Ma in Puglia vogliono avere l'ultima parola, e non potendo calare l'asso insultatutti ripescato dallo splendido mare, ne inventano un'altra. Per protesta contro un passaggio di società dei concittadini che partecipano alla A2, decidono di mandare tutti a quel paese e di andarsene dalla A1, nonostante la bella Castellana avesse già fornito tutte le sue misure per essere messa in regola. Castellana si ritira nelle Grotte, la A1 la lascia agli altri, con quale gioia dei giocatori già ingaggiati è facile immaginare. Forse gli verrà proposto un impiego come guide, nelle Grotte, naturalmente.
In realtà nel buio della ragione, luccicano a fatica i 12 club superstiti, come lucciole fuori stagione.
 Ah, Don Diego de la Lega non ha fatto ancora sapere se la squadra campione d'Italia resterà con una rosa degna dello scudetto che porta o se smobiliterà come da più parti si dice. Intanto, per dare immagine di serietà, ha deciso che a Trento non c'era più posto per i Bari. In Puglia di sono offesi per l'ennesimo colpo avverso del destino. In compenso a Ravenna è nato un club unico che senza tante chiacchiare, parole e omissioni, cercherà di rinverdire la tradizione del volley romagnolo.
Così è se vi pare.

EPILOGO (?)

 Il risultato delle cronache di questi mesi di "folley" è il seguente comunicato della Lega (che per risparmiare ha deciso di comunicare solo alcune delle notizie che la coinvolgono): 

PRIMA PUNTATA

Serie A 2013/14
Le domande di iscrizione ai Campionati

E’ scaduto da poche ore il termine per la presentazione dei documenti di ammissione ai Campionati Serie A1 e A2 2013/2014 da parte dei Club aventi diritto. Le pratiche consegnate presso la sede della Lega Pallavolo Serie A sono già pronte all’esame della Commissione Ammissione Campionati, che dovrà consegnare alla FIPAV e al Consiglio di Amministrazione della Lega Pallavolo l’elenco delle formazioni partecipanti alla prossima stagione entro e non oltre il 3 luglio 2013.

La Lega Pallavolo Serie A, nonostante l’avvenuto deposito di tutta la documentazione, verificata l’esplicita richiesta di rinuncia all’iscrizione al Campionato di Serie A1 2013/14 da parte della New Mater Srl Castellana Grotte (BA), si vede costretta con rammarico a prendere atto di tale istanza, trasferendo l’atto di rinuncia all’iscrizione al Campionato alla competente Commissione Ammissione ai Campionati di Serie A per le determinazioni del caso.

In Serie A1 si registra anche la mancata iscrizione di Città di Castello Pallavolo, che ha realizzato la fusione con il sodalizio di San Giustino.

In Serie A2 ha rinunciato alla presentazione della domanda di ammissione la Pallavolo Cavriaghese (RE), mentre la Donati CMC Porto Ravenna, neopromossa ai Play Off di Serie B1, avrà tempo fino a martedì 18 giugno 2013 per perfezionare la propria posizione.

Hanno presentato richiesta d’iscrizione al Campionato di Serie A1 2013/14:
Piemonte Volley Cuneo
Top Volley Latina
Volley Lube Macerata
Modena Volley Punto Zero
Nuova Pallavolo Molfetta (BA)
Sir Safety Umbria Volley Perugia
Biancorosso Volley Piacenza
GS Robur Angelo Costa Ravenna
Altotevere Volley San Giustino (PG)
Trentino Volley
BluVolley Verona
Callipo Sport Vibo Valentia

Hanno presentato richiesta d’iscrizione al Campionato di Serie A2 2013/14:
Pallavolo Atripalda (AV)
Volley Brolo (ME)
Libertas Cantù (CO)
Matervolley Castellana (BA)
Corigliano Volley (CS)
Pallavolo Matera
Power Volley Milano
Vero Volley Monza
Impavida Ortona (CH)
Pallavolo Padova
Volley Potentino Potenza Picena (MC)
Argos Volley Sora (FR)

La società Alma Mater Pallavolo Casandrino (NA) ha presentato domanda di ammissione come società riserva per la Serie A2.
SECONDA PUNTATA

Il Consiglio di Amministrazione della Lega Pallavolo Serie A, ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Ammissione ai Campionati 2013/14, con propria delibera ha rilasciato parere favorevole alle istanze presentate dalle Società:

Pallavolo Modena - Modena Volley Punto Zero (Serie A1);

Lupi Pallavolo Santa Croce (PI) - Power Volley Milano (Serie A2);

Materdomini Castellana Grotte (BA) - Matervolley Castellana Cast. Grotte (BA) (Serie A2);

relative all’acquisizione del titolo sportivo.

Le Società Modena Volley Punto Zero, Power Volley Milano e Matervolley Castellana Cast. Grotte (BA) hanno pertanto il diritto di regolarizzare la propria richiesta depositando entro le ore 12.00 di giovedì 13 giugno 2013 tutta la documentazione prevista dal Regolamento predetto che verrà esaminata dalla competente Commissione Ammissione ai Campionati 2013/14.