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mercoledì 30 settembre 2015

CALCIO Esarmi cardiaci e cautela per Lichtsteiner: il calcio sta cambiando? Brava Juve

Stephan Lichtsteiner: "Al momento non posso giocare. Ci vorrà pazienza"
Attraverso il proprio profilo Facebook Stephan Lichtsteiner parla delle sue condizioni fisiche: "Ciao a tutti, nell'ultimo post sono stato un po' troppo ottimista. Al momento non potrò ancora giocare visto che dovrò superare ulteriori accertamenti medici. Ci vorrà ancora più tempo e pazienza. Ma non vedo l'ora di rientrare in campo! Grazie dei vostri auguri di pronta guarigione! Un abbraccio Steph" sono le parole del terzino svizzero.


Alla vigilia della delicatissima partita di Champions League col Siviglia, in un periodo così difficile per la squadra, non si è avuto il minimo dubbio nel tutelare la salute del giocatore svizzero. Un segnale di sensibilità della Juventus che va sottolineato: la salute dei giocatori deve essere sempre considerata prioritaria, qualunque sia il calendario agonistico. Che sia un'inversione di tendenza in un mondo che è abituato a imbottire i giocatori di medicine pur di consentir loro di giocare? Ce lo auguriamo, non si rischia la salute! Nemmeno per una partita di calcio...

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/02/calcio-qualcuno-corre-troppo-il-lato.html

WORDGAMES Calcio: la Roma non la batte nessuno? No, la Bate il Borisov

Dopo il 5-1 al Carpi, in campionato, si diceva: questa Roma non la ...Bate più nessuno. 
Poi è arrivata la sciagurata Champions League e si è scoperta l'amara realtà. Chi Bate la Roma? Beh, martedì sera il Borisov.

martedì 29 settembre 2015

ATLETICA Il test di Schwazer ecco le immagini... comparate con i Mondiali 2015

Mario De Benedictis, allenatore dello staff che segue il progetto di Alex Schwazer, ha pubblicato un video del test di Tagliacozzo di giovedì 24 settembre 2015

«In luogo dei fotogrammi sfocati che girano sul Web cominciamo ad osservare il gesto nella sua complessità...»

https://www.youtube.com/watch?v=AnIVj9gF7J4

sopra il link del test di Tagliacozzo di Alex Schwazer

https://www.youtube.com/watch?v=0RL5yP7P2j4

https://www.youtube.com/watch?v=zcmux2_0I5U 

https://www.youtube.com/watch?v=LCrOMV4jA_c

sopra i link dei Mondiali di Pechino

BEIJING-2015 MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ (20 Km MARCHA) CAMPEÓN DEL MUNDO/WORLD CHAMPION 

 

IAAF Rule states, "In race walking there should be no visible (to the human eye) loss of contact with the ground." The winning 'walkers' clearly lost contact with the ground. Pity for those who trained for years and were selectively DQd by the 'human eye'. while these 'joggers' were not. Pity for those who did not 'cheat' and could not catch the 'joggers'.

 

Dai commenti pubblicati su Facebook

Alessandro Pezzatini (tecnico dello staff di Alex Schwazer):

  • Alessandro Pezzatini l'impressione di correttezza e naturalezza di un gesto (che da tempo definisco un'aberrazione biomeccanica degna d un contorsionista...) fa pace con tutti i fermo-immagine per adesso pubblicati. Non preoccupatevi, stiamo analiizzando tutto, e comparando tutto. Ma per favore, chi non sa di cosa parla prima si informi un minimo

 

 

 

 

CALCIO 6ª giornata, i distacchi della Juventus dagli obiettivi: -7 dall'Europa League


Io l'ho scritto prima che anche Buffon, saggiamente e realisticamente, lo dicesse pubblicamente. La Juventus ora non può parlare di scudetto. Meglio pensare a tamponare i problemi e cercare di invertire la tendenza. Trovando gioco e punti, con qualche migliore scelta tecnica e qualche infortunio in meno. E magari con un pubblico che riesca ad aiutare la squadra evitando di aggiungerle pressione, in questo momento così difficile, con fischi e contestazioni che fanno solo il gioco... degli avversari.
Sulla strada del realismo, ecco come si presenta la situazione dopo sei giornati di campionato, 1 vittoria, due pareggi, tre sconfitte, 5 s punti, 6 gol fatti, 7 subiti.


La Juventus è al 15° posto
Sulla zona retrocessione  + 2 punti
Dalla zona Europa league presunta   -7 punti
Dal preliminare di Champions   - 8 punti
Dalla zona Champions League  -10 punti
                          

In Champions League: 1ª e 2ª
Al preliminare di Champions League:  3ª
In Europa League: 4ª e vincente Coppa Italia
Preliminari di Europa league: 5ª
Se la vincente della Coppa Italia è giù qualificata, si qualifica al sio posto la 6ª

sabato 26 settembre 2015

ATLETICA Schwazer, Tagliacozzo e un ponte sul futuro


http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/09/atletica-schwazer-dopo-il-test-di.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/09/atletica-donatifelice-di-aver.html


Tagliacozzo, 24 settembre 2015

Anche quando Alex Schwazer tornerà a marciare in una Olimpiade, perchè non ho motivo di dubitare che sappia meritare la convocazione fin dai Giochi di Rio 2016, la giornata di Tagliacozzo (sulla pista intitolata a Luca Poggi, in località Sant'Onofrio) verrà ricordata come uno spartiacque, una rampa di lancio dopo sei mesi di allenamento anomalo e solitario, sulle ciclabili accanto al Tevere, sulle strade romane. Verrà ricordata dal marciatore altoatesino, dal suo staff e da tutti quelli che c'erano e che non hanno voluto perdere l'occasione di assistere ad un evento del tutto anomalo. Non ufficiale, non clandestino, ma importantissimo. Per varie ragioni. Intanto la prestazione, concretizzatasi nonostante le difficoltà, gli inevitabili squilibri dovuto ad un avvio decisamente troppo veloce rispetto a quanto programmato; le raffiche di vento trasversale, la mancanza di giudici e rivali, i suoi tecnici Donati, De Benedictis e Pezzatini dislocati lungo l'anello a dargli i tempi di passaggi, i suggerimenti, l'incitamento. I Magic Runners di Tagliacozzo, una squadra di appassionati di ogni età che hanno sostenuto Alex e dato un contorno appassionato a un test dal quale non si aspettavano soltanto numeri, per quanto positivi e rassicuranti. La giornata di Tagliacozzo ha fornito indicazioni molto significative ed è servita per riproiettare Schwazer in una realtà nuova, dopo tre anni e mezzo di inattività. 
Da un lato ha fornito l'occasione ai denigratori ad oltranza, di riesporre le velenose e scettiche opinioni anti-Schwazer. Ognuno ha il diritto delle sue opinioni, ovvio, ma continuare ad insistere negando l'evidenza di quanto si sta facendo in questo progetto-Schwazer, sembra un esercizio di stile preconcetto, ormai avulso dalla realtà, non solo del presente ma anche del passato. 
Stupisce la reiterazione di un livore peraltro concentrato sul solo atleta, senza un dubbio, senza una riflessione sul caso che fu umano prima ancora che sportivo, ma accaduto non senza complicità di chi istituzionalmente avrebbe dovuto salvaguardare Schwazer, tenendolo lontano da quel doping che, lo sta dimostrando ora che è... meno giovane, nemmeno gli serviva.

Ma proprio perchè parte del mondo esterno non vuole cambiare idea su questo caso, è importante che sia invece cambiato l'atteggiamento di Alex Schwazer, che sta dimostrando la sua forza interiore, un ritrovato equilibrio che gli consente di focalizzarsi solo su se stesso, lasciando che ognuno pensi quel che vuole. E una dialettica smussata, più pacata, che dribbla ogni trappola che rischia di innescare polemiche. Forte della missione che lui e la sua squadra stanno interpretando. Alex ha deciso che inseguire una nuova grandezza agonistica in modo pulito, al di sopra di ogni sospetto, fosse meglio degli antidepressivi. 
Quando percepisco la violenza e l'ottusità con cui si commenta in modo sprezzante il progetto di Schwazer, mi chiedo come mai non si esprime la stessa intransigenza, lo stesso rigore che non sente ragioni nel giudicare personaggi pubblici, politici, dirigenziali, che hanno portato il Paese Italia e tante aziende pubbliche e private alla rovina. O nei confronti di chi evade il fisco, pirta i soldi all'estero in modo illecito per non pagare le tasse. Altro che furbetti... come in modo assai irritante vengono definiti dai giornali politici.
Parlare di marketing e dimenticare tutto il resto, mi pare bizzarro, oltre che offensivo. Certo, è naturale che quando Schwazer tornerà a gareggiare, gli sponsor busseranno di nuovo. Ma intanto il signor Schwazer paga le spese dei controlli ematici (16 in sei mesi finora), i professori D'Ottavio e Ronci lo seguono gratuitamente, come i tecnici Donati, De Benedictis, Pezzatini. Ore, giornate di lavoro che sono frutto della passione per lo sport, che dovrebbero essere prese ad esempio e far riflettere, invece che raccogliere acide critiche. Ma questa naturalmente è solo la mia modesta e personale opinione.
Per ora resta la dimensione di semplicità che la giornata di Tagliacozzo ha rivestito. Una giornata conclusasi a tavola, con un brindisi di vino rosso, dinanzi a bruschettine abruzzesi e taglieri di salumi, prosciutto e ovoline. 

"A questa giornata". Già, il futuro può attendere.

@vistodalbasso





venerdì 25 settembre 2015

ATLETICA Donati:"Felice di aver restituito all'Italia un grande campione"



Tagliacozzo, 24 settembre 2015
 
Sandro Donati ne ha dovute sentire di tutti i colori, quando Alex Schwazer decise di affidare a lui la sua resurrezione agonistica. La scelta migliore per un ragazzo che davvero voleva riproporsi agonisticamente, al di sopra di ogni sospetto. E Donati ha accettato la sfida. Ha ascoltato di tutto, ha sentito commenti che ora faranno provare forte imbarazzo, e magari un filo di vergogna, a chi sosteneva che non avrebbe potuto allenare un marciatore, perchè non l'aveva mai fatto prima. Beh, se Donati doveva essere incapace e sta portando l'altoatesino verso un rientro in grande stile... 
Evidentemente Donati è semplicemente un tecnico a tutto tondo. E molto bravo anche. Nell'atletica non ha più potuto dimostrarlo perchè le sue battaglie al doping gli hanno fatto perdere tutto, fino ad emarginarlo dal suo mondo. Per uno di quegli strani intrecci del destino, proprio un atleta caduto nella tentazione del doping, gli sta offrendo l'occasione di una irresistibile rivincita morale.
Dopo il felicissimo esito del test sui 10 km, nella pista "sconsacrata" di Tagliacozzo (con De Benedictis e Pezzatini dislocati lungo la pista, i Magic Runners abruzzesi a fare il tifo da fuori, con i professori Dario D'Ottavio e Ronci, membri scientifici della squadra Schwazer) Sandro Donati ha espresso la sua soddisfazione, ringraziando il presidente del Coni, Malagò, ed elogiando Alex Schwazer.
"Sottolineo il coraggio di Alex, scegliere questo progetto è stato un atto di intelligenza, che ha colpito anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha colto subito il significato ("Se ha convinto Donati...").  Oggi provo la grande soddisfazione di aver restituito allo sport italiano un grande campione, che sta dimostrando e dimostrerà come davvero non avesse bisogno di niente di illecito per restare al vertice. Il suo caso poteva essere evitato. Tornare è difficilissimo, ma quando lo farà, saprà che l'ha fatto con le sue sole forze. Alex deve riabituarsi a tutto: alle gare, alla pista, ai dubbi, prima di riacquistare fiducia. Alex Schwazer merita rispetto. In allenamento aveva dato sgenali chiarissimi, ma un conto è prevedere, altro è fare. Serviva una verifica del lavoro svolto. Era preparato per essere fresco, anche se la sua partenza troppo veloce ha rischiato di complicare tutto. Quell'avvio sul piede di 1'25", invece che di 1'31" è stato spaventoso: 6 secondi in meno sulla tabella di marcia, in quel momento aveva del lattato che non avrebbe dovuto avere.  Ma come avete visto ha saputo poi superare la fatica e concludere al meglio il suo test".
Ma i 10 km di Tagliacozzo sono già il passato. Prossimo test, sui 20 km, il 4 ottobre, sull'asfalto di Roma: ventimila metri da percorrere nel quartiere Nomentano. Un'altra tappa verso il rientro, la rincorsa continua.

ATLETICA Schwazer dopo il test di Tagliacozzo: "Su di me ci saranno sempre meno dubbi"


 Tagliacozzo, 24 settembre 2015
 Test sui 10 km in pista: 38'02"59 
Suo precedente limite: 38'50"28 del 23 luglio 2011

 "Di dubbi ne avevo tanti, in questi mesi sono migliorato molto. Dopo tre anni e mezzo senza gare non era un problema il marciare da solo.Si trattava di trovare il ritmo giusto. Infatti sono partito troppo forte e la cosa poteva diventare difficile da gestire. Ci tenevo ad andare a tutta, perchè dopo questi tre anni posso dire di essere fortunato. Ho un progetto molto serio e molto bello, non è certo marketing. Avrei potuto smettere, lasciare ed in fondo sarebbe stato perfino normale chiuderla lì. Ho scelto questa strada e sono sicuro che posso fare meglio, dare un messaggio che con il lavoro serio si può fare meglio, ogni giorno di più. Mi potrò togliere tante soddisfazioni e tanti sassolini. Oggi a Tagliacozzo mancavano gli avversari, mancavano i giudici, mancavano...i cinque cerchi. Ho patito un po' a metà test ma mi sono ripreso, volevo scendere sotto il mio personale. E' stata una settimana molto impegnativa, con il professor Donati mi alleno in modo molto completo. Non avevo un obiettivo preciso, ero qui con un gruppo di persone che fanno la loro parte. Voglio crescere piano piano e vedere quanto tempo impiego a tornare ad alto livello. Ero molto motivato, come poche altre volte. In allenamento batto tutti i miei record, è ovvio che in gara è diverso. Ma oggi sono contento, fisicamente e mentalmente. Piuttosto migliorare diventa sempre più difficile. Ma io voglio far bene in ogni gara che farò, c'è il pensiero per la 50 km ma se c'è spazio penso anche alla 20 km. Passo dopo passo". 
Al riguardo Mario De Benedictis, il tecnico che cura la correttezza del gesto tecnico: "Alex non è più un cinquantista, è un grande marciatore, con la M maiuscola, può fare tutto ciò che vuole. La maggiore velocità che ha acquisito non lo limiterà sulla 50 km"
 Il messaggio?
"Il messaggio è dell'intero progetto - ribadisce Alex -  Fatti, solo fatti, i test, i prelievi, i risultati. E comunque oggi era solo un test, una tappa del programma, non mi va di esaltarmi. Dopo cinque km non sentivo più niente. A livello nervoso volevo far vedere quello che avevo fatto finora, in questi mesi (il progetto è nato l'1 aprile)"


Il 5 ottobre sarà al Coni, si decide sulla sua richiesta di sconto, per la squalifica che scadrà il 29 aprile 2016.
"Non mi aspetto niente, il 5 ottobre ora non è nei miei pensieri. Il mio piano A prevede il rientro il 30 aprile 2016. Ho fatto ricorso perchè dopo aver ascoltato i miei avvocati si è deciso che era giusto provare, dato che ho collaborato. Riguardo l'Olimpiade di Rio non sta a me giudicarmi: non sono il presidente della Federazione, non sono il ct. Io voglio solo andare forte"
A questo punto il pensiero va a quando, inevitabilmente, tornerà ad indossare la maglia azzurra, in un ambiente dove non mancarono focolai di ostilità nei confronti della sua persona. Ma anche riguardo a questo Alex professa tranquillità.
 "Penso che la situazione si sia tranquillizzata. Dovrei incontrare presto alcuni compagni di squadra. In quei giorni ero molto nervoso e anche io ho detto qualcosa di troppo. Ma ora basta. Basta con le polemiche. Capisco anche il fastidio di chi si trova a gareggiare con atleti che hanno fatto uso di doping (ma lui si dopò per l'Olimpiade di Londra che poi non fece. Le sue vittorie, fino a prova contraria, sono state pulite ndr), anche io l'ho provato. Ma questo programma è serio, più andremo avanti e meno dubbi ci saranno sul mio conto".   
Sulla sua squadra di allenatori dice: "Penso che posso fare tutto. Marciare bene andando forte. Con Mario De Benedictis ho trovato una buona miscela. Con il professor Donati mi alleno con tanta qualità. Sono un atleta che cresce molto di condizione e questo spaventa un po'. In allenamento faccio un'intensità che non ho mai fatto prima. Non si è visto ancora quello che posso fare davvero. Ho trent'anni ma dico meglio tardi che mai"

venerdì 18 settembre 2015

VOLLEY Ricordando a Ponticelli l'eroe Giancarlo Siani



 https://www.youtube.com/watch?v=2MA36MFRoy8

Una bella foto, il sorriso gioioso di Cristina Chirichella e Antonella Del Core, due delle quattro campane che animano la Nazionale femminile di pallavolo, guidata in panchina dal ct Marco Bonitta (De Gennaro e Tirozzi le altre due). Un'altra foto, con il sorriso breve e perduto di Giancarlo Siani. Sport e società incrociano le loro strade nel week end a Napoli, che ospiterà due amichevoli tra Italia e Germania, che stanno rifinendo la preparazione in vista degli Europei (dal 26 settembre al 4 ottobre in Olanda e Belgio).
Un sorriso per rendere onore ad un eroe napoletano, un giovane giornalista che ha pagato con la vita il suo impegno civile e la sua passione per un mestiere che quando è fatto in un certo modo, in certi luoghi, può essere un lavoro molto pericoloso, drammaticamente rischioso. Il giornalista Giancarlo Siani: ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, alla cui storia è stato dedicato anche un bel film di Marco Risi, intitolato significativamente Fortapàsc

Per il trentennale della sua scomparsa l’Associazione Nazionale Magistrati, in collaborazione con la Fondazione Pol.i.s., l ’Associazione Giancarlo Siani, la FIPAV, il Comitato Regionale Campania e il Comune di Napoli, ha promosso l’iniziativa dal titolo “Un muro contro le mafie”. L’obiettivo è quello di onorare Siani anche come uomo di sport, perchè Siani era un ragazzo che aveva le passioni dei suoi coetanei: la musica, lo sport. Era stato giocatore di pallavolo e poi allenatore a livello giovanile. La sera in cui i camorristi l'hanno ucciso, aveva in tasca il biglietto per il concerto di Vasco Rossi. «Sono molto orgoglioso di poter prendere parte a questa iniziativa. - ha detto Marco Bonitta - Credo che sia uno dei compiti principali dello sport farsi veicolo per promuovere i valori sociali. Ho la certezza che ci saranno tanta persone sugli spalti per onorare la memoria di Siani, perchè eventi come questo creano un forte legame tra la gente e chi scende in campo. Sarà un davvero un bello spot per la pallavolo».
Bene ha fatto l'Associazione Nazionale Magistrati a promuovere questa iniziativa, che contribuirà a far conoscere ai ragazzi di oggi, chi è stato quell'eroico ragazzo di ieri, che combatteva contro la camorra un'eroica battaglia per la legalità. Ripescate in dvd il film di Risi, che Libero De Rienzo interpreta con partecipazione e sobrietà. Senza retorica, è un'opera drammatica e commovente che merita di essere vista, per non dimenticare che anche a Napoli, si può vivere ribellandosi, inseguendo valori lontani da inciuci e connivenze che continuano ad uccidere troppa gioventù.Per non dimenticare il brutale omicidio, il sacrificio di un giovane onesto.


Chi era Giancarlo Siani

https://www.youtube.com/watch?v=fBzGTRtm6Ms

https://www.youtube.com/watch?v=h6ZFwiyo4eg

https://www.youtube.com/watch?v=b6vpjO_Z3z0



Il film  Fortapàsc di Marco Risi, con Libero De Rienzo

https://www.youtube.com/watch?v=fU-_GzeF11Q



ANTIDOPING Gallitelli, l'ex Comandante dell'Arma dei Carabinieri a capo della Nado Italia

Foto GMT (Leonardo Gallitelli e il presidente del Coni Giovanni Malagò)



Il generale Leonardo Gallitelli, il nuovo responsabile della Nado Italia, la struttura Antidoping nata dall’accordo il Coni e Nas dei Carabinieri, si è presentato in punta di piedi, rispettando il copione, ma con una promessa importante: «Fino ad ora è stata lasciata troppa libertà agli atleti? - dice rispondendo a domanda specifica - Se così è, non c’è dubbio: impererà il rigore assoluto». Nativo di Taranto, sposato con due figli, dopo aver trascorso l’infanzia e gli anni della gioventù in Lucania, a Bernalda, nel 1967 inizia la sua carriera militare, che l’ha impegnato per 47 anni, fino alla pensione, raggiunta nel ruolo di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Ora, a 67 anni, con la benedizione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro della salute Lorenzin (come ha ricordato il presidente del Coni, Giovanni Malagò), s’insedia in un ruolo impegnativo e fondamentale per la credibilità del sistema sportivo.
  Esperienza di lungo corso, prudenza verbale, difesa del lavoro svolto da chi c’è stato prima di lui: «La struttura nella quale sono chiamato è efficientissima - ha detto Gallitelli - non la conosco a fondo ma per me è un privilegio poter contare su di essa e con i collaboratori cercheremo di perseguire dei miglioramenti. Opererò nel mondo sportivo che per me e tutti italiani è e deve rappresentare pulizia, passione, impegno e sacrificio. In pochi giorni non ho avuto certo la possibilità di conoscere tutto e nella prima fase il mio obiettivo sarà cercare di capire dove ci sono margini di miglioramento».
Curiosamente proprio un ex carabiniere, il marciatore Alex Schwazer, ha indicato la via migliore per combattere con efficacia il doping, rinunciando alle finestre temporali nei controlli a sorpresa. Oggi il doping si assume in microdosi che sfuggono ai controlli programmati. Nel ricordare quando dolore abbia procurato il caso Schwazer («Anche a livello personale come potete capire») ha spiegato di voler approfondire la vicenda per valutare come intervenire anche con i controlli a sorpresa.
 

   Sottolinea il legame e per certi aspetti l’affinità del nuovo incarico con il suo passato: «Mi è stato proposto un incarico dopo essere stato nell’Arma oltre 47 anni. Uno dei quesiti più pressanti era di trovare un segno continuativo con tutto quello che ho fatto nella mia vita. Un segno c’è nella sostanza: come carabinieri abbiamo contrastato tutti fattori inquinanti della società civile, dal crimine organizzato, alla mafia, alla corruzione. Fattori che condizionano lo sviluppo Paese e non possiamo non definire inquinante il doping nel mondo dello sport. Questo scheletro va ad incidere pesantemente su un’immagine». «Con il generale Gallitelli faremo fare un enorme salto in avanti al nostro mondo e alla credibilità di questa struttura» ha aggiunto Malagò, che ha annunciato il conferimento del Collare d’oro ai Nas, ricordando lo scomparso generale Cosimo Piccinno, con cui l’iter era iniziato - Si va sempre più verso lo sdoganare, tramite persone fuori dal nostro mondo, la responsabilità e l’onere di gestire l’ufficio antidoping».  

http://www.corrieredellosport.it/news/altri-sport/2015/09/18-4143468/struttura_antidoping_gallitelli_promette_rigore/ 

martedì 15 settembre 2015

CALCIO Juventus, M&M e la notte magica di Manchester: 2-1 al City


E' dolce la notte di Manchester con una manciata di M&M, con i gol di Mandzukic e Morata, uno più bello dell'altro. Una Juventus ben diversa da quella vista finora in campionato. Una squadra che ha saputo lottare con coraggio e determinazione, mostrando uno spirito che finora si era visto poco. Non è vero, come ha sostenuto il tecnico del City, Pellegrini, che il Manchester ha dominato e la Juventus ha vinto. Nel primo tempo il City ha avuto occasioni solo in virtù di palle perse dai bianconeri. E Buffon ha iniziato a fare prodigi dopo nemmeno due minuti. Perchè anche stasera è stato SuperGigi a porre le basi per una notte magica. Partita non bella tecnicamente ma assolutamente avvincente ed intensa, con una Juve che ha anche subito ma senza mai scomporsi troppo. Ha incassato l'ingiustizia dell'autogol di Chiellini, a mio avviso da annullare, perchè Kompany abbraccia il livornese in modo inequivocabilmente irregolare. Ma il gol subito non è bastato a spegnere l'ardore di una Juve da battaglia che anzi è riuscita ad imporsi con personalità nella metà campo avversaria. Il gol di Mandzukic è stato frutto di un'azione pregevole: un bel cross di Pogba, il croato che torna indietro di un passo per evitare il fuorigioco e poi riscatta in avanti, giungendo puntuale in spaccata
all'appuntamento con la palla.


Una mossa da attaccante di razza che finora si era visto poco in bianconero. E poi il sorpasso, il 2-1 di Morata (anche lui rinato rispetto all'esibizione con il Chievo): un sinistro a giro a dir poco fantastico, simile ma più complicato del gol realizzato nello scorso campionato a Palermo.
La serata più temuta restiituisce fiducia ed entusiasmo alla Juventus, regalandole importanti certezze. C'è ancora molto da lavorare per recuperare terreno in campionato, ma lo spirito mostrato a Manchester è quello giusto.



Vittoria in Inghilterra dopo 19 anni
Da Manchester a Manchester. Ultima vittoria della Juventus in Inghilterra nel 1996 a Manchester con lo United, gol di Del Piero su rigore (0-1).
https://www.youtube.com/watch?v=nhkYH0NEtPM 

12 anni fa l'ultimo autogol
Ultimo autogol della Juventus in Champions: Tudor nel 2003 in Real Sociedad-Juventus 4-2. Ieri è toccato a Chiellini, ma il suo autogol era da annullare.


VOLLEY Bentornata Sara Anzanello, in campo in B1 dopo il trapianto di fegato

Una bella notizia diffusa dall'Agenzia ANSA in serata
 
NOVARA  - Sara Anzanello, una delle migliori pallavoliste italiane dell'ultimo decennio, a due anni e mezzo dal trapianto di fegato che le ha salvato la vita, torna all'attività agonistica: giocherà nella formazione di B1 della Igor Volley Novara, squadra erede di quell'Asystel con cui ha giocato dal '99 al 2009. La sua vita sportiva era finita nel marzo 2013, quando le venne diagnosticata una forma acuta di epatite mentre era a Baku, in Azerbaigian: in gravi condizioni, venne trasferita in Italia e
sottoposta a trapianto di fegato. La vita era salva, ma la sua attività agonistica sembrava finita. E invece, dopo aver fatto parte dello staff del Club Italia, ora torna a giocare. Un sogno che si avvera: "il volley è sempre il volley - dice l'atleta - è tutta la mia vita". "Sara ritorna a casa - aggiunge suor Giovanna Saporiti, 'anima' della Igor Volley - e averla con noi è una notizia strepitosa".(ANSA).

CALCIO Giannetti (ora al Cagliari) e il momento di gloria con il gol al Manchester City


La sfida di Champions League tra Juventus e Manchester City fa riemergere anche la serata speciale vissuta da Niccolò Giannetti in occasione dell'ultimo confronto con gli inglesi, l'1-1 di Europa League, quando i bianconeri erano allenati da Del Neri. Un bel gol che mandò in vantaggio la Juve, un'emozione indimenticabile per l'oggi 24enne attaccante senese che era giunto a Torino in prestito.
Quella perla è però rimasta un gioiello isolato, qualcosa da ricordare ma alla quale Giannetti (che debuttò in Europa League in Juve-Salisburgo, 0-0) non ha potuto dare un seguito in maglia juventina. In Serie A esordì in Juventus-Bari, con la Primavera bianconera realizzò 9 gol in 17 partite. Le sue stagioni le ha vissute nel Sud Tirol, nel Cittadella, nel Siena, nello Spezia ed ora Niccolò gioca nel Cagliari, in serie B. Nel 4-0 sul Crotone, nella prima giornata, è stata sua la firma del quarto gol dei rossoblu. Il primo gol a colori dopo anni, si potrebbe ironicamente osservare, dato che salvo il Cittadella, tutte le squadre professionistiche in cui aveva militato prima (Siena, Juventus, Spezia) avevano colori sociali bianconeri.

 http://www.calciomercato.com/news/juve-giannetti-come-in-un-sogno-507110

VOLLEY Ravenna piange la scomparsa di Sergio Guerra, vinse 11 scudetti di fila

 La pallavolo italiana piange la scomparsa di Sergio Guerra, semplicemente il più vincente allenatore della pallavolo femminile italiana, in un'epoca in cui il volley era ancora lontano dalla dimensione che avrebbe acquisito in seguito. Un allenatore da Guinness dei primati, perchè la sua Teodora Ravanna vinse undici scudetti consecutivi, oltre alle due Coppe dei Campioni che regalarono all'Italia una dimensione internazionale.
Sergio Guerra aveva 71 anni, era nato a Cesena il 23 aprile del 1944. Intraprese la carriera di allenatore alla fine degli anni 70,  dopo essere stato giocatore e con la presidentessa dell'Olimpia Teodora, Alfa Garavini, formò un binomio unico e vincente. Una squadra, la Teodora, formata da un blocco granitico che variò pochissimo, di anno in anno, solo aggiungendo la straniera che a quei tempi era possibile tesserare. Fu anche ct della Nazionale, portando in azzurro i cinque sesti della Teodora, facendo perno sulla palleggiatrice Manuela Benelli (la foto sotto è tratta dalla pagina FB di Manu). E per l'Italdonne arrivò la prima storica medaglia, il bronzo agli Europei del 1989 in Germania Ovest, dietro i colossi di allora, Urss e Ddr (la Germania Est).
Alla fine di quel fantastico ciclo, Guerra decise di lasciare la pallavolo per dedicarsi alla direzione della struttura sanitaria privata appartenente alla sua famiglia.
Tornò al volley per altri quattro anni quando a Ravenna si provò a ricostruire la squadra: altri due campionati di A1, poi la crisi, la cessione dei diritti, la ripartenza dalla B2 subito coronata dalla promozione in B1. 
Giorni davvero tristi per il volley ravennate, che sabato aveva perso Gianni Pasini, che fu presidente del Messaggero Ravenna, ed ora il fuoriclasse che guidò l'Olimpia Ravenna nella leggenda dello sport italiano.

lunedì 14 settembre 2015

CALCIO Manchester City-Juventus, domani sarà la quinta sfida

Non sono molti i precedenti in Europa tra Manchester City e Juventus, solo quattro partite, nessuna in Coppa Campioni/Champions League. Il bilancio globale recita: una vittoria per parte e due pareggi.

Coppa Uefa 1976-77 (32esimi) 

 Manchester City-Juventus 1-0 Marcatore: Kidd al 44’
  Juventus-Manchester City 2-0 (qualificata la Juventus). 

 Marcatori: Scirea al 36’, Boninsegna al 69’.


Europa League 2010-2011
City e Juve sono nello stesso girone. 

Manchester City-Juventus 1-1. Marcatori: Iaquinta al 10’. Johnson al 37’
Juventus-Manchester City 1-1. Marcatori: Giannetti al 43’, Jo al 77’. Quell’anno la Juventus pareggiò tutte le partite e fu eliminata senza aver mai perso una partita
 



Le prime due partite si giocarono nella stagione che vide la Juventus vinsere il suo primo trofeo in Europa, la Coppa Uefa, nella stagione 1976-77. Era la Juve panzer di Trapattoni, quella con Benetti e Boninsegna prelevati da Milan e Inter dopo lo scudetto incredibilmente perso l’anno prima, a vantaggio del Torino. Pagarono Capello e Anastasi, si costruì una delle più forti Juventus della storia. A malapena si vedeva in tv la Coppa Campioni all’epoca, e nemmeno dai primi turni. Le coppe europee si soffrivano con l’orecchio incollato alla radiolina. Le voci di Ameri, Ciotti, Provenzali, portavano in un mondo in bianco e nero popolato di fantasia, sospiri, gioie e paure vissute senza poter guardare, solo ascoltando. Le inglesi erano tabù o quasi per le nostre ma quell’anno la Juventus eliminò uno dopo l’altro i due Manchester. I celesti del City nel primo turno, i diavoli rossi dello United nel secondo turno. Entrambe le volte perdendo 0-1 in Inghilterra, rimontando a Torino (2-0 contro il City, addirittura 3-0 con lo United). Due vittorie che fecero intuire le qualità internazionali dei bianconeri che poi (dopo aver eliminato Shaktar Donetsk, Magdeburgo e Aek Atene), vinsero la Coppa Uefa piegando in finale l’Atletico Bilbao (1-0 a Torino con gol di Tardelli, 1-2 al San Mames con iniziale rete di Bettega). Altra storia nel duello più recente, in Europa League. Quella volta Tevez giocava con il Manchester (allenato da Mancini) ma all'andata non riuscì a segnare e nel ritorno non giocò. Era la Juve di Del Neri che sarebbe finita al settimo posto in campionato, uscendo dall’Europa League imbattuta ma senza un successo.
  https://www.youtube.com/watch?v=tSZHfkLnbls

30 settembre alle 23:29
MANCHESTER CITY-JUVENTUS 1-1

MANCHESTER CITY (4-3-3): Hart; Boateng (39' s.t. Milner), Kompany, K.Tourè, Zabaleta (1's.t. Boyata); Y.Tourè, Vieira, Barry; Johnson 6.5; Adebayor (28' s.t. Silva), Tevez. (Given, Lescott, De Jong, Silva, Jo). All.: Mancini.

JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Grygera, Chiellini, Bonucci, De Ceglie (27' s.t. Motta); Krasic (30' s.t. Felipe Melo), Marchisio, Sissoko, Martinez (9' s.t. Pepe); Del Piero, Iaquinta. (Storari, Legrottaglie, Giannetti, Lanzafame). All.: Delneri.

ARBITRO: Gonzalez (Spagna). MARCATORI: Iaquinta (J) al 10', Johnson (M) al 37' p.t. AMMONITI: Krasic, Barry, Grygera.


https://www.youtube.com/watch?v=8Afzd933k6E

https://www.youtube.com/watch?v=lP4Axk48pJY
 

Torino, stadio Olimpico - Giovedì 16 dicembre 2010
JUVENTUS - MANCHESTER CITY 1-1 JUVENTUS:  Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Traore (22'st Boniperti); Krasic (11'st Camilleri), Felipe Melo, Sissoko, Pepe; Del Piero, Giannetti (33'st Buchel). A disposizione: Storari, Bonucci, Giandonato, Iaquinta. All. Del Neri.
MANCHESTER CITY: Given; Boateng, Richards, Boyata, Bridge; Wright-Philips, Milner, Vieira, Johnson; Jo, Tchuimeni-Nimely (16'st Zabaleta). A disposizione: Taylor, Kay, Mee, Ibrahim, Chandler, Elabdellaoui. All. Mancini.
ARBITRO: Vad (Ungheria).
MARCATORI: 43'pt Giannetti (J), 32'st Jo (M)


domenica 13 settembre 2015

CALCIO La controfigura Juve, una squadra normale (e per ora mediocre)

Tirare uno sospiro di falso sollievo per un pareggio conquistato a 7 minuti dalla fine (Juventus-Chievo 1-1, rigore realizzato da Dybala) dà la misura di come la Juventus del poker di scudetti consecutivi sia assolutamente sparita. Una Juve liofilizzata dalle scelte di mercato, alcune dei giocatori, altre societarie, probabilmente viziate da una buona dose di presunzione. E così al popolo bianconero sembra di essere tornato indietro di cinque anni, quando la squadra per due campionati non andò oltre il settimo posto, restando fuori dalle coppe europee.
Prima regola: bisognerebbe smettere di parlare di scudetto, perchè con un punto in tre partite e le avversarie già lontanucce, bisogna pensare ad altro e a non ad alimentare utopie. Non solo e non tanto per i 6, 7, 8 punti di distacco dalle presunte aspiranti al tricolore, quanto per il livello davvero mediocre che in campo ha espresso la squadra. 
Parlare di chi non c'è più non serve, ma è chiaro che è stata presunzione pensare che si potessero assorbire come se niente fosse le partenze di Vidal, Tevez e Pirlo (oltre che di Llorente). Aggiungiamo gli infortuni di Khedira e Marchisio (starà fuori un altro mese, piove sul bagnato), la vena inaridita di Pogba che è diventato un giocatore anonimo ed il quadro si complica. Contro il Chievo la formazione schierata a sorpresa da Allegri è apparsa slegata, lenta, priva di un'idea di gioco e dopo il gol subito nei primi minuti, anche tremebonda e spaventata perfino in difesa. E davanti ognuno riteneva di dover risolvere la partita da solo.
E' chiaro che la solidità difensiva su cui la Juve ha costruito i 4 scudetti, era anche figlia di un centrocampo padrone del campo e del gioco. Ora che quel centrocampo non c'è più, anche la difesa si è sfaldata. Dei nuovi arrivati, buon primo tempo di Alex Sandro sulla fascia sinistra (peccato non ci sia più Llorente a poter raccogliere i suoi cross), apprezzabile la volontà di Hernanes. Troppa gente in precarie condizioni fisiche (Marchisio, Morata), incerti perfino Bonucci e Barzagli, molta confusione da Caceres, spaesato Sturaro.  Per fortuna c'è ancora super Buffon che para il parabile e anche qualcosina in più. Davanti si fatica e si tentenna troppo prima di azzardare il tiro, o magari si prova da troppo lontano e senza efficacia. Stupisce un Pogba così modesto ed impacciato, così la scossa arriva da Quadrado, giudicato inabile per la Premier ma che in Serie A sa fare la differenza da solo, anche quando come nella Juve attuale, la sua squadra non ha un gioco.

Il mercato. La Juve era stata elogiata per la tempestività delle scelte: Mandzukic, Zaza, Dybala, Khedira. Si è ridotta agli acquisti last minute con Alex Sandro e Hernanes, così tutto il precampionao estivo non è servito a nulla. E non si capisce perchè Zaza non trovi mai spazio, nemmeno ora che Morata e Mandzukic non sono in forma. Insomma, per questa Juve anche solo qualificarsi per la Champions dell'anno venturo sarà un'impresa difficile. E martedì c'è un esordio in Champions League, a Manchester con il City, che fa tremare e preoccupa.

sabato 12 settembre 2015

VOLLEY Lutto a Ravenna per la scomparsa di Gianni Pasini

La pallavolo è in lutto per la scomparsa di Gianni Pasini, noto imprenditore che era stato tra l'altro Presidente dell'Associazione Industriali di Ravenna e del Messaggero Volley per diversi anni all'inizio degli anni 90. 
Alla signora Graziella e ai figli Gian Luca e Nicola sentite condoglianze.
In particolare Pasquale Di Santillo ed io rivolgiamo da Roma, nel momento di grande dolore, un pensiero di affettuosa vicinanza all'amico Gian Luca, valente firma della Gazzetta dello Sport.

* la foto è stata gentilmente concessa da Fabrizio Zani

CINEMA Taxi, Teheran

TAXI, TEHERANRegia: Jafar Panahi. Interpreti: Jafar Panahi. Iran.

* visto in edizione originale con sottotitoli in italiano

 Qualcosa meno di un vero e proprio film, molto più che un documentario. Il taxi di Jafar Panahi ci porta alla scoperta dell'Iran, ci accompagna per Teheran ma non a scopo turistico. Il regista condannato a non poter fare film dal governo iraniano non è nemmeno lontano parente del tassinaro di Alberto Sordi che guidando per Roma mostrava cartoline turistiche. Eppure qualcosa lo ricorda, anche se dove c'erano personaggi in vista e attori (nella macchina gialla di Sordi), si siedono personaggi comuni della Teheran di oggi e passeggeri familiari che consentono a Panahi di far sentire la voce del dissenso. Senza comizi, semplicemente raccontando la realtà, le tragicamente comiche direttive alle quali devono attenersi le opere cinematografiche per avere l'assenso della censura iraniana. L'avvocato che si batte per i diritti civili che nell'occasione parla della vicenda che arrivò anche in Italia, la ragazza angloiraniana Ghoncheh Ghavami arrestata e a lungo detenuta per aver manifestato contro il divieto, per le donne, di assistere ad eventi sportivi maschili, nei palasport.
La nipotina loquace e pungente, una che se vivesse in Occidente avrebbe un futuro da attrice assicurato.
I passeggeri del taxi parlano, si mostrano, si esprimono facendo capire le anime di un Paese che ha cittadini ben diversi da come li vorrebbe il regime. Non tutti, ma molti, teoricamente identici nei gusti e nelle aspirazioni, ai loro coetanei europei. Basta pensare che in Iran perfino vedere film non autorizzati e distribuiti può costare anni di prigione. Un Iran dalle varie anime, forcaiola assecondando tradizione e dittatura, illuminata dalla parte della cultura e dell'insegnamento. Restano nella memoria l'uomo caduto con il motorino che pensando di essere in punto di morta si preoccupa del futuro della giovane moglie, sapendo come vanno le cose in Iran (e la moglie che superato lo choc iniziale, si attrezza per il futuro).
E il più toccante, l'uomo derubato dal vicino conosciuto e riconosciuto: momenti di cinema che grondano umanità. "Che faccia ha un ladro? Una faccia qualunque..."
Non è che vedendo Taxi possiamo dire di sapere tutto dell'Iran, ovviamente. Ma il coraggioso Panahi una certa idea ce l'ha saputa dare. E gliene siamo grati.