Google+ Badge

sabato 26 luglio 2014

CINEMA Mai così vicini

MAI COSI' VICINI (orig. And so it goes). Regia: Rob Reiner. Interpreti: Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Yaya Alafia. Rob Reiner. Cameo di Frankie Valli

Visto in edizione doppiata in italiano.

Non so perchè Mai così vicini alla fine sia risultato una copia sbiadita di analoghe commedie sentimentali sull'amore e il sesso in età avanzata. Forse perchè in fondo se ne sono già viste tante di storie costruite con questi ingredienti. Anche se la firma di Rob Reiner è in genere una garanzia (e stavolta il regista appare anche in un piccolo ruolo, il tastierista che accompagna la "cantante" Diane Keaton), la pur piacevole commedia resta distante, ad esempio, da Tutto può succedere, (là c'era la coppia Keaton-Nicholson) perchè sembra mancare di mordente, di una sceneggiatura più accurata (eppure la mano è la stessa), scoppiettante, capace di andare in profondità. 
Insomma tutto resta in superficie e la versione ravveduta dell'orco inavvicinabile che poi strada facendo si intenerisce è la milionesima che lo schermo propone.
Se ormai si è fatta l'abitudine a vedere una Diane Keaton musa ammaliatrice con il fascino dell'età, quasi sorprende un Michael Douglas versione nonno, con l'attore tornato sul set dopo la battaglia col male, con i suoi completi color azzurro, le sue cravatte ed un cinismo sgretolabile da un paio d'occhi di bimba che inteneriscono.
Da segnalare, specialmente a chi ha visto il recente Jersey Boys di Clint Eastwood, il cameo di Frankie Valli, il celebre cantante (anche dei Four Seasons) che era pure nella colonna sonora di Grease. Qui è il proprietario del locale dove andrà a cantare la protagonista, che almeno in una scena ci ricorda in modo evidente e gradevole la sua formazione WoodyAlleniana.
Qualche battuta efficace c'è, il film nel complesso è gradevole come un sorso di aranciata ghiacciata in estate. Ma nulla di irresistibile. Da Rob Reiner era lecito attendersi di più e di meglio.


* Ringrazio l'amico Dario che mi ha segnalato un lapsus in cui ero incorso nella fretta della pubblicazione