Google+ Badge

domenica 30 novembre 2014

CALCIO Torino in versione bianconera: al derby con 5 ex

http://www.corrieredellosport.it/calcio/2014/11/30-386235/Juventus-Torino%2C+i+granata+con+5+ex+bianconeri
Forse anche i tifosi granata più intransigenti si sono ormai abituati a vedere certe cose in maniera diversa. Avere in maglia granata un ex giocatore della Juventus non è più un affronto inaccettabile, a meno che non si tratti di Maresca, a cui oggettivamente era difficile perdonare la celebre esultanza con le dita messe a mo’ di corna sulla testa dopo il gol del pareggio, nel derby del 22 febbraio 2002. 
I tempi cambiano, la crisi morde e non c’è troppo da stupirsi se il presidente Cairo proprio con la Juventus abbia spesso fatto affari. Basta ricordare il caso di Immobile, condiviso tra Juve e Toro prima in campo (e non serve rimarcare quanto la tifoseria granata lo rimpianga) e poi al mercato, con la cessione congiunta al Borussia Dortmund. Insomma, se c’è da rinforzare la squadra e se è possibile trarne vantaggi, sono graditi anche gli scambi con la Juventus. Tant’è vero che il sogno di Ventura è avere Giovinco a gennaio. E se qualcuno aveva dubbi, alla fine l’unica cosa che conta è il rendimento in campo, come ha dimostrato Immobile (che arrivò perfino a rischiare l’espulsione per un fallaccio da dietro sul polpaccio di Tevez). Si dà tutto per la maglia che si indossa, questo deve essere il calcio di oggi.
Fatto sta che il Torino non è mai stato...così bianconero come in questa stagione. Sono addirittura cinque i giocatori della rosa che hanno giocato nella loro carriera almeno una stagione con la maglia della Juventus. I due esterni difensivi Moretti e Molinaro, Nocerino, Amauri e Quagliarella. Sul fronte juventino invece, gli ex sono numericamente tre, ma in realtà sia il terzo portiere Robinho (che con i granata fece un campionato di serie B) che Motta, non sono praticamente mai impiegati. 
Il vero ex è Angelo Ogbonna, cresciuuto proprio nelle giovanili del Toro, con cui poi ha giocato 147 partite, segnando anche un gol. Per lui, ovviamente considerato un “traditore”, tanti fischi nella passata stagione, in occasione dei derby. 
Alla Juve non capita di rado di subire gol ad opera dei suoi ex giocatori, per questo il Torino conta molto sul suo bomber Quagliarella per coltivare quell’inconfessata speranza di fermare la marcia della capolista, che ha vinto gli ultimi sei derby e che non ne perde uno da ben diciannove anni: 9 aprile 1995, 1-2. Ci sarebbe anche Amauri, che però ha segnato solo un gol, in Europa League, e che Ventura terrà inizialmente in panchina, avendolo schierato l’altra sera contro il Bruges. Se Nocerino sta faticando ad ingranare, e il recente infortunio non lo aiuta, sia Moretti che Molinaro stanno dando qualità al Torino. Entrambi arrivarono giovanissimi in una Juventus che non era certo la corazzata attuale. Tutti e due hanno poi vissuto una positiva avventura all’estero: Moretti in Spagna con il Valencia, Molinaro in Germania con lo Stoccarda, prima di tornare in Italia ed approdare sull’altra sponda torinese.



venerdì 28 novembre 2014

ROMA " I fiorentini la fanno meglio...". Firmato Er Monnezza


Nemmeno ar Monnezza cinematografico, (l'indimenticato Tomas Milian) sarebbe piaciuto il modo scelto dal Comune di Roma per fare la raccolta differenziata. In coda potete vedere alcune immagini pubblicate dai quotidiani della Capitale su scene di ordinaria monnezza quotidiana visibili attorno ai cassonetti. Recentemente sono stato a Firenze e ho avuto modo di vedere il diverso stile dei cassonetti scelti per smaltire l'immondizia. Contenitori colorati, ben visibili e cromaticamente chiari, con indicazioni scritte a caratteri visibili anche nel momento in cui si getta la spazzatura. E poi la disposizione, ordinata, quasi a comporre un'opera d'arte urbana, un art of junk sui generis. Ma soprattutto le feritoie dove gettare l'immondizia sono ampie, non buchi attraverso cui far passare a fatica i sacchetti e le bottiglie. Già, le bottiglie. Chi ha scelto questi striminziti cassonetti, dovrebbe spiegare perchè dopo aver tenuto in casa bustoni o secchi pieni di vetro o plastica, poi non si possa semplicemente buttare il sacco, così come è, nel raccoglitore delle bottiglie di plastica? Fino a poche settimane fa qualche cassonetto comodo si trovata, ora solo a cassonetti scomodi: per gettare bottiglie e cose varie, bisogna metterle dentro a una a una, perdendo tempo e magari sporcandosi le mani.
I cassonetti di Firenze
 Va detto che solo ora, con anni di ritardo rispetto a molte città italiane (e almeno un decennio rispetto, ad esempio, alla Francia), Roma si è decisa a varare la raccolta autenticamente differenziata. Almeno si poteva farlo con un minimo di stile, non che l'immondizia sia una grande bellezza, ma da una Capitale ci si aspetta uno spettacolo meno indecente. Insomma, i fiorentini la fanno meglio (la raccolta differenziata)

PS: vorrei  tanto conoscere il quoziente intellettivo di quei cittadini che gettano nei cassonetti della carta e dei giornali, chili di carta e giornali ma senza toglierli dalla busta di plastica in cui li hanno raccolti. Ma se è plastica, brutto idiota, perchè le butti insieme con la carta? Solo perchè il tuo cervello è di carta e quando piove si scioglie scomparendo?





VOLLEY Un'indiscrezione azzurra: Savani tornerà a giocare in Nazionale

 http://www.corrieredellosport.it/volley/2014/11/28-385908/Volley%2C+Savani+pu%C3%B2+tornare+in+Nazionale


La voce sta girando con insistenza. Per appurarne la veridicità al cento per cento bisognerà attendere qualche mese, le nuove convocazioni azzurre del ct della Nazionale di volley, Mauro Berruto. Le voci sussurrano che Cristian Savani può tornare in Nazionale, tornerà a vestire la maglia azzurra che ha lasciato nel 2013, dopo gli Europei conclusi con la medaglia d'argento di Copenaghen. Savani lasciò la Lube Macerata andando a giocare in Cina, nello Shanghai. Poi è passato alla squadra leader del Qatar, l'Al-Rayyan per una breve parentesi, prima di tornare allo Shanghai.
Se le indiscrezioni verranno confermate, magari dopo i no comment o le abituali e rituali smentite, l'Italvolley riavrà in squadra un giocatore che ha scritto pagine importanti nella storia del volley azzurro, e che a 32 anni e dopo un periodo di lontananza dagli stress della pallavolo italiana, potrebbe avere gli stimoli per svolgere ancora un ruolo delicato ed importante nello spogliatoio azzurro, uscito a pezzi dal fallimento mondiale, tre mesi fa in Polonia.

domenica 23 novembre 2014

ROMA L'Improta del sindaco Marino

Al sindaco di Roma, IGNAZIO MARINO, è bastato poco più di un anno per lasciare nella storia della città, un... IMPRO(n)TA* decisamente negativa.


*Guido Improta, assessore alla mobilità del Comune di Roma. Ma il popolino dice che è un assessore all'immobilità, dopo tutte le gabelle che ha ispirato e ispirerà, tartassando economicamente soprattutto gli automobilisti se non verrà estromesso dalla Giunta. 
Sempre il popolino spera che presto possa riciclarsi ad X Factor, presentando la canzone A(non) rrivederci Roma



sabato 22 novembre 2014

COSTUME "Ladri di biciclette" a Bari


Il grande maestro Vittorio De Sica non ci avrebbe fatto un film, ma a Bari sono entrati in azione i "ladri di biciclette" autorizzati. L'ho scoperto in una fotonotizia pubblicata dal Venerdì di Repubblica. C'è la foto di un camion rimozione carico di bici, ree di sostare attaccate a pali della luce, dei segnali stradali, sui marciapiedi. 
Sapendo come vanno le cose in Italia sarei molto curioso di sapere quali sono le soste apposite dove secondo il Codice (che non prevede soste di bici sui marciapiedi) andrebbero lasciate le biciclette. 
Non mi pare di aver visto rastrelliere diffuse, come in Olanda o a Pechino ad esempio. Ma sicuramente ci saranno...
Sarei curioso di sapere se lo stesso zelo viene adottato nella rimozione delle auto parcheggiate in doppia fila e che magari intralciano il traffico assai più di una bici in sosta.
Ho trovato divertente la fase finale della dichiarazione del comandante della Municipale Stefano Donati: "Per chi volesse indietro la sua bicicletta è possibile recarsi al comando della polizia municipale di Japigia dove sono state depositate".
Mi chiedo: come faranno i proprietari a dimostrare che la bici che vogliono riprendersi è la loro, visto che non hanno targa e che per questo motivo non possono essere multate.
Il comandante non lo dice ma riprendendo la bicicletta, si dovrà pagare anche la multa?
Sono sicuro che i miei amici baresi me lo faranno sapere in futuro...


venerdì 21 novembre 2014

CINEMA Interstellar


INTERSTELLAR - Regia: Christopher Nolan. Interpreti: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine

* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

La fantascienza è sovente utilizzata per parlare in realtà di temi molto più terreni e vicini. Interstellar lo fa con una storia complessa (ma non come Inception...) ma indubbiamente molto affascinante, al di là delle verità scientifiche più o meno attendibili. Ma il cinema è cinema, la realtà deve funzionare sullo schermo ma non va presa alla lettera e se si rivela mendace non significa che il film sia necessariamente meno valido.
Lo spettacolo Interstellar funziona e va seguito con attenzione, anche se lo sviluppo del plot è intuibile e le tappe narrative denunciano qualche "buco nero" (per restare in tema). 
Siamo nello spazio ma è la parola a farla da padrona. Sono i sentimenti umani, il coraggio, la viltà, l'amore, il tradimento.
Gli interrogativi che coinvolgono inevitabilmente anche lo spettatore: fino a che punto ci si può spingere per inseguire le proprie passioni, l'ambizione e gli affetti, la speranza e le rinunce. Cosa è giusto fare, quando e per chi. Anche a milioni di chilometri dalla Terra le pulsioni che governano l'animo umano sono identiche. Meglio contare su se stessi allora e sul grande motore che dall'inizio dei giorni esiste: l'amore. Messaggio ottimistico e new age: segui il cuore, l'amore. Ma c'è il Male ed è dura farci i conti. E ogni successo costa sacrificio, dolore, perdite.
 Interstellar incanta nel momento della fruizione perchè troppo alto e affascinante è il messaggio e le riflessioni che suscita, dopo aver catturato lo sguardo e il pensiero con la rappresentazione di un qualcosa di tremendo e lontano. Eppure così presente e vicino. Il rapporto tra padri e figli, eroismo altruistico o piuttosto egoismo che arriva a sacrificare gli affetti familiari?
Un caleidoscopio di emozioni e fantasie che vive nella magia di uno schermo che anche stavolta Christopher Nolan padroneggia da maestro. E forse è meglio non porsi troppe domande sulla veridicità delle teorie espresse, su ciò che accade e del perchè accade. Patrimonio di studiosi ed esperti, non certo del normale spettatore, che ha licenza di farsi incantare, coinvolgere e rapire. Alla fine conta più la suggestione del racconto e delle immagini. Gli stimoli alla discussione che innesca.

ATTENZIONE Leggere i testi a questi link solo se si è visto il film. Leggerli senza averlo visto significherebbe rovinarsi la futura visione. Ma anche leggerli dopo aver visto il film potrebbe essere motivo di rammarico...

http://www.businessinsider.com/interstellar-plot-holes-2014-11

p://www.ilpost.it/2014/11/09/problemi-interstellar/

CINEMA Interstellar

INTERSTELLAR - Regia: Christopher Nolan. Interpreti: Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine

* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

La fantascienza è sovente utilizzata per parlare in realtà di temi molto più terreni e vicini. Interstellar lo fa con una storia complessa (ma non come Inception...) ma indubbiamente molto affascinante, al di là delle verità scientifiche più o meno attendibili. Ma il cinema è cinema, la realtà deve funzionare sullo schermo ma non va presa alla lettera e se si rivela mendace non significa che il film sia necessariamente meno valido.
Lo spettacolo Interstellar funziona e va seguito con attenzione, anche se lo sviluppo del plot è intuibile e le tappe narrative denunciano qualche "buco nero" (per restare in tema). 
Siamo nello spazio ma è la parola a farla da padrona. Sono i sentimenti umani, il coraggio, la viltà, l'amore, il tradimento.
Gli interrogativi che coinvolgono inevitabilmente anche lo spettatore: fino a che punto ci si può spingere per inseguire le proprie passioni, l'ambizione e gli affetti, la speranza e le rinunce. Cosa è giusto fare, quando e per chi. Anche a milioni di chilometri dalla Terra le pulsioni che governano l'animo umano sono identiche. Meglio contare su se stessi allora e sul grande motore che dall'inizio dei giorni esiste: l'amore. Messaggio ottimistico e new age: segui il cuore, l'amore. Ma c'è il Male ed è dura farci i conti. E ogni successo costa sacrificio, dolore, perdite.
 Interstellar incanta nel momento della fruizione perchè troppo alto e affascinante è il messaggio e le riflessioni che suscita, dopo aver catturato lo sguardo e il pensiero con la rappresentazione di un qualcosa di tremendo e lontano. Eppure così presente e vicino. Il rapporto tra padri e figli, eroismo altruistico o piuttosto egoismo che arriva a sacrificare gli affetti familiari?
Un caleidoscopio di emozioni e fantasie che vive nella magia di uno schermo che anche stavolta Christopher Nolan padroneggia da maestro. E forse è meglio non porsi troppe domande sulla veridicità delle teorie espresse, su ciò che accade e del perchè accade. Patrimonio di studiosi ed esperti, non certo del normale spettatore, che ha licenza di farsi incantare, coinvolgere e rapire. Alla fine conta più la suggestione del racconto e delle immagini. Gli stimoli alla discussione che innesca.

ATTENZIONE Leggere i testi a questi link solo se si è visto il film. Leggerli senza averlo visto significherebbe rovinarsi la futura visione. Ma anche leggerli dopo aver visto il film potrebbe essere motivo di rammarico...

http://www.businessinsider.com/interstellar-plot-holes-2014-11

p://www.ilpost.it/2014/11/09/problemi-interstellar/

CINEMA Boyhood

BOYHOOD - Regia: Richard Linklater. Interpreti:  Ellar Coltrane, Patricia Arquette, Ethan Hawke, Loreley Linklater

* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano


Un film lungo dodici anni, con gli attori che crescono e invecchiano. Un progetto particolare e riuscito quello di Richard Linkleter: dal 2002 al 2013 ogni anno il cast che ha aderito all'operazione Boyhood si è ritrovato per recitare scene. Una storia in divenire su una comune famiglia americana. Segue il bambino Ellar Coltrane dai 6 ai 18 anni, dai giochi fanciulleschi tra fratello e sorella all'età del college. Quadretti di vita, ragazzi che crescono con la madre, un padre a distanza, altri "patrigni" occasionali e non durevoli. 

Una madre che fin dalla prima scena chiarisce la sua priorità (i figli). Bambini, ragazzi alle prese con i problemi della loro età in cerca della loro strada, prendendo il possibile dai rapporti familiari, sperimentando, vivendo le curiosità e il proibito dei loro coetanei. La fisionomia che si trasforma, la voce che cambia con lo sviluppo, i fianchi che si ingrossano, i capelli che imbiancano. 
La vita della famiglia Evans scorre, tra piccoli e grandi traumi emotivi, trasferimenti e amicizie perdute.
 E mentre ci viene raccontata attraverso momenti, episodi, brandelli di conversazioni, emerge anche sullo sfondo, che in realtà diventa coprotagonista, la realtà di una certa America sudista, contraddittoria nel culto della religione e delle armi (God & Guns era anche il titolo di un album dei Lynyrd Skynyrd, band fieramente sudista), spesso e volentieri frustrata e ubriacona, quindi violenta.
Padre e figli, nuove famiglie, la ricerca di reciproca conoscenza, una voglia di dare e ricevere affetto e una vita che scivola via tremendamente in fretta.  Boyhood è opera ambiziosa ma semplice, ha la forza delle cose genuine, della verità sfuggente ed intensa, di un tempo che cambia tutto in fretta anche quando sembra passare lentamente. Patricia Arquette ed Ethan Hawke danno spessore e incisività ai loro ruoli e il quadro dipinto è un capolavoro.


CINEMA Due giorni, una notte

DUE GIORNI, UNA NOTTE - Regia: Luc e J.Pierre Dardenne. Interpreti: Marion Cotillard, Olivier Gourmet, Catherine Salée, Fabrizio Rongione.
 * visto in edizione originale, lingua francese, con sottotitoli in italiano.

Si potrebbe definire un "family-horror" dei nostri tempi, la vita agra ai tempi della globalizzazione e dei super manager, della forbice allargata tra imprenditori cinici, sindacati polverizzati, operai soggiogati tra padroni e povertà, regrediti al mors tua vita mea. Una volta si sarebbe definita l'opera dei Dardenne un film impegnato. Impegnatissimo anzi. 
I due giorni e la notte del titolo sono il tempo che l'operaia Marion Cotillard ha per cercare di convincere suoi compagni di lavoro a votare per il suo reintegro in fabbrica, messo sull'altro piatto di una bilancia che offre 1000 euro di bonus a chi resta. Ovvio che 1000 euro facciano comodo a tutti, soprattutto a chi guadagna poco e ha famiglie da mantenere, rate e bollette da pagare. Su questo punto di partenza i Dardenne offrono un campionario di varia umanità, i diversi modi di reagire, si spiegare e motivare un si o un no, spesso condizionato dal marito o dalla moglie.

 Un film asciutto nel raccontare senza indulgenza la via Crucis dell'operaia Sandra, combattuta tra la necessità di battersi e un misto tra pudore, vergogna e comprensione anche delle motivazioni altrui. Sandra alla ricerca del posto perduto ma anche di se stessa, senza rinunciare a quella dignità che i padroni di tutto il mondo contemporaneo calpestano senza scrupoli, incamerando i loro bonus costruiti sulle regole sbagliate e disumane di un mondo in cui pochi decidono e si arricchiscono, lasciando tutti gli altri a lottare per conquistare il bonus di una scarna sopravvivenza. Salvaguardando o calpestando il senso di uguaglianza e comprensione, camminando sul filo di un precario equilibrio tra egoismo e solidarietà. Due giorni e una notte da condividere. Per guardare in faccia un futuro che per molti è presente.

giovedì 20 novembre 2014

CALCIO Il segreto dei fumogeni croati a San Siro

 Si è finalmente scoperto come hanno fatto i tifosi della Nazionale croata di calcio ad introdurre il loro arsenale di fumogeni all'interno dello Stadio Meazza di Milano, in occasione di Italia-Croazia di domenica scorsa.
Pare che la beffa ai danni di chi doveva controllare è stata messa in atto grazie alla soffiate delle frange della tifoseria che durante il campionato riesce a portare di tutto all'interno dello Stadio a San Siro come in quasi tutti gli altri stadi italiani.
Gli inconsapevoli complici sono i bambini, i ragazzi, le ragazze, le famiglie che ancora vanno a vedere la partita solo per divertirsi con il calcio e sfidano le regole del business tentando di portarsi l'acqua da bere.
Presi a controllare e disinnescare tutte le bottigliette di plastica contenenti acqua potabile (nella maggior parte dei casi acqua naturale, ma sono state sequestrate anche bottigliette di acqua addizionata di bollicine, volgarmente nota come acqua gassata) i controllori non hanno potuto ispezionare il pacifico e stiloso contingente di tifoseria croata.
Ma la missione della security ha avuto ugualmente successo perchè all'interno dello stadio è stato possibile vendere l'acqua a peso d'oro. Come in ogni manifestazione, indoor e all'aperto. Ciò che è vietato portare agli spettatori, poi è venduto tranquillamente all'interno.

domenica 16 novembre 2014

ROMA Dark side of the city: Roma al buio nonostante la tassa per i (dis)servizi

Dato che da due giorni il quartiere è ripiombato nel buio, ripropongo, purtroppo, un appunto per l'Acea. Se per caso hanno voglia, una volta finito di spedire a casa cartelle pazze per bollette già pagate (ma c'è a chi è andata peggio, bollette di migliaia di euro assolutamente immotivate), possono attivarsi per evitare di favorire ladri e malviventi di varie etnie, che nel buio lavorano meglio.
***********

Non c'è la musica dei Pink Floyd, nonostante il titolo. E l'unica luce che rischiara è quella del flash della camera fotografica. Nonostante le centinaia di euro che individualmente vengono versate al Comune di Roma alla voce tassa sui servizi (tassa sui disservizi, bisognerebbe chiamarla) ecco come si presenta, tre/quattro giorni su sette via Stresa, a Roma Nord. Strada lasciata al buio per risparmiare dal Comune di Roma come si dice in giro o dimenticata dall'Acea che se ne infischia dei guasti prolungati e a singhiozzo? Non servono commenti. Se non un grazie a quei negozianti che lasciano le luci dei loro esercizi accese che, insieme a quelle private di alcuni palazzi, in certi punti squarciano l'oscurità.
Stessa situazione nelle vie limitrofe: via Montessori, via Sangemini, via Mario Fani e poi LungoTevere della Vittoria fino a Oberdan. E chissà in quanti altri quartieri. Basterebbe almeno far restare acceso un lampione su due per ridurre il vergognoso disagio.













mercoledì 12 novembre 2014

VOLLEY Soverato e Caserta in Tv con l'abito sbagliato

Fortunatamente non sono affetto da daltonismo. Eppure ho faticato a stare incollato davanti alla tv, sintonizzato su RaiSport1, per vedere la partita di A2 femminile tra Volalto Caserta e Volley Soverato. Caserta maglia fucsia scuro, Soverato maglia rossa. Pantaloncini neri per campane e calabresi.
Ora mi chiedo: quante occasioni avranno Caserta e Soverato di giocare davanti alle telecamere della Rai? Nessuno ha pensato che dal divano fronte schermo, oltre che dalle gradinate dell'impianto casertano, le meaglie rosse e le maglie fucsia erano paurosamente simili, perfino fastidiose per gli occhi, rapiti da una marmellata di colore rossastro. Agli arbitri, more solito, non è venuto in mente di far cambiare divisa alla squadra di casa, che probabilmente aveva l'opportunità di farlo. 
Insomma, passano gli anni ma ogni stagione vedere due squadre con maglie dello stesso colore o quasi, è una gaffe ricorrente. O i club delle A2 sono ridotti a giocare con una sola divisa e non possono cambiarla nemmeno se l'avversaria gioca con un colore simile al suo?

 Per far capire bene il tema, ho utilizzato le foto della partita in questione, pubblicate dal Volalto Caserta sulla sua attiva pagina Facebook. Non ho trovato il nome di chi le ha scattate ma se me lo comunica aggiornerò il post scrivendolo. Per ora dunque: foto gentilmente concesse dalla Volalto Caserta, simo5#photo

martedì 11 novembre 2014

VOLLEY Bonitta e quel legame Mondiale che non si scioglie

 http://www.corrieredellosport.it/volley/2014/11/11-383766/Volley+-+Bonitta%3A%C2%ABConfermerei+tutte+le+azzurre%C2%BB


Ecco l'intervista curata con l'amico Pasquale Di Santillo
 
Dalle ultime notti mondiali milanesi è trascorso un mese. L’Italia femminile del volley chiude oggi il suo cerchio iridato, ospite del Premier Renzi a Palazzo Chigi. Un’occasione per ospitare il ct azzurro Marco Bonitta al nostro giornale, come avvenne all’inizio della stagione, quando lanciò Italy 2014 insieme con il capitano Francesca Piccinini.
Stamane a Palazzo Chigi si può considerare l’ultimo atto di un’avventura indimenticabile?
«Sì, è gratificante essere ricevuti dal Premier, di solito capita solo quando si vince qualcosa. Renzi era venuto a trovarci anche a Milano, alla fine dell’allenamento»
Se potesse, cosa chiederebbe alla politica?
«La politica deve avvicinarsi allo sport dandogli risorse. Noi siamo indietro rispetto agli altri Paesi che hanno vicine le istituzioni. Le aziende dovrebbero capire che lo sport è l’unico veicolo pulito dove c’è competitività»
Il presidente del Coni, Malagò, ha ipotizzato una scuola gestita dal Coni per quanto concerne l’attività motoria.
«Magari. Il problema è l’impiantistica sportiva. siamo al terzo mondo, fermi agli anni 60. Non esistono strutture dove potersi allenare. Creandole, poi il resto crescerebbe a pioggia. L’attività motoria a scuola dovrebbe essere di un’ora al giorno»
Cosa pensa di Ghoncheh Ghavami in prigione per il desiderio di vedere una partita di pallavolo?
«Sono indignato, bisognerebbe fare qualcosa di molto forte»
Questo giornale ha ipotizzato lo stop alle partite casalinghe della World League. Che ne pensa?
«Ipotesi fattibile. La Fivb può farlo: ha per obiettivo la massima diffusione della pallavolo e quello che accade in Iran contraddice questa filosofia»
Torniamo ai Mondiali, a caldo parlò di un’esperienza umana e sportiva indimenticabile, da portare sempre con sè.
«Confermo quello che pensai allora, ci sono vittorie che restano invisibili, noi la medaglia non l’abbiamo appesa al collo ma nella nostra testa. Siamo tornati a lottare per la vittoria, con la consapevolezza di avere una squadra con gli attributi giusti e una importante base di forza morale. Siamo arrivati quarti, potevamo finire primi. Nella partita più importante la Cina ha giocato benissimo e noi avevamo un giorno di riposo in meno nelle gambe. E’ stata la prima partita affrontata da favorite e questo ci ha dato una piccola percentuale di pressione in più. Ma abbiamo onorato il “mai mollare” che avevamo scritto sui fogli appesi al muro dello spogliatoio»
Il presidente federale Carlo Magri sarà contento: il boom Mondiale ha fruttato un immediato incremento di tesserati: già 15.000, tra cui 12.000 ragazze e 3.000 ragazzi. Cosa altro ha detto il torneo iridato?
«Siamo stati la migliore squadra dei Mondiali in battuta, mentre in altri fondamentali siamo indietro: in attacco, nel cambio palla. Abbiamo invece ottime capacità nel difendere. In difesa è fondamentale lo spirito di squadra. Anche io sono rimasto sorpreso: non si può mai sapere dove si riesce ad arrivare quando c’è unità, quando c’è la voglia di aiutare la squadra con qualcosa di tuo. Certo, abbiamo sfruttato il fatto di giocare in casa. In futuro dovremo pensare di avere qualcosa in meno di agonismo ma più tecnica»
Una Nazionale diversamente vincente con un quarto posto, in Italia non capita spesso.
«Quei 13.000 del Forum li abbiamo fatti giocare con noi e con noi si sono divertiti. Forse è per questo che ci hanno applaudito anche prima della partita col Brasile, il giorno dopo la sconfitta in semifinale con la Cina. Quando siamo entrati siamo stati accolti da un’ovazione. E’ stata un’emozione forte, mi dà ancora brividi. Riconoscenza. Quando la gente mi ferma per la strada non mi fa i complimenti, mi dice grazie»
Per lei il successo Mondiale ha un sapore ancor più dolce.
«A livello personale è stato un trionfo. Se ripenso alla mia storia, ai momenti anche difficili vissuti, alla diversità di approccio.Sono state le ragazze a farmi capire giorno dopo giorno che questa avventura era da vivere come occasione umana. Forse le donne hanno una sensibilità maggiore per certe cose. E tutto è venuto strada facendo. Ma io non sono cambiato: è solo che reagisco diversamente alle cose, ma senza nessuna fatica. Sono stato sempre sereno, è stato tutto molto bello»
La scelta più difficile?
«La sera che ho dovuto comunicare a Valentina Fiorin l’esclusione dalle 14 è stata la più brutta. Vedevo nei suoi occhi ciò che chiunque avrebbe provato dopo mesi di lavoro nel gruppo azzurro. Per il resto sono sempre stato sereno, le ragazze mi hanno lasciato concentrare senza farmi pesare nulla»
E’ presto per parlarne o ha già un’idea di come ripartire? A Milano si celebrava il Mondiale pensando anche con malinconia che quella Nazionale composta da quelle atlete non l’avremmo più rivista.
«E’ vero. Ma prima di fare convocazioni, parlerò a tu per tu con tutte le giocatrici del gruppo mondiale e ascolterò la loro disponibilità e le loro motivazioni rispetto ad un programma che sarà biennale, Europei e Olimpiade. Sentire tutte, anche le giocatrici sopra i 30 anni, la considero una forma di rispetto. Poi farò le mie scelte, ma è importante parlare con tutte»
In azzurro arriveranno anche giocatrici nuove, giovani emergenti.
«Ci sono atlete che mi stanno stuzzicando, devono avere qualità fisiche, o anche morali. Se si fondono è il massimo. Serve personalità»
Avrà visto le sue azzurre apparire in diverse trasmissioni televisive. Che effetto le ha fatto?
«Ho fatto loro i complimenti, sono state brave e spigliate. Si sono divertite come si divertivano a giocare. Non mi preoccupo certo, anzi sono contento se dovessero avere altre occasioni: possono essere dei personaggi»