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lunedì 24 giugno 2013

MUSICA, Dinosauri alla riscossa



Altro che Dinosauri del rock, come li hanno chiamati in tono dispregiativo qualche anno fa. E' stata una stagione d'oro per alcuni tra i più grandi gruppi dell'epoca d'oro del rock. Uno dopo l'altro sono arrivati album di notevole qualità a ricordare che quando ne hanno voglia, certi musicisti sono ancora di livello superiore. Ha iniziato Ian Anderson, proponendo Thick as a brick 2, TAAB2, firmato da solo ma considerabile un album dei Jethro Tull a tutti gli effetti. Il seguito, le ipotesi di vita di Gerald Bostock, l'autore immaginario di Thick as a brick. Un sequel in tutto e per tutto all'altezza dell'originale, a comporre un dittico straordinario.
Prima era uscito Clockwork angels, l'ultima fatica dei Rush, il gruppo canadese prog-rock (più duretto) meno conosciuto in Italia ma non di minor qualità. Una bella e suggestiva copertina rossa, con l'orologio sulle nuvole. Un singolo, BU2B, fantastico.
E nelle ultime settimane, uno dopo l'altro ecco Deep Purple e Black Sabbath.  "Now what" dei Deep Purple contiene alcuni brani decisamente all'altezza della migliore tradizione Purple. Il 13 dei Black Sabbath (titolo a suo tempo già usato dal Banco del Mutuo Soccorso) ha addirittura riportato Ozzy Osbourne e Tony Iommi addiridduta al primo posto della hit parade degli album più venduti in Gran Bretagna. Non succedeva da oltre 40 anni: a settembre del 1971 i Black Sabbath pubblicarono Paranoid balzando in testa alla classifica. Per la cronaca "13" capolista della hit parade ha scalzato dal trono l'ultimo album di Rod Stewart, la rockstar tifosa del Celtic. Senza dimenticare Steve Hackett: Genesis revisited II, che ha portato trionfalmente in tournè anche in Italia, con tappa a Roma al Sistina, è un emozionante omaggio alla musica dei Genesis, da parte del chitarrista che è risultato a livello di solista, il più prolifico ed interessante musicista della band inglese. E pensare che è stato nei Genesis soltanto sei anni.