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giovedì 22 ottobre 2015

VOLLEY Giani dall'argento d'Europa alla SuperLega: «Il mio Verona senza paure»

Dagli Europei alla SuperLega che scatta domenica, il volley come sempre tra una stagione e l’altra cambia l’abito in fretta riponendo le Nazionali dell’armadio e rispolverando la passione dei club. Ben cinque degli otto pallavolisti gratificati dei premi individuali a Sofia, più l’azzurro Zaytsev che giocherà ancora nella Dinamo Mosca, saranno tra le stelle della prossima SuperLega. Il palleggiatore Giannelli e lo sloveno Tine Urnaut di Trento, il francese Ngapeth a Modena, il libero francese Grebennikov alla Lube, il centrale bulgaro Yosifov a Latina.
    Sul ponte che porta dall’Europa al campionato d’Italia, nessuno meglio di Andrea Giani, ct dal doppio incarico che nessuno si è spgnato di contestare, per cercare di capire che stagione sarà. Commissario tecnico della sorprendente Slovenia vice campione d’Europa e della Calzedonia Verona, Andrea Giani sta dando un seguito di alto profilo alla sua formidabile e lunghissima carriera pallavolistica vissuta sul campo. Giani allenatore è un entusiasta, sa entrare in sintonia con i suoi giocatori, sa di cosa hanno bisogno, come può cercare di aiutarli. E’ un entusiasta e guarda lontano, predicando la politica della pazienza e dei piccoli passi, nella consapevolezza di quanto sia lungo e difficile il processo di maturazione di un giocatore, di un club, di una nazionale.
Giani, sarà una SuperLega di qualità quest’anno?
«Si. Sarà un campionato bello perchè ci sono squadre forti e situazioni molto interessanti. L’avevo percepito già in estate mentre si stavano formando le squadre. Sono tornati tanti giocatori di un certo spessore. E’ decisamente un buon segno. E credo che anche nelle coppe europee si possa fare qualcosa di meglio delle ultime stagioni»
Le ragioni di questo ritrovato appeal? Sono già tornati i soldi?
«Penso sia merito di una serie di combinazionni. I budget in Italia sono un po’ aumentati, ci sono dei campionati all’estero che non sono poi così ricchi ed in qualche caso non è nemmeno più sicuro che i soldi promessi si incassino. Ci sono campionati che pagano bene ma risultano meno appetibili tecnicamente e un giocatore giovane che vuole crescere, sceglie l’Italia. Noi a Verona ad esempio, siamo strutturati per crescere, Taylor Sander, il nostro americano, aveva offerte consistenti ma è giovane e ha scelto di consolidarsi»
Alla Borsa del volley l’Italia torna a crescere insomma. Il malato è già in via di guarigione?
«Abbiamo fatto tanta strada ma molto è ancora da fare. Bisogna fare in modo che tutte le società diventino virtuose. Poi la Lega potrà investire e fare un grande sforzo, anche a costo di fare scelte radicali, tipo escludere chi non paga. Essere virtuosi non deve essere una vergogna. A Verona abbiamo fatto anche questo lavoro, non abbiamo l’opportunità di pagare tanto, lavoriamo sui giovani, abbassiamo il budget e puntiamo sulla costruzione della società»
Quali sono secondo lei le squadre più forti della SuperLega?
«Non ho un nome secco per lo scudetto. La Lube e Modena sono due top team, forti, molto forti. Dopo direi Perugia, che è una squadra che mi piaxce e ha un allenatire di primissimo livello come Castellani, e Trento che ha dimostrato di saper andare avanti parecchio con il suo sistema. Ha preso Urnaut che è giocatore solido e forte».
Il suo Verona?
«Non dobbiamo assolutamente avere dei limiti, non dobbiamo aver paura di nessuno, siano giovani e con un bel potenziale che non deve farci sentire inferiori a nessuno. Siamo un bel gruppo, più consapevole, ed ho un palleggiatore come Baranowicz che per me è uno dei più forti in assoluto. Ha perso l’azzurro? Beh, ogni allenatore ha la sua visione di gioco.Fa parte delle scelte, io sono contentissimo di avere Michele»
Juantorena è stato l’acquisto boom della Lube, un colpo al cuore dei tifosi trentini.
«Juantorena è uno di quei giocatori tornati a far rivivere il campionato italiano, la Lube poteva spendere e ha fatto bene a prenderlo. Osmany sposta gli equilibri. Agli Europei l’ho visto benissimo»
Ngapeth, genio campione d’Europa che fa sognare Modena.
«Ngapeth è forte forte, a me piace tanto. E’ talentuoso, altro che offensivo. Certe cose le sa fare solo lui, è come un calciatore che sa dribblare. Non trovo nulla di strano, a lui viene tutto facile, altro che mancare di rispetto. Vederlo giocare è un piacere, contro la mia Slovenia ha fatto una partita mostruosa e il volley è spettacolo, lo sport è spettacolo» 
Papi e Zlatanov sono ancora in campo, a Piacenza.
«E’ un piacere vederli ancora giocare, hanno mentalità, spirito, sono grandissimi»
Campionato finalmente più giovane?
«Decisamente si, più giovane e molto equilibrato. E’ in atto un cambio generazionale e mi sembra un segnale importante. Il ricambio è entrato nel vivo ma bisogna avere pazienza perchè i ragazzi devono fare esperienza. Prendiamo Giannelli ad esempio, che ho avuto tre settimane nell’Under 23 azzurra. E’ forte e Rado Stoychev l’ha gestito bene l’anno scorso. Con lui bisognerà avere pazienza, andrà protetto perchè è un palleggiatore e in quel ruolo si matura più tardi, va aiutato a crescere nel modo giusto. In Nazionale ha vissuto una bella esperienza, preziosa»
L’assenza di retrocessioni toglie qualcosa al campionato?
«Direi di no, non toglie niente, a nessuno piace perdere, arrivare agli ultimi posti, la stagione è sempre molto vissuta»
Perchè il movimento pallavolistico fatica a livello mediatico nonostante il suo valore?
«Il movimento tira sempre, bisogna che qualcuno investa a livello mediatico, come fanno altri sport, perchè bisogna rendersi conto che tempi sono cambiati»