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domenica 27 ottobre 2013

VOLLEY Caro papà Goran...



Il calore della gente del volley

http://ivolleymagazine.it/video.php?idvideogallery=6004&idcategoria&page#.Umv6HPkyGSo

Le parole di papà Goran Vujevic
http://www.ivolleymagazine.it/video.php?idvideogallery=6005&idcategoria&page#.Umyyjflg8rU

Non c'è dolore più grande per un genitore. Un figlio che ti viene strappato è un'ingiustizia insopportabile che mette in discussione tutto, ogni fede, ogni certezza di questa esistenza labile e incerta per definizione. E' difficile pensare all'immensità e alla profondità di questo evento drammatico, per chi non c'è più e per chi resta, senza immedesimarsi e sentirsi vicini, sia pure solo idealmente e con il cuore, al collega padre Goran.
E' impossibile riuscire a mettere in fila pensieri, a cercare di trasferirli con le parole, senza arrendersi all'emotività. Ma il coraggio di Goran e della sua famiglia mi ha indotto ad uscire dalla tana per un abbraccio che magari non gli arriverà mai, ma che vorrei dargli ugualmente. 

Di fronte a un dramma come questo si reagisce nei modi più disparati, ognuno dei quali merita rispetto e comprensione, anche quando tutto sembra incomprensibile. C'è chi si chiude in se stesso, chi sparisce da tutto e da tutti lasciando sgomenti e generando altri lutti. C'è chi non vuole vedere nessuno e chi si rifugia nell'abbraccio degli altri. Non ho la presunzione di pensare che ci sia un modo giusto per affrontare il dolore. 
Mi permetto solo di ammirare Goran Vujevic, papà come me, per ciò che l'ho visto fare, per gli altri e per se stesso, per la sua compagna di vita e per i figli, nel nome dei quali e per i quali continuerà a vivere, per onorare giorno dopo giorno il dono della vita e tutto ciò che il suo Stefan ha ingiustamente avuto solo per cinque brevissimi anni. Quel che ha dentro possiamo solo immaginarlo. E' e deve essere cosa sua e solo sua.
In campo ieri al PalaEvangelisti, non ho visto un giocatore della Sir Perugia, ho voluto vedere solo un papà che si stringe la sua piccola bimba, che tiene in braccio l'altro figlio parlando ad un microfono, quello che con grande rispetto Alessandro Antinelli e Claudio Galli gli hanno messo davanti quando Goran ha desiderato parlare.
Per una volta non ho trovato stonati gli applausi con cui i tifosi perugini e modenesi hanno riempito quel minuto di ricordo. Goran ha voluto salutare pubblicamente il suo Stefan con attimi di vita e di musica, come piaceva al figlio. Ed è stato bella la partecipazione della gente di Modena, confortante vedere che la pallavolo sa essere diversa, anche nel rispetto del dolore.
Forse per Goran la pallavolo è davvero una famiglia allargata, un luogo dove sentirsi protetto, dove riuscire a condividere perfino un momento così tremendo, un dolore così sconfinato. 
E' questa la vera vittoria del volley che circonda Goran Vujevic, papà coraggioso da sostenere giorno dopo giorno. E da ringraziare per ciò che ha avuto la forza di mostrarci.

Caro Goran, ti chiedo scusa per l'invasione...