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martedì 29 aprile 2014

VOLLEY Buti di nuovo azzurro: "Quanto sono cresciuto a Perugia..."

La Nazionale irrompe nella finale scudetto e va a gratificare uno dei volti della splendida stagione della Sir Safety Perugia. Nella lista del ct Mauro Berruto ha ritrovato posto Simone Buti, trentenne di Fucecchio, che era uscito dall'ambiente azzurro prima dell'Olimpiade di Londra 2012. Nella World League ci saranno sei finalisti:  oltre ai perugini Giovi e Buti, Zaytsev, Baranowicz, Kovar e Parodi della Lube Macerata. E così l'intensa soddisfazione per una seconda vita azzurra va ad arricchire il bagaglio emozionale che Buti e il suo Perugia stanno vivendo in una finale scudetto che appare apertissima dopo l'1-1 raggiunto domenica al PalaEvangelisti.
        «E' un'emozione indescrivibile, non era minimamente pensabile all'inizio dell'anno. Gradino dopo gradino, piano piano ci siamo costruiti il percorso che ci ha fatto arrivare fin qui»
    E ora anche la Nazionale, frutto della sua grande stagione. In cuor suo Simone ci sperava, ma non avendo dimenticato la grande delusione per l'Olimpiade sfumata, aveva preferito non pensarci troppo. Per non rimanerci scottato un'altra volta.
    «Beh, avevo messo in conto che avrebbe potuto esserci anche la convocazione. Ma non ci speravo più di tanto, pensavo più che altro al campionato. Ma io sono fatto così, vivo i momenti»
    Lei fu bravo a non fare polemiche nel momento dell'esclusione.
    «Fu una bruciatura, è vero. Ma io sono fatto così, fa parte dei ruoli, che rispetto»
    Con la Sir Safety sta fronteggiando i centrali maceratesi della Serbia, Podrascanin e Stankovic.
    «Ques'anno mi è servito molto. Il nostro atteggiamento è stato alla base della crescita. I campioni serbi che abbiamo e la lezione di un grande campione come Vujevic sono stati una grande lezione. Vujevic, un esempio fin dal primo giorno. A 40 anni suonati, con un'Olimpiade vinta, sempre il primo all'allenamento, a saltare come un dannato di mattina, con tanta umiltà. Ma anche giocatori come Atanasijevic, Petric, sono campioni che non fanno pesare le loro qualità e in palestra non... gonfiano il petto»
    Torna in Nazionale in punta di piedi.

   «Ci sono i migliori, mi ripresento sapendo che sono tutti forti, cercherò di dare il mio contributo, a prescindere dalle scelte. Con l'idea e la speranza di arrivare lontano e di far bene con quella maglia  nella mia Firenze, che dà sempre tanto calore alla Nazionale. Sarà bello rivivere certe emozioni, come quattro anni fa ai Mondiali, che purtroppo mi rovinai per una forma di dissenteria che mi mise ai margini»
    Credete nello scudetto? 

«Da domenica sera si, lo posso dire. Era il punto di non ritorno. Avesse vinto la Lube recuperare sarebbe stato impossibile. ma ora dico che è tutto riaperto e noi non molleremo, ce la giocheremo fino alla fine» 
    Partita dopo partita sembrate acquistare sempre maggior consapevolezza.
    «Beh, recuperare così una partita...Quando Jiri Kovar ha fatto quel gran lavoro al servizio, abbiamo accusato il colpo. Però ce l'abbiamo fatta a recuperare, importante non far scappar via la Lube. Abbiamo gara 4 in casa e questo ci dà fiducia. Ogni partita, ogni set, ogni episodio è determinante. Il nostro obiettivo è stare sempre attaccati come ora, se la Lube ci scappa via nel set, è difficile riprenderla. L'unico modo è essere sempre tenaci, star lì e aspettare le occasioni..."


*sul Corriere dello Sport di martedì 29 aprile 2014 

lunedì 28 aprile 2014

VOLLEY Simone Buti torna in Nazionale

La grande stagione disputata a Perugia ha rispalancato le porte della Nazionale a Simone Buti, centrare della Sir Safety e protagonista in questi giorni della finale scudetto con la Lube Macerata. La nuova occasione azzurra è un giusto premio per Buti, che ha sofferto in silenzio la dolorosa esclusione dall'avventura olimpica che portò al bronzo di Londra 2012. Tacendo, con stile, e continuando a lavorare per dimostrare il suo valore.
Ed ora arriva anche il riconoscimento del ct Berruto. Nella World League ci sarà spazio anche per Simone, che farà di tutto per conquistarsi una maglia anche per i Mondiali che scatteranno in Polonia il 30 agosto.

Il comunicato della Fipav
Roma. Il tecnico della Nazionale Maschile Mauro Berruto ha diramato la lista dei 22 atleti che prenderanno parte alla 25esima edizione della World League, che quest’anno si concluderà con la Final Six in programma a Firenze dal 16 al 20 luglio.
Alzatori: Baranowicz, Corvetta, Saitta, Travica
Centrali: Anzani, Beretta, Birarelli, Buti, Mazzone, Piano
Schiacciatori: Fedrizzi, Randazzo, Kovar, Parodi, Maruotti, Zaytsev, Lanza, Vettori, Sabbi
Liberi: Colaci, Giovi, Rossini.
Tra i 22 sono tre gli esordienti assoluti – Corvetta, Anzani e Randazzo – ai quali si aggiunge Colaci già inserito precedentemente nella lista della World League, ma mai sceso in campo.
Berruto ha così spiegato le sue scelte: “La stagione finalmente sta per iniziare, un’annata molto importante per noi che torneremo ad ospitare la Fase Finale della World League dieci anni dopo l’ultimo appuntamento (Roma 2004, ndr). Direi che la rosa è stata composta nel segno della continuità rispetto allo scorso anno, quando avevo fatto delle scelte in prospettiva quadriennale con l’obiettivo delle Olimpiadi di Rio 2016. Tutti i giocatori che erano in squadra lo scorso anno e ci saranno nella stagione in corso hanno la reale possibilità di andare ai Giochi, non c’è alcun ragazzo che verrà utilizzato esclusivamente per alcune manifestazioni, quindi sarà importante continuare il lavoro intrapreso nel 2013 quando il gruppo ha maturato importanti esperienze in World League e durante l’Europeo al termine delle quali siamo riusciti a toglierci delle belle soddisfazioni e a salire sul podio”.
“L’obiettivo – prosegue Berruto - è quello dunque di proseguire su questa strada. Siamo attesi da due grandi manifestazioni come World League e Campionati del Mondo e proprio la fase intercontinentale della WL ci permetterà di fare degli esperimenti che credo saranno molto utili. Dopo le Finali di Firenze comincerà la preparazione per i Mondiali, un appuntamento al quale teniamo moltissimo”.
Il CT poi prosegue: “Ogni anno voglio garantire l’ingresso di qualche volto nuovo nella rosa della Nazionale, un anno fa è toccato a Piano e Beretta, ora ci sono Anzani e Randazzo, tutti provenienti dal Progetto Rio 2016. Oltre ai convocati continueremo ad osservare e inviteremo tanti altri ragazzi, in modo tale che tutti abbiano la consapevolezza di essere sotto la lente d’ingrandimento”.
Primo appuntamento della World League 2014 sarà il doppio impegno in Brasile: “Conosciamo quell’atmosfera e la bellezza di giocare contro una squadra fortissima; per noi affrontare i verdeoro deve essere considerata una fortuna come già accaduto in passato con la Russia. La nostra storia recente insegna che il modo migliore per avvicinare i più forti è affrontarli”.

La World League in Tv su RaiSport

Anche quest’anno le gare degli Azzurri impegnati nella World League saranno trasmesse da Rai Sport.
Questo il palinsesto:

23/5 Jaragua do Sul: Brasile-Italia ore 22.30 differita Rai Sport 1
24/5 Jaragua do Sul: Brasile-Italia ore 18 differita Rai Sport 1 
30/5 Trieste: Italia-Iran ore 20.30 diretta Rai Sport 2
1/6 Verona: Italia-Iran ore 20 diretta Rai Sport 2
6/6 Bari: Italia-Polonia ore 21.45 differita Rai Sport 2
8/6 Roma: Italia - Polonia ore 21 differita Rai Sport 2
13/6 Katowice: Polonia-Italia ore 20.30 differita Rai Sport 2
15/6 Lodz: Polonia-Italia ore 20.30 differita Rai Sport 2
20/6 Teheran: Iran-Italia ore 18.30 diretta Rai Sport 2 
22/6 Teheran: Iran-Italia ore 18.30 diretta Rai Sport 2
3/7: Bologna: Italia - Brasile ore 20 diretta Rai Sport 1
6/7: Milano: Italia - Brasile ore 17 diretta Rai Sport 1
 

VOLLEY Ora Macerata vede i...SIRci verdi!

L'umorismo umbro nel cartello che i tifosi della Sir Safety hanno esposto al PalaEvangelisti. MITICi, fategli vedere i SIRci verdi.
In effetti dopo il pareggio di Perugia, un 3-2 in rimonta costruito con cuore, carattere e pazienza, la finale scudetto si è decisamente riaperta.
La Lube ha pagato un esagerato numero di errori: ha regalato 22 punti al servizio e 12 in azione. In certi frangenti i biancorossi sono parsi irresistibili, per poi ripiombare in fasi di disattenzione, se non proprio di veri black out. Farsi beffare dai servizi che atterrano in zona di conflitto, tra Henno e Parodi, può capitare. Ma se gli ace fioccano allo stesso modo come ciliege, forse si poteva fare qualcosa di più.
Tre schiacciatori (Parodi, Kurek, Kovar) non sono bastati ad opporsi alla coppia Atanasijevic-Petric. Lo stesso Zaytsev non è riuscito ad essere continuo e la Lube in questo momento, decolla solo se lui fa faville in ogni set. 
Perugia sembra un computer resettato e ripulito dalle scorie della lunghissima semifinale con Piacenza. Riesce ancora a migliorare, a crescere di partita in partita. Con la coppia Paolucci-Mitic che rende proficua la staffetta in regia. Ci ha provato anche la Lube in gara2, con Monopoli in campo a rilevare Baranowicz, ma ha avuto la stessa gratificazione.
Perugia riesce a meravigliare se stessa, prima ancora che i suoi tifosi e gli avversari. Sicuramente esagerava in negativo, il presidente Sirci, nel dire che la sua squadra aveva il 2 per cento di possibilità di arrivare allo scudetto. Ed io che credevo di vedere una Lube ormai guarita dalle sue insicurezze, ora penso che ci si può davvero aspettare di tutto da questa serie di finale. Anche di arrivare alla quinta partita, magari dopo aver giocato ogni volta cinque set.
La Lube deve ora stare attenta. Molto attenta. Perchè stasera la Sir Perugia ha capito che questo scudetto, imprevedibile, strabiliante, fuori dalla logica apparente della vigilia della stagione, potrebbe addirittura vincerlo.
Obiezione: la Lube è superiore e se gioca al massimo è troppo forte per questo Perugia. Probabilmente è così, ma nello sport il valore occorre dimostrarlo in campo ed il problema della Lube può essere essenzialmente questo: ricordarsi di giocare da Lube, senza timori, con umiltà, carattere e cuore. Proprio come fa Perugia.

Appendice proiettata all'estate delle Nazionali: Mitic, Petric, Atanasijevic. Ancora una volta il volley italiano sta svezzando giovani serbi, aiutandoli a diventare campioni.

CALCIO Juventus, che errore con Quagliarella!

Ho sempre stimato molto Fabio Quagliarella, per quello che ha saputo dare alla Juventus, per le speranze che ha alimentato ogni volta che si è alzato dalla panchina per entrare in campo. Spesso determinante, sia pure negli spiccioli di tempo in cui ha poturo esprimersi (basta pensare alla vittoria di Parma, con l'1-0 arrivato dopo una sua invenzione, il classico suo tiro dall'impossibile).
Perciò quando lessi che era rimasto fuori dalla lista per l'Europa League mi dispiacque moltissimo, per lui a livello umano, per la Juve perchè temevo che se ne sarebbe pentita. Ora che siamo al redde rationem, la Juventus scopre di soffrire il mal d'attacco. Dietro Tevez e Llorente c'è solo il fortunatamente rinato Giovinco (un altro spesso e a torto non adeguatamente considerato).
Sia Vucinic che Osvaldo, per ragioni diverse, hanno fortemente deluso. Provate a immaginare Quagliarella in campo a Lisbona, al posto dell'inconcludente Mirko visto col Benfica. Anzi meglio di no, troppi rimpianti.
Osvaldo ha avuto la sua grande occasione anche nella partitissima di Napoli. Ma non si è visto.
Sappiamo che Quagliarella ha pagato il rifiuto di accettare il trasferimento (al Norwich o alla Lazio), per far posto a Osvaldo. Ma non era meglio tenerselo stretto e lasciare Osvaldo al Southampton?
Ecco, avere Quagliarella ed emarginarlo è stato il grosso errore della Juventus nella gestione di questa seconda parte di stagione. Ma non mi pare che se ne ricordino in molti.

domenica 27 aprile 2014

VOLLEY Sirci: "Perugia, il futuro è adesso"

Se per Claudio Baglioni la vita è adesso, come cantava quasi 30 anni fa, per il presidente della Sir Safety Perugia, Gino Sirci, il futuro è adesso. Oggi pomeriggio, fischio d'inizio alle ore 17.30 al PalaEvangelisti di Pian di Massiano, secondo atto della finale scudetto tra Lube Macerata e appunto Perugia, la sfidante che ha meritato i presentarsi all'appuntamento più ambito con una stagione eccezionale.
    «Godiamoci questo momento strepitoso, il nostro futuro è questo» dice sereno ed emozionato il presidente Sirci. Anche perchè, restando a quell'album di Baglioni, il sottotitolo recitava: Il sogno è sempre. Ecco, il sogno della Perugia pallavolistica è lo scudetto. Intanto quello per cui si sta lottando con la Lube Macerata, poi magari negli anni a venire, chissà...?
    Perugia-Macerata è molto più di una partita, sia pure importante. Per la città è un'occasione di rinascita, di vivere orgogliosamente una giornata al centro del mondo sportivo. 
    «La passione del volley è occasione di riscatto della peruginità. Mi raccontano che giovedì sera erano tutti a guardare la tv, in molti bar si è radunata tanta gente, come quando gioca l'Italia ai Mondiali di calcio. Ora si parla di un grande schermo in piazza IV Novembre, in pieno centro. La gente ci vuole bene, i giocatori, l'allenatore vengono avvicinati, la gente gli fa domande, chiede di poter scattare foto. Un mese fa eravamo a celebrare un terzo posto inaspettato, ora siamo addirittura in finale...»
    E' emozionato? Dopo nove anni Perugia ospiterà di nuovo una finale scudetto.
    «Vivo questo bellissimo momento talvolta in modo quasi inconsapevole. Sono impreparato, mi hanno chiamato in tanti per complimentarsi, fior di allenatori. Sì, è vero, penso siano complimenti meritati. Magari perderemo, perchè siamo stanchi, però che bello giocare una finale per lo scudetto, con una grande squadra come la Lube. Il mio tecnico Kovac mi spiegava che Macerata è più fredda nei momenti decisivi. Io gli ho detto: bene, facciamo vedere che abbiamo fame, mostriamo la furia selvaggia dei barbari che arrivano e si fanno sentire. Magari abbiamo il 2 per cento di possibilità di vincere lo scudetto, ma giochiamocela fino in fondo» 
     Al nuovo allenatore ancora non pensa, anche perchè in cuor suo coltiva una piccola speranza che Kovac resti. Il criterio per i nuovi acquisti sarà il solito: «Mi piacciono le persone che hanno fame, ragazzi che non hanno ancora vinto tanto...». Se la Sir Safety riuscirà ad allungare la sfida fino a gara4, domenica 4 maggio ci saranno una dopo l'altra l'ultima partita stagionale del Perugia calcio in Lega Pro (se oggi vincono a Salerno i grifoni saranno già promossi) e la quarta finale con Macerata, spostata alle ore 19. Una concomitanza che complicherà non poco l'accesso degli spettatori al PalaEvangelisti. Oggi intanto la capienza verrà aumentata di almeno 500 posti, una tribunetta supplementare è stata già allestita ed approvata.

sabato 26 aprile 2014

VOLLEY Casa Zaytsev e i tre micini in attesa del nome...tricolore

 La tempistica potrebbe essere un segno del destino. In casa Zaytsev la gatta Kira, che era in dolce attesa, ha avuto le doglie nel pomeriggio della prima finale scudetto di Osimo, tra Macerata e Perugia.
E così, uno dopo l'altro, sono venuti al mondo tre batuffoloni di pelo che diventeranno gattini e poi gatti. Quando sono nati era perfino difficile stabilirne il sesso, per cui non è stato ancora deciso come chiamarli.
La coincidenza con le finali scudetto potrebbe indurre la famiglia Zaytsev ad attendere ancora prima di dargli i nomi. 
Sono tre, che combinazione!
Se dovesse arrivare lo scudetto in casa Lube, chissà che Ivan e Ashling non decidano di appellare i tre gattini con... il tricolore: Bianca, Rossa (o Rosso) e Verde (o Verdina, Verdone è un altro, anche se è comunque imparentato con la Lube, da parte di Cucina)
E' solo un gioco, ma non si sa mai...

* Ringrazio Ashling Sirocchi per le dolcissime foto dei neonatini

VOLLEY Zaytsev fa... le fusa allo scudetto

 Aveva spaventato tutti quel fastidio al polpaccio. Affrontare Perugia nella prima finale scudetto senza Ivan Zaytsev sarebbe stato un problema per Macerata. Invece Ivan ce l'ha fatta, ha precettato il fisioterapista della Lube che abilmente gli ha sciolto la contrattura consentendogli di scendere in campo. Dove lui ha recitato la sua partitura: 22 punti, 54% in attacco, nessun ace ma 3 muri nel 3-2 conclusivo.  «Una finale scudetto si fa anche senza una gamba - dice Ivan per far capire quanto teneva ad esserci - Sembrava una lesione ma gi esami mi hanno tranquillizzato, era soltanto una contrattura. Ho giocato abbastanza tranquillo»
    
  Sull'avvio sofferto spiega: «E' stato a causa dell'accumularsi di tante cose: il ritmo partita che non avevamo, il sentire tanto la finale, la prima in casa. In fondo non abbiamo nemmeno giocato troppo male all'inizio. Non siamo stati incisivi, abbiamo permesso al perugia di giocare, di prendere ritmo. Battevamo troppi piano». Poi le cose sono cambiate: «Sì, ci siamo sciolti, la battuta ha iniziato ad entrare, siamo cresciuti a muro, l'attacco è stato costante per tutta la partita»
        E' stata una vigilia particolare in casa Zaytsev. La gatta di casa, Kira, ha pensato bene di avere le doglie proprio poche ore prima della partita, seguita e coccolata da Ashling, la signora Zaytsev, Kira ha dato alla luce tre gattini, tre dolcissime palline di pelo che già incantano in foto chi considera cani e gatti elementi della famiglia a tutti gli effetti. E come sa bene chiunque abbia animali, Ivan e signora sono i "nonni" umani dei gattini appena nati.
        Dai gatti ai Grifoni perugini, Zaytsev fotografa la Sir Safety finalista: «Si appoggia molto su Atanasijevic e Petric che sono i punti di riferimento in attacco. Bisogna cercare di staccargli la ricezione. La benzina nella macchina perugina ce la mettono loro due. Giovedì sono un po'calati alla distanza»
         Quella sconfitta con Perugia in Coppa Italia, a Bologna, ha rischiato di distruggere questa Lube. Invece ne siete usciti alla grande.  «Abbiamo imparato a conoscerci, a soffrire, abbiamo fatto un percorso di crescita, lungo e doloroso. Però adesso abbiamo tutti una consapevolezza in più, che non avevamo a metà stagione»
        La presa di posizione per sostenere il tecnico Giuliani è stata una svolta.
        «Non c’era stata nessuna rottura nello spogliatoio, nè con lo staff. Nemmeno un accenno. Alberto Giuliani è sanguigno ed emotivo: ha pensato di essere lui il problema ma non era così. Il giorno dopo sarà stato sette ore al telefono, con i ragazzi, con lui. Non aveva senso cambiare per trovarci in una situazione con troppe incognite. La lettera di Baranowicz fu un atto spontaneo, frutto di un confronto sincero come c'è sempre stato qui. Infatti ora ci stiamo giocando lo scudetto»-
        Domenica al PalaEvangelisti (ore 17.30) secondo atto. Zaytsev a Perugia è cresciuto. Era nelle giovanili della Rpa, viveva nel residence Quattro Stagioni a San Sisto, vedeva il primo volley di alto livello, il presidente Gino Sirci che iniziava la sua avventura nel volley: «Ha sempre avuto il sogno di arrivare a godersi la pallavolo di alto livello. Due finali e la Champions League sono tanta roba. Non avrei mai detto che Perugia sarebbe arrivata in finale, sono contento per Adriano Paolucci: negli ultimi anni ha vissuto momenti brutti  a Roma e a Sora. Ora sta giocando la finale scudetto!»


* sul Corriere dello Sport di sabato 26 aprile 2014

venerdì 25 aprile 2014

CALCIO Benfica-Juventus 2-1, sconfitta che fa rabbia

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/04/calcio-attenta-juve-col-benfica-3.html

Conte sostiene di aver visto un'ottima Juventus a Lisbona. Non sono d'accordo, se fosse stata ottima, la Juve a non solo non avrebbe perso una partita che ha avuto sostanzialmente in pugno per gran parte del suo svolgimento, ma probabilmente avrebbe vinto.
Invece il Benfica ha colto la sua quarta vittoria in cinque partite con i bianconeri, trovando caparbiamente il gol del successo, che tiene apertissimo il discorso qualificazione, nei minuti finali. Prendendo gol all'inizio, come talvolta le è capitato in Europa, ed alla fine (come era successo col Galatasaray nella scandalosa partita dell'eliminazione dalla Champions League) la Juve ha confermato difetti palesati periodicamente in questa stagione.
 Serataccia per la difesa: sul gol lampo di Garay, Bonucci gli dà le spalle, concedendogli lo spazio e il tempo per colpire, guardando la palla che viaggia verso Buffon, forse non impeccabile nell'occasione.
Ma anche il gol di Lima, a 6 minuti dalla fine, ha evidenziato un black out di concentrazione e presenza nella difesa bianconera, con la marcatura di Chiellini troppo lenta ed ancora un Bonucci troppo distante dall'epilogo dell'azione, ben orchestrata dal Benfica.
Detto questo, la Juve aveva dimostrato di avere la qualità per essere superiore ad un Benfica accorto e corto, capace di attuare a lungo pressing alto e di far sfiorire sul nascere il fosforo dei bianconeri, in difficoltà con i ritmi di costruzione del gioco, rallentano dai soliti retropassaggi. 
Sbaglierò, ma continuo a pensare che si dovrebbe tirare di più e più rapidamente in porta, contenendo quell'esasperata ricerca di fraseggio che poi non si riesce a finalizzare.
Meglio il secondo tempo, con momenti di predominio che però non devono illudere, perchè il Benfica è squadra sorniona e battagliera. Ha avuto l'umiltà di ripararsi dai colpi quando la Juve la sovrastava, senza mai rinunciare al veleno di contrattacchi rari ma letali.
Una lezione da non dimenticare nella gara di ritorno.
 Il bel gol di Tevez, caparbio, atteso (dalla bellezza di cinque anni), festeggiato, è importantissimo. Ma bisognerà giocare con maggior determinazione ed attenzione, non dimenticando la lezione di Juventus-Lione, o prima ancora di Juve-Galatasaray, per farlo diventare decisivo. La Juve non è squadra che in Europa possa gestire il risultato, a meno che non si vada sul 3-0. 
Una Juve schierata con gli uomini giusti ha la qualità per eliminare i portoghesi, ma se il risultato resterà in bilico fino alla fine, non ci si potrà distrarre nemmeno un secondo. Le beffe di coppa, negli ultimi minuti, sono state purtroppo tante, come ricordano bene i tifosi meno giovani. Insomma, ci vorrà una grande Juve per conquistare la finale dell'Europa League.

giovedì 24 aprile 2014

VOLLEY Sintini e la finale del cuore: la sua Perugia contro la sua Macerata


Nessuno più di lui ha titoli per presentare la finale scudetto che da stasera a Osimo metterà di fronte Lube Macerata e Sir Safety Perugia. Giacomo Sintini, detto Jack, è il campione d'Italia uscente, mvp della finale 2013 vinta da Trento su Piacenza. Partirà il 2 maggio per il Brasile, dove la Diatec giocherà il Mondiale di club. Farà in tempo a vedere le prime tre partite di finale tra le squadre del suo cuore, Perugia e Macerata.


    A Perugia ha vissuto sei anni di carriera, ha sposato Alessia, perugina del quartiere Capanne, ed ha messo la sua casa di famiglia. A Perugia ha avuto i medici che gli hanno salvato la vita, aiutandolo a superare un linfoma che ha spaccato in due la sua vita, un prima e un dopo la malattia. Jack ha giocato una finale scudetto con Perugia, la perse contro la Sisley Treviso ma l'anno dopo, passato alla Lube Macerata, riconquistò la finale e stavolta vinse il suo primo scudetto.
    «Non essendo finalista il mio Trento, devo ammettere che questa è una finale con le due città a cui sono affettivamente più legato. Non posso fare il tifo; ho amici da una parte e dall'altra. Voglio godermi questa bellissima finale tra le due squadre che hanno meritato di più in questa stagione. La Lube ha avuto un andamento costante,  Perugia è cresciuta tanto»


    Quello scudetto strappato alla Sisley, cosa ha significato per lei?
    «E' stata la mia prima grande vittoria, sono stati gli anni in cui professionalmente sono maturato di più e sono rimasto in amicizia con tutti: da Giulianelli a Massaccesi, a Recine. Ho grande stima»
    Ci sono analogie tra la cavalcata della Sir Safety e quella del suo Perugia, nove anni fa.   
     «Si, vedo tante analogie. Anche noi guadagnammo la finale a sorpresa, ci arrivammo  con tanto entusiasmo battendo nei quarti Padova e anche noi Piacenza in semifinale. Avevamo i nostri vecchietti, come Held e Osvaldo Hernandez, noi giovani con Lebl, Swiderski, De La Fuente che fece una grandissima stagione, allenati da De Giorgi. Fu un'annata stupenda una delle più belle della mia carriera dal punto di vista del gruppo. Era una squadra sempre allegra, ricordo tante uscite in gruppo, si andava anche a mangiare insieme. Ma non facevamo i selfie come i ragazzi della Sir...»
    La Sisley di allora era come la Lube di oggi.
    «Demmo l'anima, vendemmo anche cara la palle. Ma avevamo raschiato il barile con le energie psicologiche. Loro erano superiori. Però l'anno dopo mi presi la rivincita battedo Treviso con la Lube»
    Come giudica Perugia e Macerata?
    «Mi piace molto questa Sir, la vedo generosa, Buti ha detto che hanno tanta fame. Si vede. Sono uniti, l'ambiente è molto sereno, fanno tanti cambi e tutti danno il massimo. La Lube la vedo squadra molto forte, sicuramente la favorita. Dopo la sconfitta in Coppa Italia si è ricompattata, ha fatto un gesto molto bello nei confronti dell’allenatore con quel documento di stima. Vuol dire che Giuliani fa bene e comunica bene. Non penso che sottovaluterà l’impegno. Ha i numeri per vincere: cambio palla, conrattacco, servizio. La squadra è più consapevole, ha l'atteggiamento giusto»
    Come si vince una finale scudetto?
    «E' una serie, non una partita secca. Quindi la cosa importante è giocare una gara alla volta. Ha più vantaggi chi riesce a recuperare energie fisiche e nervose tra una partita e l'altra. Si vince sempre tutti insieme, aiutandosi. Mai disunirsi, bisogna restare compatti, sempre concentrati»  
    Da palleggiatore, come giudica i suoi colleghi finalisti?
    «Dico subito che mi piacciono. Baranowicz è cresciuto tantissimo in questi due anni. Mi era piaciuto già a Modena, a Macerata ha fatto un salto di qualità giocando in una squadra costruita per vincere. Ora gli manca l'ultimo gradino: vincere.  E' maturato tanto nel gioco, lineare ma anche estroso, non ha paura di gestire momenti difficili, ha carattere ed è rispettoso. Adriano Paolucci lo conosco da tanto tempo: avevamo fatto insieme la pre juniores con Polidori. Ho condiviso tanto, ci eravamo persi di vista ma gli faccio i complimenti per quest’anno. Gioca pulito come piace a me, dà palla all'uomo giusto quando conta. Infine Mitijc: ha avuto problemi nell'approccio iniziale ma è stato utilizzato benissimo da Kovac. E' intelligente, accetta l'alternanza, non fa cose fuori dalle sue corde. La forza di Perugia è stata anche questa alternanza in regia» 


* sul Corriere dello Sport di giovedì 24 aprile 2014

VOLLEY Molinaroli, Mosna e la reazione a catena

http://www.sportpiacenza.it/volley/notizie.asp?n=80733&l=0



Allora, riepiloghiamo. Il signor Guido Molinaroli presidente della Copra Piacenza dopo l'azione di ingresso ritardato a prezzo ridotto, in occasione della terza semifinale con la Sir Safety, promuove un secondo affondo. Inoltra il suo reclamo per l'errore arbitrale, non si ritiene soddisfatto per le motivazioni con cui il Giudice Unico della Fipav respinge il ricorso, assume avvocati ad hoc e annuncia la prosecuzione della sua "guerra" legale (pratica divenuta nel tempo abituale nel mondo della pallavolo italiana) presso ulteriori tribunali sportivi e poi se necessario (e lo saràà) preso tribunali civili.
Il presidente della Lega, don Diego Mosna, che è anche presidente della Trentino Volley, manda una mail ad ognuno dei componenti del Consiglio di Lega. Ora, è noto, anche per la legge sulla privacy, che una mail indirizzata a x persone, non può essere inoltrata ad altri. Accade invece che qualcuno dei destinatari della mail con cui Mosna chiama a raccolta per una forma di stigmatizzazione dell'operato del signor Molinaroli, contravvenendo alla legge sulla privacy, la inoltra rendendola di fatto pubblica.
 Il signor Molinaroli allora, rovescia sul tavolo del malumore tutti i rospi accumulati nel tempo e non digeriti, riguardanti naturalmente comportamenti ed episodi che hanno caratterizzato la vita della pallavolo italiana negli ultimi tempi. Ma non cita il fair play con cui, magari a denti stretti ma con senso di responsabilità, il doppio presidente Mosna ha incassato l'errore arbitrale che ha chiuso a sfavore di Trento la finale scudetto con Macerata, al Forum di Assago. Quello sì che fu un errore condizionante, non l'errore dell'arbitro Boris neutralizzato dalla ormai mitica battuta sbagliata di Simone Buti, nello spareggio di semifinale tra Piacenza e Perugia.
Ecco la reazione a catena che ha determinato la sfida all' ok Co(P)rral (film western di John Sturges, 1957).
Per la serie i panni sporchi si lavano in pubblico, sarà opportuno che in Lega ci si dia una regolata, se si vuole che in futuro il movimento possa essere preso sul serio. Leggendo certe cose viene da chiedersi: ma di cosa parlano i club quando si riuniscono in Lega? Quali sono le ritorsioni terribili che anche nello sport impediscono alle persone, ai dirigenti, di agire con limpidezza, seguendo gli interessi del proprio club ma senza perdere di vista il bene comune? E vero che, come diceva il don Abbondio manzoniano, se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare, ma c'è un limite a tutto. Almeno nello sport dovrebbe essere così.


mercoledì 23 aprile 2014

VOLLEY La "guerra" legale di Molinaroli e l'anno zero dei club

Non mi stupisce. Me l'aspettavo. Il signor Guido Mlinaroli ha annunciato ai media piacentini che non intende arrendersi alla sentenza motivata del Giudice Unico della Fipav. Nel pomeriggio, poco prima che ad Osimo si giochi la finale scudetto tra Macerata e Perugia, parlerà. Del futuro della società di pallavolo? Si, perchè altrimenti non avrebbe avuto senso convocare la stampa, di solito snobbata o dribblata se non locale. Del ricorso per la semifinale? Forse. Anche se quel che doveva dire l'ha già detto ed era stato ampiamente previsto: andrà avanti in ogni grado di giudizio, col supporto dei legali di fiducia. Quindi i vari tribunali sportivi. Poi i tribunali. 
Come ai tempi di altri personaggi ed altre società, nel frattempo spariti. Non riesumo i nomi per non fare pubblicità e perchè non ce n'è motivo. Forse non è un caso. O forse no.
Stanca anche il dover spiegare la peculiarità di questo caso e il perchè, a mio modesto avviso, il Giudice ha firmato un atto di giustizia e non di ingiustizia, come ritiene Molinaroli. Come pensano molti tifosi piacentini. 
Ma ognuno è libero di avere le sue opinioni, di intendere lo sport come meglio crede. Il tifoso va rispettato. Dal dirigente magari ci si attende anche altro.
In ogni caso, temo che dopo questo doppio ciclone innescato dal signor Molinaroli, i club di pallavolo di vertice e di conseguenza la Lega che li dovrebbe rappresentare, dovrebbero riunirsi e guardarsi in faccia. In queste condizioni di belligeranza, con questi protagonisti, il futuro immediato del nostro volley non può essere quello che è stato ipotizzato nelle scorse settimane. Purtroppo.

P.S. Ah, dimenticavo. Smettiamola con la retorica che il volley è uno sport diverso. Sottintendendo migliore. In alcune componenti forse. Ma non in tutte. Smettiamo di raccontarci una storia sbagliata, prendiamo atto della realtà e alimentiamo le isole felici e realmente diverse che ancora impreziosiscono il movimento. Con la speranza che non cambino.

VOLLEY Raffa Calloni, il ringraziamento del capitano del Conegliano

Mi è piaciuto molto il modo scelto da Raffaella Calloni per concludere la stagione dell'Imoco Conegliano e mandare in archivio la stagione. Il saluto e il ringraziamento del capitano, purtroppo quest'anno costretto a restare ai box per l'infortunio prima e poi per l'operazione al tendine d'Achille.

"Quello che mi sento di dire oggi è "il mondo non è stato costruito in un giorno". Lo stesso vale per la nostra vita, per aziende e per squadre di successo.
Imoco è una società rinata dalle ceneri di un fallimento. Società nuova, atlete nuove, staff nuovo. Un sogno che ha riempito un vuoto.
Parlo da atleta, che da 15 anni ha la fortuna di giocare ai massimi livelli, e vi dico che...
Il percorso della mia Imoco è stato un gran percorso. Probabilmente l'essere arrivati in fina
le l'anno scorso ci ha fatto sembrare scontato qualsiasi risultato...ma non è così! Lo sport è imprevedibile, non è matematica, ed è per quello che ci fa vivere forti emozioni e allo stesso tempo ci fa soffrire così tanto. Come diceva il grande Al Pacino in Ogni maledetta domenica, "è questione di centimetri"! E a noi quest'anno ne sono mancati davvero pochi...
Quello che ho sposato, firmando qui, è un progetto! Un progetto che si sta sviluppando alla grande!
Quindi quello che vi dico è siate pazienti! Prendete il buono e tenetelo stretto e guardate a ciò che non è andato con distacco, capendo e analizzando e facendone tesoro.
Ogni errore è una nuova ripartenza e se conosco bene questa società e l'entusiasmo che ci circonda...ripartiremo alla grande!!! 😊😊😊
Dopo tutta questa pappardella da vecchio capitano saggio voglio fare un po' di ringraziamenti.

Alla società e agli sponsor, per la passione, l'impegno e la serietà che hanno dimostrato in queste due stagioni.
Ai tifosi! Quello veri! Quelli che ci hanno sostenute sempre, gioendo, arrabbiandosi, piangendo, facendo milioni di kilometri per starci vicine e incoraggiarci sempre! Siete eccezionali e mi avete fatto sentire importante e fondamentale nonostante il mio stop forzato. Vi adoro!
Alle mie ragazze. Perché so quanto avete lavorato duro e quanti ostacoli avete dovuto superare. Mi spiace solo non poter essere stata in campo con voi a darvi una mano come meglio mi riesce. Vi voglio bene!
Un grazie enorme a Marco Gaspari. Sei un coach eccezionale, competente, preparato, che mette il bene della squadra prima di ogni cosa e che mette sempre la sua faccia prima di quella degli altri. Un uomo vero fuori e dentro al campo!
Un grazie anche a tutto lo staff. Per averci accompagnate e sopportate lungo tutto il percorso.
Un grazie particolare al mio staff privato, doc, Fisio e preparatore. Avete fatto un gran lavoro con me e Achille! Consolandoci, riabilitandoci, guidandoci, aggiustandoci. La cosa bella è che non abbiamo ancora finito e quindi dovrete sopportare la nostra presenza ancora per un po'!
Concludo dicendo FORZA IMOCO SEMPRE!!!

VOLLEY Il Giudice respinge il ricorso di Piacenza: Buti, un errore da Guinness dei primati

Beh, una volta tanto non ho fatto brutta figura. E' andata proprio come si era detto ieri anche su questo piccolo blog. Compresa l'ulteriore coda del presidente Molinaroli. Ma di questo parlerò a parte. Commettendo quell'errore, Simone Buti è passato alla storia: altro che record i ace, quella battuta sbagliate è valsa da sola la finale... Roba da Guinness dei primati

Provvedimenti disciplinari
Gara 5 Semifinale Play Off Scudetto Serie A1 UnipolSai del 21 aprile 2014

A) A CARICO TESSERATI
DIFFIDATI
Aleksandar Atanasijevic (Sir Safety Perugia)

C) RECLAMI OMOLOGHE
Gara del 21/4/2014 Copra Elior Piacenza – Sir Safety Perugia

Esaminati gli atti ufficiali di gara, letto il reclamo e rilevatane la ritualità il Giudice osserva:

Il reclamo della Soc. Copra Elior Piacenza si fonda sull’errore arbitrale verificatosi nel corso del IV Set allorché veniva richiesta la sostituzione del libero “dichiarato inabile” dal proprio allenatore. Ottenuta l’autorizzazione, il nuovo giocatore veniva però fatto entrare in campo solo dopo lo svolgimento di una azione di gioco e non immediatamente, come era stato richiesto. Ritenendosi danneggiata, per la mancanza del libero nel corso della medesima, la Soc. Copra Elior Piacenza proponeva reclamo.
Il reclamo appare fondato nel “rito” avendo peraltro il direttore di gara confermato i fatti descritti e, quindi implicitamente ammesso la violazione della regola di gioco 19.4.2.2.
Pur tuttavia questo Giudice non può esimersi dal rilevare che l’azione di gioco sopra descritta, si è conclusa a favore della società reclamante. Appare quindi di tutta evidenza che il principio dell’interesse ad agire richiesto dall'art. 67 Reg. Giur. e che deve porsi alla base del gravame, sia venuto sostanzialmente meno.
Tale principio non è disatteso ma rafforzato dal successivo art. 68 Reg. Giur. il quale stabilisce che possono essere fatti valere tutti i motivi ostativi alla omologa della gara secondo i Regolamenti Fipav e Regole di Gioco.
Nel caso di specie tali motivi non sono stati obiettivamente rinvenuti, perché la fase di gioco contestata, pur sussistendo l’errore arbitrale, si è conclusa favorevolmente per la società reclamante.
La decisione sul reclamo proposto deve quindi formarsi non secondo la logica del suo contenuto bensì attraverso una connotazione diversa del problema. In sostanza il Giudice deve decidere se privilegiare il principio dell’interesse ad agire o dare maggior credito all’errore arbitrale.
Ai fini del proprio convincimento, soccorre il citato art. 67 Reg. Giur. il quale anche recependo un principio generale dell’ordinamento statuale, fa proprio il requisito dell’interesse ad agire che deve assistere anche la proposizione del reclamo.
Tale requisito fondante non è stato rinvenuto nel caso di specie, perché come già detto, la Soc. Copra Elior Piacenza non ha tratto svantaggio alcuno dalla errata decisione arbitrale. La dotta ed articolata difesa del Sodalizio anche se ricca di riferimenti analogici, deve considerarsi priva di pregio, non avendo centrato la vera essenza del problema giuridico sollevato, ma si è limitata a dimostrare quanto in effetti già evidenziato nel rapporto arbitrale, tanto da rendere ultronee le argomentazioni dedotte.

Per le suesposte considerazioni e dovendosi uniformare all’inderogabile principio dell’interesse ad agire, inesistente nel caso di specie, attesa la favorevole conclusione dell’azione di gioco, il reclamo deve essere respinto.

Per quanto sopra premesso il G.U.F.
DELIBERA
- di respingere il reclamo proposto dal sodalizio Copra Elior Piacenza;
- di omologare la gara in epigrafe con il risultato conseguito sul campo;
- di incamerare la tassa reclamo.
 

martedì 22 aprile 2014

VOLLEY Per fortuna di Perugia, Buti sbagliò quella battuta...

 Stavolta parto dalla fine, dalle considerazioni e da un pronostico (lo so che nel volley a fare i pronostici si fa brutta figura, ma tanto, una più una meno...)

Il reclamo della Copra Piacenza ha purtroppo fondamento in un regolamento che cambia in continuazione e che perfino gli arbitri che ieri erano al PalaBanca hanno dimostrato di non conoscere. O meglio, il primo arbitro Boris, poichè pare che La Micela propendesse invece per l'interpretazione corretta.
Fino allo scorso anno in un caso analogo si agiva come si è agito lunedì. Da quest'anno invece, Smerilli doveva poter entrare subito.
A bordo campo c'era anche il commissario della CAN, il signor Giuseppe Caldarola. Ma non è intervenuto, salvando i suoi fischietti dall'errore.

Apro una parentesi sulle modalità, intollerabili, di comunicazione. Nessun comunicato della Copra Piacenza, sempre all'avanguardia nel rapporto di disinformazione con i media non piacentini. 
Nessun accenno nemmeno dalla Lega Pallavolo. 
Diamine, ma se una semifinale rischia di essere invalidata e una finale scudetto in calendario da giovedì come minimo spostata, la Lega che del campionato è garante dovrà pur scriverne una riga! 
E la scusa che questo compito toccava alla Fipav (che oggi ha ricevuto il reclamo di Piacenza) è quanto meno ridicola, oltre che insostenibile.

Aggiornamento - Nel tardo pomeriggio la Lega ha ufficialmente dato notizia del reclamo. 

Presentato alla FIPAV il reclamo della Copra Elior Piacenza
 La Copra Elior Piacenza nel tardo pomeriggio di oggi ha proposto le motivazioni del proprio reclamo che il Giudice Unico Federale esaminerà nella mattinata di domani.
 La società per voce del suo capitano Hristo Zlatanov aveva preannunciato reclamo per una ridesignazione del libero nel quarto set (cambio del libero Davide Marra, infortunato, per Lorenzo Smerilli, schierato come schiacciatore a inizio partita). Il reclamo era poi stato confermato a fine match sul referto gara.
 Per completare la procedura occorre però formalmente la cosiddetta proposta di reclamo, che va inviata entro 24 ore in Federazione con le motivazioni: documentazione che è stata da poco spedita dalla Società del Presidente Guido Molinaroli al Giudice Unico Federale Massimo Pettinelli.

Come finirà...
Penso che la Sir Safety Perugia dovrà ringraziare Simone Buti, che ha sbagliato la battuta in quella azione incriminata, quando Smerilli non aveva ancora avuto l'ok per rientrare. 
Pur con l'errore tecnico a livello regolamentare, l'errore di Buti ha fatto si che non si materializzasse concretamente alcun vantaggio per la Sir Perugia. Ed è questo il punto fondamentale che potrebbe evitare il blocco della finale. 
Credo (ma è solo un'opinione personale) che la Giudicante della Fipav domani rigetterà il reclamo della Copra Piacenza. E a quel punto il signor Molinaroli avrà due strade davanti a sé: 1) cavalcare l'errore tecnico e proseguire per altri gradi di giudizio, interni ed esterni ai Tribunali sportivi, ponendo di fatto la finale e lo scudetto che verrà assegnato, sotto un colossale punto interrogativo. 
C'è stato il precedente dello scudetto non assegnato, nel femminile, a Reggio Calabria per il tesseramento irregolare di Cristina Pirv. Ma allora non c'era un terzo in causa come stavolta sarà la Lube Macerata.
2) il presidente della Copra sia pure a malincuore seguirà l'esempio dei suoi campioni e accetterà il verdetto del campo e mostrando un barlume di fair play, rinunciando ad inseguire l'obiettivo di uccidere i play off, il campionato e l'idea di SuperLega, una riforma che verrebbe ulteriormente privata della base minima di credibilità.
 Cosa è successo

Quarto set tra Piacenza e Perugia, risultato di 4-1. Il libero della Copra Marra non  ce la fa più a stare in campo. Ha stretto denti ma i problemi fisici non gli consentono di andare oltre. Deve entrare a sostituirlo l'altro libero Smerilli, che però a causa della penuria dell'organico piacentino, è stato iscritto a referto non come libero 2. Il primo arbitro Boris, non concede subito il cambio, come avrebbe dovuto fare, e Piacenza preannucia reclamo.

Piacenza ha poi vinto quel punto ma qui si parla di errore tecnico, uno sbaglio tale da determinare addirittura la ripetizione della partita. E' quanto chiede la Copra Piacenza, il cui reclamo che oggi dovrebbe essere stato presentato alla Federazione, renderebbe sub iudice la finale Macerata-Perugia.  
Di più non c’è dubbio che l’errore anche se c’è stato non ha cambiato il corso del match, ma è anche vero che il giudice qui non può prendere in considerazione una materia esterna a quella che sono le carte sul tavolo.

Cosa ha detto il presidente Molinaroli
   «Facciamo una premessa – dice presidente Guido Molinaroli – il risultato è stato ineccepibile e Perugia ha meritato di vincere la partita e di aggiudicarsi la serie. Il nostro rammarico è quello di non aver avuto tutta la squadra al top, con giocatori in questa stagione determinanti inutilizzabili o con problemi fisici. Negli almanacchi di queste cose ci si dimentica, ma l’assenza di Kaliberda e le condizioni precarie di Papi e Marra sarebbero equiparabili all’assenza di Petric e a un Vujevic incapace di saltare».
 L'annuncio
Fin qui le considerazioni sportive, diciamo così. 
Poi la fredda dichiarazione di guerra, regolamento alla mano. Contro Perugia, contro la Lega, contro la credibilità di un movimento di club messo già alla berlina dalla vicenda relativa all'orario di gara4.
 «Perugia ha meritato, ma c’è anche un regolamento da rispettare, indipendentemente dal fatto che sia giusto o sbagliato. In caso di errore tecnico si ripete la gara, può sembrare assurdo ma questo è quanto scritto nero su bianco». Molinaroli dixit

http://www.sportpiacenza.it/volley/notizie.asp?n=80671&l=0http://www.sportpiacenza.it/volley/notizie.asp?n=80671&l=0http://www.sportpiacenza.it/volley/notizie.asp?n=80671&l=0

VOLLEY Il ricorso fantasma della Copra Piacenza non allarma la Sir Safety

In fondo non c'è troppo da stupirsi. Ci sono due modi per vedere il ricorso fantasma della Copra Piacenza dopo gara5 di semifinale, persa 3-2 con la Sir Safety Perugia.
1) un atto della società piacentina in seguito ad un episodio particolare di gioco. Atto possibile ma che non avrà sviluppo alcuno.
2) l'ennesimo atto della "guerra" tra una società e la Lega.
Ma nessuna delle due parti ha ufficialmente e pubblicamente fatto cenno al reclamo. Dunque, non esiste.
 
Effetti? Sarà, ma dubito che il reclamo possa mettere in discussione l'accesso alla finale conquistato sul campo dalla Sir Perugia. 
Aggiungo che, per quel poco che conosco di alcuni giocatori di Piacenza, a cominciare da Papi, Zlatanov e Fei: sono proprio loro i più imbarazzati da questa sgradevole appendice.
 
Perché ricorso fantasma? Beh, intanto perchè ad annunciarlo urbi ed orbi non c'è stata una sola riga scritta, ma una dichiarazione di Andrea Lucchetta nel corso della telecronaca di Busto Arsizio-Conegliano, la semifinale femminile, su RaiSport: Piacenza ha fatto reclamo.
Non una riga sul comunicato della Copra Piacenza sulla partita, con le dichiarazioni dei giocatori. Non una riga sul comunicato della Lega.
Perciò, in assenza di una indispensabile e doverosa comunicazione ufficiale da parte di chi è preposto a farlo, posso supporre che, sia pure annunciato sul campo a caldo, dopo l'episodio che ha determinato la sostituzione del libero della Copra Piacenza (out Marra, dentro Smerilli), al reclamo stesso non sia stato dato corso. O sia stato ritirato. Magari domani se ne saprà di più. Forse. Chissà? Vuoi vedere che non è successo nulla e non c'è mai stato un reclamo? Ma si va, meglio così.

lunedì 21 aprile 2014

VOLLEY Miracolo Sir Safety Perugia: è in finale scudetto 9 anni dopo la Rpa

Perugia dopo nove anni è di nuovo nella finale scudetto della pallavolo. Da giovedì inizierà a sfidare la Lube Macerata. La semifinale con Piacenza pian piano aveva svelato la sua essenza, perchè pur perdendo, la SirSafety aveva dimostrato di essere sempre più vicina al più blasonato e quotato avversario. Squadra esperta Piacenza, non più giovanissima globalmente e non al massimo della condizione tecnico agonistica in queste ultime settimane.
Perciò la Sir Safety del presidente Gino Sirci, del ds Benedetto Rizzuto, dell'allenatore Slobodan Kovac, ha capito pian piano che poteva dire la sua, che in quello spiraglio che la Copra aveva lasciato socchiuso, poteva infilarsi con vigore, dare una spallata al portone, e volare dove l'entusiasmo aveva voglia di andare. 
Direi che Perugia è finalista con pieno merito, perchè ha dimostrato che una squadra di volley non è solo una selezione di stelle, ma puà essere una squadra unita ed omogenea, compatta e determinata, vogliosa ed ambiziosa di andare oltre i propri limiti. Se tutti danno il massimo, se tutti remano nella stessa direzione, anche tragiardi proibitivi sulla carta possono diventare realtà.

Mi è piaciuto il modo in cui Piacenza ha saputo stare in campo. E' chiro che il ruolo di Atanasijevic è stato fondamentale, ma la Sir non è solo Atanasijevic. Il contributo del libero Giovi, di Buti al centro (un Buti formato azzurro), di Petric in banda. Del 41enne Goran Vujevic, che arriva per la prima volta a giocarsi lo scudetto, al termine della stagione per lui personalmente più dolorosa.
Mi piace dare a questo Perugia miracoloso, in sintesi, il volto di Adriano Paolucci: nel 2000 vinse lo scudetto da panchinaro poco giocatore con la Piaggio Roma (Montali lo chiamava in causa nei finalidi set per la sua battuta velenosa). Ha vissuto la sua carriera in giro per l'Italia, sempre con la massima professionalità, raccogliendo meno di quanto avrebbe meritato, sapendosi mettere in gioco ogni volta, anche nel ruolo di regista di scorta che finiva sempre per andargli stretto. Nella M Roma di Giani rubò la scena alla presunta stella emergente argentina Uriarte, in questo Perugia è stato assai più della semplice alternativa a Mitijc. Ogni volta riuscendo a far giocare la squadra con raziocinio e tranquillità, con la semplicità spesso vincente. 
Nove anni fa la Rpa Perugia (presidente Sciurpa, allenatore De Giorgi, direttore generale Vittorio Sacripanti) perse in tre gare con la corazzata Sisley Treviso. Anche la Sir Safety in finale troverà una squadra formidabile, costruita e nata per vincere: la Lube Macerata. Buona finale a tutti.


Hanno detto

SIMONE BUTI 
"Era un’impresa impossibile Piacenza in casa non aveva mai perso, era una squadra di fenomeni. Questa partita l'abbiamo vinta col cuore, forse abbiamo avuto questo più di loro. La volevamo vincere a tutti i costi.
Siamo stati bravi a limitarli al servizio, abbiamo ricevuto bene e meglio di loro, De Cecco non ha potuto fare il gioco che aveva sempre fatto. I nostri tifosi ci hanno sempre creduto anche più di noi."

ATANASIJEVIC
"Abbiamo giocato un gran match, noi siamo stati migliori di Piacenza grazie ai miei compagni, all'allenatore a tutto lo staff.
Non siamo una squadra di superstar ma noi siamo una vera squadra. Ce la giocheremo per vincere anche contro Macerata. La Lube è favorita ma ora dico che non ci basta, andremo a giocare per vincere anche contro di loro"


ZLATANOV (che ha compiuto oggi 38 anni)

"Complimenti a Perugia, hanno dimostrato di essere più squadra di noi. Molti demeriti nostri ma ormai è finita, ci serva come punto di partenza. Siamo in un periodo di non grandissimo gioco, abbiamo perso un po’ di cambio palla. Non siamo riusciti a dare il 120 per cento, non bastava con questo Perugia. Avevamo raggiunto un ottimo livello di gioco, purtroppo ultimamente lo abbiamo perso. La stagione l’abbiamo fatta molto bene, la Coppa Italia vinta, siamo stati la squadra italiana che è andata più avanti in Champions League, in semifinale arrivati a giocarcela alla quinta partita. La finale? Beh, la Lube è strafavorita..."
 

venerdì 18 aprile 2014

CALCIO Il super gol di Bale ai raggi x dell'esperto Sandro Donati

http://www.youtube.com/watch?v=0qS-OFRYP0Q&feature=player_embedded








Il fantastico gol di Bale esaminato da Sandro Donati, tecnico di atletica leggera e consulente della Wada, l'agenzia mondiale dell'antidoping, autore del libro Lo sport del doping, che ha avuto un notevole successo editoriale e lo ha coinvolto in ben 143 presentazioni in 114 città italiane.

La velocità di Bale è impressionante, vero?
«Bale percepisce un pò prima del difensore che il suo compagno sta per dargli la palla sul lungo linea, anzi è lui stesso a dettare il passaggio e quindi lo "anticipa"- Il fattore decisivo è però il secondo: si lancia con decisione in avanti mentre il difensore, sbagliando, converge verso di lui, inutilmente poiché un attimo prima che venga affiancato Gareth lancia la palla avanti e, rimasto senza palla ma al tempo stesso ben indirizzato verso l'avanti, può permettersi, considerando che viaggia a 9 metri al secondo contro i 7 dell'avversario, di allargarsi fuori del campo, perdendo pochissima velocità (tutt'al più scende a 8,5 metri al secondo mentre l'avversario è incapace di andare oltre ai suoi 7 metri al secondo), per poi riprenderla subito ed incrementarla con una diagonale nella quale corre per 20-25 metri sfiorando i 10 metri al secondo.»



Bartra, il difensore del Barcellona è stato surclassato in maniera evidente ?
«In questa fase la differenza di corsa tra i due giocatori è enorme: Bale utilizza i piedi per propellere il corpo verso l'avanti. Effettuata la propulsione, il suo piede oscilla rapidamente per avanti così determinando un'oscillazione ampia e potente dell'anca ed un passo piuttosto ampio. Di contro il difensore avversario "perde" ad ogni passo il piede "per alto dietro", così riducendo a ben poca cosa il successivo avanzamento. Ne risulta un passo molto corto (diciamo circa 1, 90 il passo di Bale e circa 1,60 quello del difensore), una sorta di terza marcia che non può certo opporsi ad una quinta marcia.»


Il gesto atletico è stato determinante nella realizzazione del gol?
«Secondo me no. Il risultato è piuttosto determinato:
1) dalla prontezza (anzi dall'anticipazione nell'avvio; 2) dalla chiarezza di idee con la quale sceglie la direzione verso l'avanti; 3) dalla decisione con la quale si libera della palla indirizzandola non parallela alla linea laterale bensì in leggera diagonale verso il centro del campo; 4) in altri termini ha "anticipato" anche la sua intenzione successiva e conclusiva che era quella di convergere poi verso la porta; liberandosi della palla e sfruttando l'enorme differenza di velocità che aveva in quel momento sull'avversario, ha potuto permettersi di allargarsi verso l'esterno (compiendo 1,5 metri più dell'avversario ma potendo permetterselo grazie alla differenza istantanea di velocità); e) a quel punto ha sorpassato e messo fuori gioco l'avversario con 25 metri di corsa molto veloce; 5) i tocchi che ha dato poi al pallone: destro, destro, sinistro e ancora sinistro per appoggiare in rete mi sono sembrati sempre proporzionati alla velocità che aveva; 6) questi tocchi meritano una considerazione: non è facile correre velocemente e, al tempo stesso, riuscire a toccare morbidamente il pallone. Affinché questo avvenga c'è bisogno che l'oscillazione del piede dopo la propulsione a terra sia per avanti alto e non un mero pendolo in avanti; se fosse un pendolo il piede diventerebbe incontrollabile e toccherebbe in malo modo il pallone, che tenderebbe a scappare via (è il difetto che ha in questo momento Destro e che gli fa perdere diversi palloni). Invece Bale arriva dall'alto verso il basso per cui la componente in avanti è più contenuta e gli consente di toccare il pallone con più delicatezza».


*********
 Oltre l'intervista, il professor Donati ha accuratamente sezionato e studiato l'azione, scomponendola e dandole dei parametri numerici precisi. Ecco il risultato del supplemento di indagine che trovo illuminante ed interessantissima. Annuncio già che seguirà un'altra ricca puntata sull'argomento, che parte dala prodezza del calciatore gallese del Real Madrid, mezzofondista nell'atletica da ragazzo.
 Ma leggiamo l'ulteriore considerazione del professor Alessandro Donati.
" Ho fatto dei calcoli più precisi basati sull’ipotesi che il campo sia lungo
110 metri (55 metri per ogni metà) e largo 65 metri.

L’area di rigore si estende verso il campo di 16,5 metri, per cui dalla metà campo all’inizio dell’area di rigore intercorrono 38,5 metri.

Ho cronometrato il tempo che impiega Bale dalla linea di metà campo fino al tocco finale che avviene a pochissimo (circa 3 metri dalla linea di fondo.

Si distinguono due fasi:

a)  Quella senza la palla che termina circa all’inizio della linea
dell’area di rigore: è una fase di corsa lanciata che dura 4”39;

b)  Quella con la palla che dura 3”54 e della quale non ha senso
valutare la velocità poiché Bale ha ormai rallentato e si dedica alle finte.

Nella fase di corsa lanciata copre all’incirca 38,5 metri (55-16,5) + 1,5 metri (curva al di fuori dalla linea laterale) + 4,5 metri (diagonale verso l’interno = ipotenusa di un quadrato di circa 14,5 metri), per un totale di circa 44,5 metri.

Poiché impiega 4”39 a percorrere questa distanza, ne risulta una velocità media di 10,1 metri/secondo che è circa quella che avevo stimato ad occhio. Cioè pari a 36,3 Km/h

Il difensore avversario impiega 5”08 a percorrere circa 39 metri (parte 3 metri dopo la linea di centro campo e poi corre più all’interno di Bale perciò coprendo meno distanza) per cui la sua velocità media è di circa 7,6 metri/secondo, cioè pari a 27,3 Km/h"



VOLLEY Alla fiera del Piemonte, Cuneo viaggiò (in Fiat a Torino)

Cuneo che si trasferisce a Torino, con il marchio Fiat che sembra destinato a comparire sulle maglie. Da quasi vent'anni periodicamente si ipotizza questo epilogo dell'avventura pallavolistica cuneese.
Stavolta però ci siamo. L'addio dello sponsor BreBanca ha messo il presidente Lannutti nelle condizioni di una scelta comunque dolorosa, un bivio da cui far dipendere il futuro del volley piemontese di alto livello.
Una strada conduce a Torino, lasciando Cuneo senza pallavolo.
L'altra strada conduce...alla fine, nel nulla. Non ci sono più risorse e condizioni per avere e mantenere un club di prima fascia come è sempre stato Cuneo. Logico che Lannutti optasse per la prosecuzione, per dare un futuro, sia pure altrove, al volley.
Comprensibile il disappunto, lo smarrimento, l'amarezza delle tifoseria cuneese. Ma è necessario rendersi conto che il trasferimento diventa il male minore, visto che se non ci fosse la rinascita a Torino nell'orbita dei contatti con la Fiat (preferisco chiamarla ancora così, all'italiana...), Cuneo semplicemente sarebbe sparita, defunta, scomparsa, morta. Come è capitato a Roma, a Taranto, a Napoli, a Bologna, a Falconara, a Catania, a Palermo, a Treviso, a Parma, a...Torino nei tempi andati.
 Avere una squadra di pallavolo è una splendida opportunità per chi ama con passione questo sport, ma non è un diritto divino. Pur soffrendo, bisogna rendersene conto. Tanto più che i programmi sono ambizioni e non puntano semplicemente a vivacchiare. Si parla di Stoytchev come allenatore, di Kaziyski nuova stella, magari qualcuno convincerà Nikola Grbic a tornare rinviando l'addio al volley. Insomma, la pallavolo a Torino, senza scomodare il richiamo con la leggendaria Robe di Kappa Torino del professor Prandi, tra tante brutte notizie, mi sembra un raggio di sole in controtendenza, nel panorama triste del volley italiano.


******

Alla fiera dell'ovest
Alla fiera del Piemonte Volley, 
Torino fece smettere Cuneo, 
che fece smettere Mastrangelo...
che in...Piazza nessuno schierò
Alla fiera del Piemonte Volley
per cento chilometri
il tifoso viaggiò...

CALCIO Dove c'è lui, non c'è stipendio: Siena calcio come MRoma Volley

Dove c'è Barilla c'è casa, recitava lo spot pubblicitario. Parafrasandolo, si potrebbe osservare che dove c'è Mezzaroma, non c'è stipendio. Purtroppo, per chi è coinvolto e per i tifosi senesi, il Siena calcio non riesce ad uscire dalla gravissima crisi economica. La squadra sta conoscendo lo stesso destino che portò alla scomparsa della pallavolo a Roma, sempre con Massimo Mezzaroma presidente. 
La società ha informato giocatori e tecnico che non verranno rispettate le promesse di pagamento degli stipendi di gennaio. E di questo passo non è pessimismo prevedere il peggio. Ovvero che i calciatori e tutti quelli che lavorano nella società calcistica bianconera, facciano la fine dei loro omologhi della ex squadra di pallavolo, la M Roma Volley, dove la M stava appunto per Mezzaroma.
I pallavolisti, dirigenti e impiegati inclusi, non hanno più visto un soldo e sono in causa. Anche i calciatori finiranno per rivolgersi in tribunale? Non ci si stupirebbe se si dovesse arrivare a questo, pur sapendo che i tempi sono lunghi e non esistono certezze. Se si fosse applicata una regoletta semplice semplice, tipo proibire ad un presidente che ha lasciato debiti in uno sport di assumere la presidenza di un'altra squadra in uno sport diverso (dal volley al calcio in questo caso), il caso Siena poteva essere evitato. O forse no, considerata la crisi legata a Mps che ha coinvolto tutto lo sport senese, basket incluso.

mercoledì 16 aprile 2014

CALCIO Giovinco salta l'uomo, Juve tienitelo stretto


Visto dal basso non può che sostenere Sebastian Giovinco, e non da ieri. Mi ero già stupito molto quando la Juventus lo aveva ceduto al Parma, salvo spendere una cifra per poi farlo tornare a casa. Concordo che quet'anno Seba non sempre è stato lucido nel momento del tiro, se non in occasione del gioiellino che stese il Milan e poi lunedì sera a Udine. Ed è vero che in bianconero non è riuscito ad avere la media gol che ha tenuto nelle stagioni di Parma (66 partite, 22 gol, ha segnato 1 gol ogni tre partite in media).
Quando sta bene, tuttavia, Giovinco ha la grande qualità di essere uno dei pochi in grado di saltare regolarmente l'uomo (o anche più di uno) partendo in dribbling, cambiando direzione. Per poi concludere o con un assist spacca difese, o direttamente con un tiro. Lo ha dimostrato in maniera evidente anche a Lione, nell'andata dei quarti di Europa League. Ricordate la palla gol che servì a Pogba nello scorso campionato, entrando nel finale contro il Bologna? Palla telecomandata morbidamente dall'out sinistro verso il centro dell'area, girata in rete di testa dal francese. Era il 92' e la Juve domò la resistenza del Bologna. Dà fastidio registrare i pregiudizi che si hanno su Seba per via della statura, come se la storia del calcio non avesse nella sua galleria dei fuoriclasse tante stelle con pochi centimetri. Il calcio in questo è lo sport più democrativo perchè permette anche ai piccoletti di brillare. Altro suo pregio è quello di saper entrare nel corso della partita ed essere subito decisivo, subito inserito nei meccanismi, subito in grado di cambiare tatticamente e agonisticamente la gara. Un piccolo grande Giovinco non può che starci bene in una Juventus che vuole essere sempre più grande e competitiva. Seba deve solo imparare ad essere più lucido nel momento di finalizzare le sue fantastiche giocate: quando segnerà la metà delle occasioni che crea, nessuno avrà più il coraggio di discuterlo. Nessuno che capisca di calcio, s'intende.

martedì 15 aprile 2014

VOLLEY Rischio scudetto notturno (proibito ai giornali): autogol da evitare





Spero vivamente che quell'ipotesi messa in calce al calendario dell finale scudetto 2014 sia solo un'ipotesi senza troppa possibilità di essere prescelta. Una data figlia di un dio minore e per questo consapevolmente accantonata da un movimento che non ha certo la forza di imporsi mediaticamente, giocando alle ore 21 e magari assegnando lo scudetto oltre l'orario di chiusura dei giornali, oltre le 23.30. 
Ricordo una finale scudetto tra Cuneo e Treviso, trasmessa dalla Rai a notte fonda, dopo un film western in ennesima replica. Allora si scrisse di volley in orario da luci rosse, alludendo ai film porno che di solito venivano fruiti appunto dopo la mezzanotte.

E' vero che siamo nell'era del web, ma la Lega sbaglia e continua a sbagliare il suo atteggiamento e la sua politica nei confronti del media tradizionali, molti dei quali ormai non trattano più la pallavolo di club se non in rare circostanze. 
Per chi ignora orari e tematiche dei giornali, che oltretutto da qualche tempo hanno ulteriormente anticipato gli orari della chiusura, ricordiamo e avvisiamo che una finale che si conclude oltre le 23.30 ha serissime probabilità di non comparire sulla maggior parte dei giornali del giorno dopo. Al massimo, se va bene, si può coprire lo spazio corrispettivo con un breve servizio, che lascerà posto alla partita, ma solo a quella, nelle ultime edizioni.
Siamo sicuri che ai club e ai loro sponsor non interessa essere celebrati e raffigurati sulle pagine di carta il giorno dopo la partita decisiva della stagione?
Giocare alla 21 significa: 1) c'è la possibilità che il giorno dopo gran parte delle copie non portino nemmeno il risultato.
2) Di conseguenza, ove fosse concesso, lo spazio dedicato alla finale scudetto sarà sicuramente limitatissimo e comunque di gran lunga inferiore al corrispondente spazio per uno scudetto assegnato di giorno. Verificare le pagine degli anni passati per credere.

Obiezione: ma anche la Nazionale durante i Mondiali fu fatta giocare alle 21 dalla RaiTv. 
Replica: infatti, nelle partite normali delle prime fasi, lo spazio fu penalizzante perchè andava solo un pezzo sulla partita, metà del quale era riempito con temi diversi.
Inutile aggiungere che un conto è una finale della Nazionale in un Europeo o in un Mondiale (anche nel 2005 agli Europei si giocò la finale Italia-Russia alle 21 e oltre) per giunta casalingo. Ben altro una partita di club, che ha un "potere" mediatico contrattuale ridottissimo.
 
Play Off Serie A1 UnipolSai – FINALE Gara 1
Giovedì 24 aprile 2014, ore 20.30
 

A Osimo: Cucine Lube Banca Marche Macerata – Vincente tra Copra Elior Piacenza (2a)/Sir Safety Perugia (3a)  Diretta RAI Sport 1
Play Off Serie A1 UnipolSai – FINALE Gara 2
Domenica 27 aprile 2014, ore 17.30
Vincente tra Copra Elior Piacenza (2a)/Sir Safety Perugia (3a) - Cucine Lube Banca Marche Macerata Diretta RAI Sport 1
Play Off Serie A1 UnipolSai – FINALE Gara 3
Giovedì 1 maggio 2014, ore 17.30
A Osimo: Cucine Lube Banca Marche Macerata – Vincente tra Copra Elior Piacenza (2a)/Sir Safety Perugia (3a)  Diretta RAI Sport 1
Play Off Serie A1 UnipolSai – FINALE Gara 4
Domenica 4 maggio 2014, ore 17.30
Vincente tra Copra Elior Piacenza (2a)/Sir Safety Perugia (3a) - Cucine Lube Banca Marche Macerata Diretta RAI Sport 1
Play Off Serie A1 UnipolSai – FINALE Gara 5
Giovedì 8 maggio 2014, ore 21.00 oppure
Domenica 11 maggio 2014, ore 17.30
A Osimo: Cucine Lube Banca Marche Macerata – Vincente tra Copra Elior Piacenza (2a)/Sir Safety Perugia (3a)  Diretta RAI Sport 1

domenica 13 aprile 2014

VOLLEY Video Check, quando (forse) si sbaglia a leggere...

 Dalla pagina Facebook di Simone Buti, centrale della Sir Safety Perugia:

Io mi alleno tutto l'anno per fare una battuta così in un tie break di una semifinale scudetto... Poi la faccio... Peccato però che il secondo arbitro il punto lo abbia dato agli altri... Ah, dimenticavo, il tie break è finito 15-13!


Ieri nel corso della terza semifinale Piacenza-Perugia, in due occasioni, ma soprattutto nella seconda, mi sono chiesto perché la stessa immagine a me pareva proprio mostrare la palla toccare, sia pure di stretta misura, il campo e dunque essere punto per chi aveva attaccato. Qui non si tratta di VideoCheck che non funziona, perché almeno a me l'immagine pareva chiara, ma di errata o quantomeno dubbia lettura del documento video.
A corollario di ciò, della mia impressione (che però so non essere stata soltanto mia) riferisco che negli anni in cui seguivo l'atletica, ero solito azzeccare la misura dei salti in lungo con un margine d'errore di circa due centimetri, guardando la ripresa video. Questione di allenamento, di occhio, che probabilmente ormai ho perso, dopo tanti anni di lontananza dai campi dell'atletica.

sabato 12 aprile 2014

VOLLEY Molinaroli e il PalaBanca saldi a porte... socchiuse


Di solito sono i tifosi che protestano. Nel calcio è capitato non di rado. La curva contestatrice decide di entrare dieci minuti dopo, di non tifare, di srotolare gli strisconi al contrario. Oppure, come è accaduto lo scorso 23 febbraio in Lazio-Sassuolo, ci si dà appuntamento, si paga il biglietto e si riempie lo stadio per contestare il presidente. Ma questo succede nel calcio. La pallavolo si vanta sempre di essere diversa, per cui in fondo non c’è troppo da stupirsi se anche nella protesta, le cose vanno alla rovescia.
    In occasione della terza semifinale dei play off tra Copra Piacenza e Sir Safety Perugia (che ora sono sul 2-1 per gli emiliani nella serie) il presidente della Copra, Guido Molinaroli ha messo in atto la sua fantasiosa protesta contro la Lega, rea di aver costretto la sua squadra a giocare di sabato e per di più nel pomeriggio. E soprattutto di non avere ascoltato la sua protesta.
    In un primo momento Molinaroli aveva annunciato che non avrebbe messo in vendita alcun biglietto: voleva far giocare la partita a porte chiuse. Poi, quando la Lega gli ha ricordato con un comunicato i regolamenti (si gioca a porte chiuse solo se c’è una squalifica o per motivi di ordine pubblico) e fatto presente che si sarebbe rivalsa per le inevitabili azioni legali riferite ai danni procurati, ha virato sulla proposta della semifinale a prezzo di saldo. Alle porte...socchiuse insomma.
    Posto unico a 20€. Ma per chi decide di assecondare la protesta di Molinaroli ed entrare solo quando ci sarà il primo time out tecnico, ovvero una delle due squadre raggiungerà il 12° punto, biglietto a metà prezzo, solo 10€.
    Lo scopo di Molinaroli era quello di mostrare un PalaBanca deserto o quasi alle telecamere della Rai (ma questo, grazie soprattutto ai tifosi umbri, non è successo). Curioso verificare il pensiero del pubblico piacentino: c'è chi se n'è infischiato e chi ha appoggiato l'idea di Molinaroli, non foss'altro che per risparmiare 10 euro a testa di biglietto. Il volley non ci ha fatto una bella figura: chi ignorava la protesta avrà pensato: poca gente per una semifinale, quanto posti vuoti...!
    Molinaroli aveva scritto una specie di lettera aperta ai tifosi, per spiegare le sue ragioni e convincerli a comprendere e condividere la sua “giusta causa”, tesa se non altro a cambiare le regole nella prossima stagione. Peccato che quando ci sono state le riunioni per varare il regolamento, nessuno (e quindi neppure Molinaroli) ha sollevato obiezioni. 

Ma c’è chi è autorizzato a pensare che questo polverone sia anche un segno della lotta più o meno strisciante che serpeggia tra i club, chiamati a scegliersi a breve un nuovo governo. Di sicuro è un siluro che mina nelle fondamenta l’annunciata riforma in discussione con la Fipav e della quale il rispetto delle regole è un fondamentale punto di partenza.

CALCIO L'idea del Porto, ad ogni età il suo sponsor

Curiosando sul sito Sport Business Management è sempre un piacere, perchè viene offerta la possibilità di leggere lo sport in modo diverso e stimolante. 
La notizia che mi ha colpito riguarda l'iniziativa del Porto, la società portoghese di calcio che è stata anche regina di Champions League. 
Domenica scorsa il Porto ha messo una pietra miliare nell'ambito dei rapporti tra sport e sponsorizzazioni. Nella partita di campionato con l'Academica de Coimbra, allo stadio do Dragao, ha inaugurato un modo diverso e rivoluzionario di sponsorizzazione. D'accordo con la MEO, sponsor principale, ha diviso la squadra tra under 25 ed over 25. 

Sulla maglia dei giocatori al di sotto dei 25 anni compariva la scritta Moche, gli altri avevano la scritta MEO. Si tratta di una società che opera nel campo delle telecomunicazioni ed ha voluto attirarel'attenzione di due diverse fasce d'età del pubblico. Idea che offre notevoli spunti e addirittura possibilità di variare le abituali politiche e strategie di sponsorizzazione, e che probabilmente verrà presto imitata da altre società.



La MEO è un'industria di Telecomunicazioni che ha sede a Lisbona. Si occupa di prodotti di telefonia, televisione satellitare e digitale, adsl, internet, fibra ottica.
Si occupa dei canali televisivi di alcuni tra i maggiori club europei: Chelsea, Barcellona, Benfica, Manchester United e Real Madrid. Appartiene a Portugal Telecom ed ha sede a Lisbona.
https://www.youtube.com/watch?v=j3lAikW8D6E