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martedì 31 dicembre 2013

ATLETICA We Run Rome da regine: Dibaba, Straneo, Incerti, Quaglia

La tradizione di correre lasciandosi alle spalle il vecchio anno è consolidata nell’atletica e nel mondo. San Silvestro è un po’passato di moda nelle denominazioni ufficiali, dove ora spopolano i nomi internazionali, in ossequio alle leggi delle sponsorizzazioni.
Ma alla fine quello che conta è che anche il giorno in cui si dice addio al 2013, migliaia di podisti parteciperanno alla “We Run Rome”, la recente classica capitolina del podismo relativamente breve. Un antipasto degli appuntamenti sulle più lunghe distanze che culmineranno il 23 marzo nella Maratona di Roma.
    Organizzata dalla Fidal Lazio e supportata dalla Nike, la “We Run Rome” offre oggi un cast di partecipanti davvero eccezionale, per una gara sulla distanza atipica dei 10 chilometri. Le sette regine lanciate dal progetto Nike su Roma, diventano tre nella corsa vera e propria, ma di grande livello.


    La fuoriclasse etiope Dibaba è indiscutibilmente la più forte mezzondista oggi sulla piazza mondiale, che si parli di tempi o di vittorie. E’ suo ormai da cinque anni il primato mondiale dei 5000 in pista, sono sue tre medaglie d’oro olimpiche (una sui 5.000, due sui 10.000) oltre alla bellezza di cinque titoli mondiali.
    Bella, sorridente, due occhi che sembrano due diamanti, attira la curiosità di avventori e podisti, in fila nei locali affollatissimi e divenuti angusti, del negozio Nike di via Cola di Rienzo. C’è con lei suo marito, la medaglia olimpica Sileshi Sihine. Davanti alla cassa dello store, come normali clienti.
    Fuori piove, fa freddo, il traffico è impazzito, i parcheggi liberi un miraggio d’inverno e l’umidità è perniciosa. Dentro si suda per il caldo, insomma c’è già l’atmosfera...della gara.
 

Sono forti e titolate le azzurre che proveranno a superarsi nel confronto difficile con la Dibaba e le altre africane. Valeria Straneo è la vicecampionessa iridata di maratona. La sua medaglia d’argento vinta a Mosca splende ancora e l’ha proiettata in una dimensione consona al suo valore. Ci sarà anche la sua amica Emma Quaglia, brillante sesta ai Mondiali. Un’amicizia, nata nei giorni in cui entrambe dovettero superare seri problemi di salute.
 

E poi c’è Anna Incerti, sicuramente la campionessa azzurra più penalizzata degli ultimi anni. Nel suo biglietto da visita compare la medaglia d’oro nella maratona agli Europei di Barcellona 2010. E’ però la campionessa a scoppio ritardato, defraudata dei giusti onori dalle due atlete che la precedettero, la lituana Balciunaite e la russa Yulamanova, poi risultate dopate.
    «La cosa importante è che le prendano - dice Anna - ma io ho perso molto. Non ho avuto l’inno, non ho vissuto il momento di celebrità che una vittoria agli Europei ti regala, ho perso anche soldi perchè quando vinci attiri l’attenzione degli sponsor. Sì, sono stata privata di qualcosa di importante. Ho provato più rabbia che gioia»
    Ma la sua vita è cambiata, ha sposato il suo amore, il mezzofondista Stefano Scaini, guardia di finanza, e il 16 maggio scorso è nata la loro prima figlia, Martina.
    «Per fortuna ho vissuto tante cose belle e importanti, così il rimpianto per l’oro arrivato in ritardo si è un po’ attenuato»
    Gli Europei di Zurigo sono la sua meta obbligata:«Anche se sarà molto difficile salire sul podio. Le maratonete europee sono forti. Anche qui a Roma sarà una gara molto dura ma bellissima: di solito devi andare all’estero per trovare una gara così qualificata».
    Stima moltissimo la Dibaba: «Quando corro vicino a queste campionesse capisco quanto bisogna lavorare e quanto bisogna essere umili accanto a grandi nomi della disciplina». E ricorda un episodio che ha vissuto: «Nel 2006, ad una tappa della Golden League ad Oslo, ad un certo punto mi accorsi che in un angolo c’era la Dibaba che piangeva perchè era arrivata solo seconda con un modesto tempo di 14’30” sui 5000...»
    Anna ha allattato la piccola Martina nei suoi primi tre mesi di vita. Correndo ha scacciato il rischio della depressione post parto: «Macchè crisi, ero più carica che mai. Forse perchè mi sono sempre sentita compresa da mio marito e da chi mi stava vicino»
 

La buona notizia è che le previsioni meteo non contemplano pioggia. Dal primo pomeriggio il cielo della Capitale sarà popolato da nubi sparse che non rovesceranno acqua. Valeria Straneo era per certi aspetti la più preoccupata, perchè da quando ha confessato il suo enorme piacere a correre per le strade di Roma, sempre baciate dal sole, il sole è scomparso.

Foto gentilmente concesse da Fidal Lazio/Paolo Petrignani

* sul Corriere dello Sport di martedì 31 dicembre 2013