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lunedì 28 dicembre 2015

TIRO A VOLO L'ottimismo del presidente Luciano Rossi: «A Rio da primi della classe»

 Sul Corriere dello Sport di lunedì 28-12-2015

 http://www.corrieredellosport.it/news/altri-sport/2015/12/28-7116795/tiro_a_volo_-_luciano_rossi_a_rio_per_confermare_la_scuola_italiana_/
Luciano Rossi è il presidente della Federazione italiana del Tiro a Volo dal 1993 (oltre che vice presidente vicario Issf).
    «Come Italia ci presenteremo a Rio da primi della classe perché abbiamo conquistato più pass olimpici di tutti (nove su dieci, ndr) e i risultati di questo ultimo quadriennio confermano la tradizione della nostra leadership. Abbiamo fatto e faremo il possibile per ottenere il massimo con sacrificio, impegno e serietà. Poi sarà la pedana a decidere. Sicuramente il prodotto italiano (fucili, cartucce, piattelli, i materiali i italiani sono leader e lo saranno anche a Rio) vincerà, speriamo di essere premiati anche dai risultati»
    L’obiettivo?
    «Ci saranno 5 gare, 15 medaglie in palio. Il massimo sarebbe eguagliare Pechino (1 oro e 2 argenti), sarebbe un risultato eccezionale ma l’importante è’ stare con i piedi ben piantati per terra e andare in pedana dando il massimo. Per noi reggere il passo è sempre più complicato. Finora il nostro impegno e la nostra bravura ci hanno sostenuto. Accettiamo serenamente anche la prossima sfida olimpica. L’Olimpiade a Rio sarà un appuntamento storico, affascinante ed esotico, ma anche e soprattutto un momento per ribadire la bontà del modello italiano dell’organizzazione del nostro sport. In un momento di crisi generale del nostro paese, il nostro sport, fondato sui valori tradizionali di noi italiani, sacrificio e qualità, cuore e inventiva, può e deve riportarci all’attenzione che sempre il mondo ci ha riservato. La nostra storia ci impone di dover continuare, il made in Italy è una bandiera che non può essere ammainata. Sarà una sfida affascinante essere competitivi a Rio, pensando anche in prospettiva, a Roma 2024, un obiettivo possibile e neanche così lontano. Ce la faremo».


A livello internazionale il tiro vive un momento particolarmente florido. Ai Giochi di Londra c’erano tiratori di 108 nazioni. Anche per questo il livello di competitività è elevatissimo. È’ cresciuto esponenzialmente il numero delle nazioni che possono vincere.
    Ma il tiro italiano si presenterà forte delle sue certezze e delle sue nove carte olimpiche conquistate sulle dieci possibili, anche se paradossalmente la sua campionessa olimpica del Trap, Jessica Rossi non è ancora qualificata, nonostante quella del Trap femminile sembrava la carta olimpica più scontata. Il sistema di qualificazione olimpica nel tiro a volo prevede infatti che i posti vengano conquistati dal Paese, e che un tiratore che la centra, non può poi prenderne altre. Entrano quini in ballo anche fattori di fortuna e malasorte, come dimostra il fatto che nonostante una serie di piazzamenti, la Rossi non è riuscita a portare a casa Italia una carta per Rio 2016.
    In Brasile è raddoppiato il contingente delle donne, su spinta proprio di Luciano Rossi: due carte a gara. Diana Bacosi e Chiara Cainero hanno vinto la carta olimpica nello skeet. ma ad insidiarle c’è Katiuscia Spada, che ha sparato benissimo nel secondo semestre del 2015.
    Il dt Benelli attenderà le prime gare del nuovo anno per scelte comunque difficili. Nella Fossa c’è la Stanco che ha vinto la carta, la Rossi che non ce l’ha fatta anche se ha ottenuto tanti buoni piazzamenti.
   
    L’Italia ha nove carte, gli Usa 7, la Russia 6, poi britannici 5,  gli Usa sono secondi con 7, la Russia 3° con 6, GBR quarta con 5.

 Tra gli uomini Giovanni Pellielo e Massimo Fabbrizi, medagliati a Londra, hanno centrato la carta e saranno sicuramente in gara a Rio 2016, anche se la carta è per nazione e non ad personam.