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giovedì 30 ottobre 2014

VOLLEY SuperLega, Il punto del Corriere dello Sport, 3ª giornata



E' stata una serata decisamente particolare quella vissuta a Piacenza. La storia, triste, amara e surreale è ormai arcinota a chi si interessa alle vicende pallavolistiche. C’è stato un presunto acquirente della società messa in vendita dal presidente Guido Molinaroli che è diventato proprietario senza aver ancora speso un centesimo. Misteri della finanza creativa, o delle truffe, non si sa bene. Ma quel che molti temono si verrà a smascherare nelle prossime ore. Come sempre si parla (o fantastica?) di un’altra cordata dai contorni indefiniti (arabi e russi vanno sempre di moda e fanno scena, accendendo la fantasia dei tifosi). Però man mano che passa il tempo prende invece consistenza l’ipotesi più sgradita: l’abbandono della Copra Piacenza. 
Così i tifosi dei Lupi sono andati al PalaBanca per applaudire i giocatori, far sentire il loro calore, e insultare con una serie di striscioni il fantomatico nuovo proprietario. Ancora una volta a brillare è stata la parte migliore del volley, i giocatori. «Non è facile in queste condizioni - ha ammesso Valerio Vermiglio, capitano azzurro di lungo corso tornato a giocare in Italia dopo una positiva esperienza in Russia - ma noi abbiamo cercato di concentrarci solo sul campo e dare il meglio». Risultato: Verona schiantata senza troppi complimenti. In attesa dell’epilogo di una situazione che non solo il club piacentino dovrà spiegare nei dettagli, se le cose dovessero finire come nessuno vorrebbe e molti temono.
La serata infrasettimanale non ha riservato grande spettacolo sui sei campi. Troppo netto è apparso il divario tra le grandi, che hanno vinto senza nemmeno soffrire un po’, e le squadre di minor cabotaggio, che non sono state in grado di fare miracoli, di opporre adeguata resistenza.
Bello il cammino di Ravenna, un nome che nel volley ha scritto pagine gloriose, e che in punta di piedi, attorno alla figura di Beppe Cormio e non senza dubbi, sta cercando di ritrovare la strada maestra per la gloria. Con meno soldi di un tempo ma con la stessa passione.