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lunedì 29 febbraio 2016

CINEMA Spotlight miglior film, la prima volta di Morricone e Di Caprio

 Di Caprio doveva essere e Di Caprio è stato, premiato con la prima statuetta della sua carriera per un ruolo (in The Revenant) che l'ha impegnato più fisicamente che a livello di recitazione. Primo Oscar anche per il maestro Ennio Morricone (che aveva ricevuto la statuetta alla carriera ma mai quella specifica della sua categoria), che ha musicato il film di Tarantino, The Hateful eight (che meritava anche per la fotografia, ma la nomination non si è tramutata in Oscar)
Con The Revenant ha fatto il bis anche Inarritzu, miglior regia, l'anno scorso premiato per Birdman. Una doppietta ravvicinata che si era verificata solo in altre due occasioni: John Ford vinse nel 1941 e nel 1942 con Furore e Come era verde la mia valle, poi Joseph L.Mankiewicz con Lettera e tre mogli ed Eva contro Eva nel 1950 e nel 1951.
Particolarmente ed eticamente importante il massimo riconoscimento per Spotlight, decisamente il miglior film della stagione cinematografica. Per il giornalismo visto dall'Italia, detto per inciso, una specie di Oscar alla memoria, per ricordare alle future generazioni cosa era il giornalismo e come si lavorava, al servizio della verità e non delle lobby. 
Il premio a Spotlight può solo lasciare il rammarico, ma non le polemiche, per il mancato Oscar di miglior film a The big short, che ha avuto il riconoscimento per la migliore sceneggiatura non originale: è il film che denuncia e spiega in modo semplice, chiaro e geniale le truffe del mondo dell'economia.
Attendendo l'uscita italiana di Room, che ha fruttato il premio di migliore attrice a Brie Larson, si registrano i mancati Oscar a Sylvester Stallone per Creed tra i non protagonisti (dove il Christian Bale di The big Short avrebbe meritato di più), a Star Wars VII. Solo premi tecnici a Mad Max (era in corsa Tom Hardy, anche lui magnifico cattivo non protagonista in The Revenant, uno degli attori dell'anno, presto sugli schermi nel ruolo dei gemelli gangster inglesi).
Inversione di tendenza, a parte il Di Caprio "moribondo" che cammina e grugnisce, nel premiare attori che esprimono sullo schermo un personaggio con disagi (il gia citato Bale) o che si travestono (Eddie Redmayne in Danish girl), spesso garanzia per il premio.


Il film da Oscar ... Visti dal basso

 Il miglior film: Spotlight
 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/02/cinema-spotlight.html

Il miglior attore: Leonardo Di Caprio
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/01/cinema-revenant.html 

La migliore sceneggiatura non originale
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/01/cinema-big-short-la-grande-scommessa.html

Miglior colonna sonora
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/02/cinema-hateful-eight.html 

Miglior canzone
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/11/cinema-spectre.html

 Sam Smith: Writing'on the wall
https://www.youtube.com/watch?v=8jzDnsjYv9A 

I film rimasti senza Oscar...visti dal basso
 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/02/cinema-creed.html
 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/12/cinema-star-wars-episodio-vii-il.html

Tutti gli Oscar 2016

Ecco l'elenco completo dei Premi Oscar 2016
Miglior film
La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto - The Martian
Revenant
Room
Spotlight - VINCITORE

Miglior regia
Adam McKay - La grande scommessa
George Miller - Mad Max: Fury Road
Alejandro Gonzales Inarritu - Revenant - VINCITORE
Lenny Abrahamson - Room
Tom McCarthy - Il caso Spotlight

Miglior attore protagonista
Bryan Cranston - Trumbo
Matt Damon - Sopravvissuto -The Martian
Leonardo DiCaprio - Revenant - VINCITORE
Michael Fassbender - Steve Jobs
Eddie Redmayne - The Danish Girl

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett - Carol
Brie Larson - Room - VINCITRICE
Jennifer Lawrence - Joy
Charlotte Rampling - 45 anni
Saorsie Ronan - Brooklyn

Miglior attore non protagonista
Christian Bale - La grande scommessa
Tom Hardy - Revenant
Mark Rylance - Il ponte delle spie - VINCITORE
Mark Ruffalo - Spotlight
Sylvester Stallone - Creed 

Miglior attrice non protagonista
Jennifer Jason Leigh - The Hateful Eight
Rooney Mara - Carol
Rachel McAdams - Spotlight
Alicia Vikander - The Danish Girl - VINCITRICE
Kate Winslet - Steve Jobs

Miglior sceneggiatura originale
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Spotlight - VINCITORE
Straight Outta Compton 

Miglior sceneggiatura non originale
La grande scommessa - VINCITORE
Brooklyn
Carol
The Martian
Room

Miglior film straniero
El abrazo de la serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Il figlio di Saul (Ungheria) - VINCITORE
Theeb (Giordania)
A War (Danimarca)

Miglior film d'animazione
Anomalisa
Boy and the World
Inside Out  - VINCITORE
Shaun - vita da pecora
Quando c'era Marnie 

Miglior montaggio
La grande scommessa
Mad Max Fury Road - VINCITORE
Revenant
Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza
 
Miglior scenografia
Il ponte delle spie
The Danish Girl
Mad Max: Fury Road - VINCITORE
Sopravvissuto - The Martian
Revenant


Miglior fotografia
Carol
The Hateful Eight
Mad Max Fury Road
Revenant - VINCITORE
Sicario
 
Migliori costumi
Carol
Cenerentola
The Danish Girl
Mad Max Fury Road - VINCITORE
Revenant

Miglior trucco e acconciature
Mad Max: Fury Road - VINCITORE
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant


Migliori effetti speciali
Ex Machina - VINCITORE
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto - The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza


Miglior sonoro
Il ponte delle spie
Mad Max: Fury Road - VINCITORE
Sopravvissuto - The Martian
Revenant
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro
Mad Max: Fury Road - VINCITORE
Sopravvissuto - The Martian
Revenant
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale
Il ponte delle spie
Carol
The Hateful Eight - VINCITORE
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone
Earned It - 50 sfumature di grigio
Manta Ray - Racing Extinction
Simple Song #3 - Youth
Til It Happens To You - The Hunting Ground
Writing's On the Wall - Spectre VINCITORE

Miglior documentario
Amy - ViNCITORE
Cartel Land
The Look of Silence
What Happened, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine's Fight for Freedom

Miglior corto documentario
Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
A Girl in the River: The Price of Forgiveness - VINCITORE
Last Day of Freedom

Miglior cortometraggio
Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok
Stutterer - VINCITORE

Miglior cortometraggio d'animazione
Bear Story - VINCITORE
Prologue
Sanjay's Super Team
We Can't Live without Cosmos
World of Tomorrow

domenica 28 febbraio 2016

CALCIO Juventus-Inter 2-0: Bonucci in gol col portafortuna...Rocchi

Il gol che ha sbloccato Juventus-Inter (2-0) è firmato da Leonardo Bonucci. L'aspetto curioso del secondo gol in campionato del difensore bianconero (l'altro al Verona) è che ad arbitrare c'era Rocchi. Lo stesso direttore di gara della partita Juventus-Roma 3-2 del 2014, risolta allo scadere sempre da Bonucci. Insomma, il fischietto è una specie di talismano per la versione goleador del difensore.
Poi il rigore propiziato e realizzato dal subentrato Morata ha messo al sicuro il risultato. Dopo il secondo tempo col Bayern una conferma incoraggiante e una superiorità sui nerazzurri da ribadire mercoledì a San Sito nella semifinale di ritorno della Coppa Italia (si parte da 3-0). Peccato quella traversa di Hernanes in avvio (palla deviata da Handanovic con la punta delle dita). Purtroppo si è bloccato di nuovo Chiellini, dannato polpaccio. E domani non è detto che non arrivino buone notizie da Fiorentina-Napoli.
https://www.youtube.com/watch?v=zvnmHZnujKg

CINEMA La notte degli Oscar 2016: tutte le nomination


L'Oscar non è sinonimo di qualità ma ogni anno quando arriva la notte degli Oscar, stanotte appunto, il cinema hollywoodiano si mette in tiro e fa passerella sul tappeto rosso. Spotlight e La Grande scommessa sono stati i due film più meritevoli della statuetta, per qualità abbinata ad impegno. Due opere intense, particolari, coraggiose. Ma il favorito è The Revenant, per carità un film ottimamente girato e pensato, ma alla fine piuttosto distaccato dalla realtà, una sorta di delirio di Inarritzu, già vincitore con Birdman l'anno scorso. Curiosamente si vuole a tutti i costi premiato Di Caprio, paradossalmente nel film dove quasi non apre bocca. In ben altre occasioni avrebbe meritato la statuetta. Staremo a vedere cosa porterà la notte degli Oscar 2016, che ha visto in lizza per metà attori britannici.
 

Miglior film
La grande scommessa, Il ponte delle spie, Brooklyn, Mad Max: Fury Road, The Martian, The Revenant , Room, Il caso Spotlight

Miglior regia
Adam McKay, La grande scommessa; George Miller, Mad Max: Fury road; Alejandro Gonzales Iñárritu, The Revenant; Lenny Abrahamson, Room; Tom McCarthy, Il caso Spotlight
Miglior attore protagonista
Bryan Cranston,L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo; Matt Damon, The Martian; Leonardo DiCaprio, The Revenant; Michael Fassbender, Steve Jobs; Eddie Redmayne, The Danish girl
Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett, Carol; Brie Larson, Room; Jennifer Lawrence, Joy; Charlotte Rampling, 45 anni; Saorsie Ronan, Brooklyn
Miglior attore non protagonista
Christian Bale, La grande scommessa; Tom Hardy, The Revenant; Mark Rylance, Il ponte delle spie; Mark Ruffalo, Il caso Spotlight; Sylvester Stallone, Creed
Miglior attrice non protagonista
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight; Rooney Mara, Carol; Rachel McAdams, Il caso Spotlight; Alicia Vikander, The Danish girl; Kate Winslet, Steve Jobs
Miglior sceneggiatura originale
Il ponte delle spie; Ex machina; Inside out; Il caso Spotlight; Straight outta Compton
Miglior sceneggiatura non originale
La grande scommessa; Brooklyn; Carol; Sopravvissuto – The Martian; Room
Miglior film in lingua straniera
El abrazo de la serpiente (Colombia); Mustang (Francia); Il figlio di Saul (Ungheria); Theeb (Giordania); A war (Danimarca)
Miglior montaggio
La grande scommessa; Mad Max: Fury Road; The Revenant; Il caso Spotlight; Star wars: Il risveglio della Forza
Miglior scenografia
Il ponte delle spie, The Danish girl; Mad Max: Fury Road; The Martian; The Revenant
Miglior fotografia
Carol; The Hateful Eight; Mad Max: Fury road; The Revenant; Sicario
Migliori effetti speciali
Ex machina; Mad Max: Fury Road; The Martian; The Revenant 
Star Wars: Il risveglio della Forza
Miglior colonna sonora originale
Il ponte delle spie; Carol; The Hateful Eight; Sicario; Star Wars: Il risveglio della Forza
Miglior canzone
Earned it, 50 sfumature di grigio; Manta Ray, Racing extinction; Simple song #3, Youth; Til it happens to you, The Hunting Ground; Writing’s on the wall, Spectre
Miglior sonoro
Star Wars: il risveglio della Forza; Mad Max: Fury Road; The Revenant; The Martian; Bridges of spies

Miglior montaggio sonoro
Star Wars: Il risveglio della Forza; The Martian; Mad Max: Fury Road; The Revenant; Sicario
Miglior colonna sonora originale
Star Wars: il risveglio della Forza (John Williams); The Hateful Eight (Ennio Morricone); Il ponte delle spie (Thomas Neuman); Sicario (Denis Villeneuve); Carol (Carter Burwell)
Migliori costumi
Carol; Cinderella; The Danish Girl; Mad Max: Fury Road; The Revenant
Miglior trucco e acconciatura
Mad Max: Fury Road; 100 Old; The Revenant
Miglior film d’animazione
Anomalisa; Boy and the world; Inside out; Shaun – vita da pecora; Quando c’era Marnie
Miglior documentario
Amy; Cartel land; The look of silence; What happened, Miss Simone?; Winter of fire: Ukraine’s Fight for Freedom
Miglior cortometraggio
Ave Maria; Day one; Everything will be ok; Shok; Stutterer
Miglior cortometraggio documentario
Body Team 12; Chan, beyond the Lines; Claude Lanzman: Spectres of the Shoah; A Girl in the River: The Price of Forgiveness; Last Day of Freedom
Miglior corto d’animazione
Bear story; Prologue; Sanjay’s super team; We cant’ live without cosmos; World of tommorrow

CALCIO Infantino presidente Fifa anche con il (giusto) voto italiano di Tavecchio

http://sport.sky.it/sport/calcio_estero/2016/02/26/elezioni-fifa-gianni-infantino-nuovo-presidente.html

La Fifa ha cambiato presidente. La nazionalità resta svizzera ma da Blatter a Infantino, il dirigente che si sente italiano al 100%, si spera di aver guadagnato in limpidezza, pulizia e correttezza. Tutte cose che solo il tempo dimostrerà.
Per una volta il voto italiano è stato speso bene e con coraggio. Nessuna gaffe da parte del presidente Tavecchio che non ha praticato lo sport prediletto dagli italiani, salire sul carro dei vincitori. Lui una spinta al carro l'ha data prima, quando anzi sembrava che il favorito dovesse essere un altro, Salman Ebrahim Al-Khalifa, numero 1 del calcio asiatico e sceicco del Bahrein.
Se è vero, come ho letto sulla Gazzetta dello Sport, che il Coni avrebbe voluto che Tavecchio votasse per lo sceicco, il gesto del numero 1 della Federcalcio è ancora più apprezzabile.
Come riporta perfino wikipedia:
la  candidatura di Al Khalifa era stata molto contestata per l'accusa di connivenza col governo nella repressione degli oppositori e in particolare di avere tollerato nel 2011 l'arresto e la tortura degli sportivi dissidenti: «Salman è un disonore per la Fifa», spiego' nell'occasione il portavoce dei dissidenti del Bahrein in Europa, Yusuf Al Hoori. Il candidato del Bahrein ha sempre respinto le accuse, sostenendo che non esiste alcuna prova a supporto delle accuse
Questo non significa che le accuse fossero necessariamente senza fondamento. Bravo quindi a Tavecchio!
Ma perchè il Coni, se è vero quanto ho letto su alcuni giornali, voleva votare lo sceicco nonostante i dubbi e i sospetti così gravi e pesanti? 
Non sarà stato mica per via del voto futuro sulla candidatura olimpica di Roma 2024?
Se così fosse... pazienza. 
Personalmente non credo che un'Olimpiade vada assegnata grazie all'opera di lobbing ma piuttosto, visto che di sport si tratta, per meriti sportivi. Vinca la candidatura più convincente. Se malauguratamente Roma 2024 non dovesse concretizzarsi, purtroppo lo sapremo solo nel settembre 2017. Però sappiamo già una cosa: se vincerà un'altra sede, la colpa (o il merito secondo i punti di vista) sarà anche di Tavecchio. Chi se lo sarebbe mai aspettato?

ROMA Maleducazione o razzismo sul bus 913?

Ci sono autisti dell'Atac, l'azienda del trasporto pubblico romano, che vengono incontro all'utenza, attendono chi rincorre la porta aperta, persone in età che faticano a salire a bordo, chi chiede indicazioni. Ma purtroppo non sono tutti così...

Sabato 27 febbraio, ore 10.20 secondo l'orologio personale. Ultima fermata del 913 (numero di matricola esterno 3087)  in viale Giulio Cesare, direzione piazza Augusto Imperatore. L'autobus è semivuoto. Una coppia di stranieri sui 60 anni, vedendo che il bus non si è fermato alla fermata, chiede lo stop a voce. Attimi di silenzio. I due provano a richiedere di aprire per favore la porta.
Arriva la risposta del conducente: La fermata si prenota prima, non siete capaci?
Con un tono che mi è parso sprezzante e parole dovute alla nazionalità degli stranieri, forse sottintendendo altro...
I due, visibilmente smarriti, sono rimasti in silenzio guardandosi tra loro. Fino a che, bontà sua, l'autista si è degnato di aprire la porta. E la coppia è scesa.

Arrivati al capolinea, l'autista ha lasciato il mezzo ad un collega, aveva finito il turno. Mi sono chiesto se il suo comportamento nei confronti di due persone molto più anziane di lui fosse dovuto a razzismo nei confronti dei due non italiani, o semplice maleducazione, abbinata ad una squallida esibizione di potere. Anche se è indubbiamente vero che il pulsante della fermata va schiacciato prima. Come quello dell'educazione, prima di aprire bocca.

martedì 23 febbraio 2016

CALCIO Juve, rimonta tra orgoglio e rimpianti col Bayern (2-2)


Alla fine del primo tempo, che aveva confermato quanto si paventava, ovvero lo strapotere del Bayern Monaco, maledicevo ancora la superficiale ed evitabile sconfitta di Siviglia che aveva vanificato un primo turno stupendo di Champions League, condannando la Juve al secondo posto e ad un sorteggio malefico, puntualmente concretizzato dall'ex interista Zanetti, che nell'urna aveva regalato il peggior avversario, una delle due grandi favorite per la vittoria. 
Quando nel secondo tempo è arrivato il classico e abituale gol di Robben (li segna sempre così, lo fece anche alla Fiorentina qualche anno fa, sempre il tiro a giro partendo dall'out destro) per il 2-0 dei tedeschi, ho pensato che fosse tutto finito, e ho temuto una goleada.
Forse è per questo che ora sembra quasi che la Juve abbia vinto, invece che pareggiato 2-2, risultato che tuttavia spalanca ugualmente (in teoria) le porte dei quarti al Bayern di Guardiola. Ma il calcio è sport dove spesso accadono cose imprevedibili, Ed è questo che lascia ancora aperta la porta di una folle speranza di qualificazione bianconera. Tutti d'accordo che il Bayern per oltre un'ora ha dominato i bianconeri. 
Ma per andare al riposo in vantaggio ha goduto di due sviste dell'arbitro.
1) un rigore netto per il fallo di mano di Vidal, che ha interrotto un assist di Pogba per Dybala che stava inserendosi (distanza documentata da Mediaset Premium, 4,9 metri), con Arturo che non ha affatto il braccio attaccato al corpo, visto che lo sposta palesemente per smorzare il pallone.
2) Sul gol dello 0-1 c'è Lewandowski in fuorigioco, davanti a Buffon al quale copre la visuale nel momento in cui Muller scocca il tiro.
Non basta. Anche il 2-0 di Robben è clamorosamente irregolare, nato da un'azione fulminea di contropiede nella quale l'arbitro non ha sanzionato l'affondamento di Bonucci ad opera di Lewandowski.
Insomma, se avere palla all'80%, senza i tre errori dell'arbitro Atkinson, non sarebbe bastato ai tedeschi per chiudere la partita, alla luce di quanto la Juve ha saputo fare dopo, ci si può ancora illudere che il discorso qualificazione sia aperto. Bayern strafavorito, ma questa Juve ha il dovere di crederci e provarci.
Guardiola ha parlato di episodi riferendosi ai gol bianconeri, ma proprio guardando gli episodi, è stato il Bayern ad essere stato baciato dalla buona sorte.
Ok, in Champions andrà avanti il Bayern, ma la prestazione finale della Juventus è tranquillizzante per il resto della stagione, tra campionato e Coppa Italia. Tanto timorosa e prudente inizialmente, sicuramente troppo chiusa e rinunciataria in avanti, senza pressing alto, quanto più determinata e audace dopo lo 0-2.
Dybala ha realizzato il suo primo gol in Champions (un gioiellino non certo facile, su assist delizioso di Mandzukic). 
Dalla panchina contributi importanti, complimenti ad Allegri: bravo Hernanes (Marchisio infortunato: preoccupano le sue condizioni), che ha lottato con caparbietà e tecnica. Ottimo l'impatto di Morata, determinante nell'azione del pareggio di Sturaro, in quella stessa porta che l'anno scorso nella semifinale di andata col Real Madrid, lo vide autore di un miracoloso salvataggio difensivo, rivelatosi poi determinante.
Peccato per il gol che si è divorato Cuadrado, perchè la pazza legge del calcio ci ha ricordato che la Juventus avrebbe potuto perfino vincerla questa splendida partita, rimontata dallo 0-2 al 2-2.
E' piaciuto l'orgoglio bianconero, è piaciuta la voglia di non arrendersi della squadra (in cui si è rivisto Mandzukic, di sostanza la sua partita di ex puntiglioso). Chissà se questa rimonta riuscirà a convincere la squadra di Allegri di essere perfino più forte di quel che pensa. Insomma, un 2-2 di cui andar perfino fieri, con licenza di rimpianti. Nonostante la forza esibita dal Bayern allo Juventus Stadium.

CINEMA Spotlight

SPOTLIGHT - Regia: Tom McCarthy. Interpreti: Michel Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Stanley Tucci, Brian d'Arcy James, Billy Crudup.

*visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

Uno dei personaggi del film ad un certo punto dice, in preda all'emozione e alla soddisfazione: «E' per storie come questa che ho fatto il giornalista». Senza giri di parole, Spotlight è un film bellissimo. Asciutto, mai retorico, avvincente nel rendere partecipe lo spettatore di una storia di cui si conosce l'epilogo ma che tiene incollati emotivamente dal primo all'ultimo istante. Una bella prova corale di attori mai sopra le righe, misurati ed incisivi. 
Una storia, anche, di tanti eroi invisibili- I giornalisti che fiutano il caso (magari qualcuno con colpevole ritardo) e che seguendo la pista trascurano tutto il resto della loro vita privata, schierandosi senza compromessi dalla parte dei più deboli.
L'avvocato armeno (uno splendido Stanley Tucci), sepolto nel suo ufficio stracolmo di scartoffie, pochi soldi e generosità senza fine verso le vittime che accoglie, coccola e accudisce. Un eroe di tutti i giorni contrapposto all'avvocato belloccio, tirato a lucido e reso famoso dalle innumerevoli apparizioni in tv. Perchè anche insabbiando e patteggiando casi mostruosi ci si può arricchire. Tutto può diventare fabbrica di soldi.
Le vittime sopravvissute alla droga e al suicidio, che coraggiosamente non vogliono arrendersi.
Un film impegnato, si diceva un tempo. I casi di pedofilia che coinvolsero il clero di Boston (in realtà di tutto il mondo) sono diventati un "peccato" di dominio pubblico.
La vergogna della Chiesa, non sempre innocente, anzi, puntualmente complice nella blanda opera di "rieducazione" e riciclaggio dei ladri d'innocenza. Come la violenza sessuale su ragazzi e ragazze, su bambini, possa conciliarsi con la religione, è mistero mostruoso che nessuno può accettare.
SpotlightThe big short (La grande scommessa): due film da Oscar, due film che nobiliterebbero il discusso valore delle statuette di Hollywood, ormai modellate più sul glamour che sul valore artistico. Entrambe meriterebbero il premio come miglior film, riconoscimento di un cinema d'impegno che continua ad avere una funzione insostituibile nel favorire la presa di coscienza del pubblico su grandi temi. Spotlight indigna e commuove, semplicemente un gran film che acuisce la nostalgia per un giornalismo che almeno in America, sapeva far male.  Altro che le interviste i ginocchio della nostra tv e dei giornali indottrinati dalle cupole politiche e dalla ragion di stato degli affari. 
«E' la stampa bellezza», sibilava Humphrey Bogart al telefono nel finale dell'Ultima minaccia (Deadline - USA). Quando la rotativa vomita le copie del Boston Globe, il pensiero è andato a quei fotogrammi indimenticabili, in bianco e nero.
A proposito, perfino in questo caso il titolo italiano è fuorviante: Spotlight non è un caso, ma il nome di un nucleo giornalistico investigativo del Boston Globe, il giornale che portò alla luce l'enorme scandalo dei preti pedofili.

lunedì 22 febbraio 2016

VOLLEY & BASKET Coppa Italia: al Forum ha stravinto la pallavolo


7 febbraio 2015 Forum di Assago
Finale Coppa Italia volley Modena-Trento 11.200 spettatori

21 febbraio 2015 Forum di Assago
Finale Coppa Italia basket Milano-Avellino 8.010 spettatori*

* fonte Gazzetta dello Sport

VOLLEY Per Latina e Trento bianco e bianco sono due colori diversi e contrastanti

Uffa, che noia dover ancora registrare questi dilettantismi ormai irritanti. Verrebbe voglia di mandare tutti a quel paese, di lasciare al proprio piccolo destino mediatico tutti coloro per i quali non è da questi particolari che si giudica una squadra, una Lega...
Per Latina e Trento il bianco e il bianco sono due colori contrastanti. E non venite a dire che la maglia di Latina non è bianca, perchè termina con una fascia blu che congiunge ai pantaloncini. Nel precedente caso, contro Modena ognuno aveva le sue scuse da tirar fuori. Chissà quale è stata la scusa per questo Latina-Trento, bianco che più bianco non si può, nemmeno con il candeggio?

sabato 20 febbraio 2016

VOLLEY La Fivb ha sbagliato a dare cieca fiducia all'Iran

Alla prima occasione, l'Iran ha dimostrato/confermato di essere inaffidabile quando si parla di donne e sport. Nell'isola di Kish, occasione il beach volley, è stato di nuovo proibito l'accesso al pubblico di sesso femminile. Nessuna è stata arrestata come capitò a Ghoncheh Ghavami, ma lo smacco è stato grande per la Fivb. Dopo il caso dell'angloiraniana e la presa di posizione del resto del mondo, pallavolistico e non, la Fivb era certa di avere ottenuto qualcosa.
Non si capisce che fretta c'era di assegnare all'Iran l'organizzazione di eventi pallavolistici, senza prima avere avuto la certezza che la politica iraniana al riguardo sarebbe effettivamente cambiata. Un anno di sospensione non avrebbe fatto certo male, sarebbe stata una sanzione ancora minima in relazione all'accaduto.
E' anche una questione di rispetto. Mentre l'Italia, ad esempio, si fa ridere dietro perchè copre le statue "nude" durante la visita di Hassad Rohani, presidente iraniano, l'Iran non si cura di continuare a discriminare e offendere il pubblico femminile. Cosa succederà in occasione della prossima World League? Le donne entreranno o ci saranno altri arresti?

venerdì 19 febbraio 2016

OLIMPIADI Roma 2024, un errore il Palazzetto del dossier

Ora che anche alcuni giornali hanno denunciato il vistoso l'errore contenuto nel dossier inviato al Cio sulla candidatura olimpica di Roma 2024, posso parlarne anche su questo blog. Quando è uscita la mappa degli impianti che dovrebbero ospitare l'Olimpiade tra otto anni, è stato inserito il Palazzetto dello Sport di Vitellozzi e Nervi indicandolo come sede per la fase eliminatoria del volley.
Peccato che la Fivb, la federazione internazionale della pallavolo (che non deve valutare i dossier ma che poi dovrà farsi carico dell'organizzazione dello sport, come in ogni Olimpiade) non consideri idoneo il palazzetto nemmeno per i suoi eventi internazionali. Non ci si può giocare la World League, non ci si può giocare il Grand Prix. Non ci si possono più giocare nemmeno le finali delle coppe europee, men che meno la Champions League. Una gaffe clamorosa dunque e senza apparenti spiegazioni. Lo spazio del terreno è troppo piccolo rispetto agli standard olimpici richiesti. La capienza di spettatori è troppo limitata (3600 spettatori). Non ha una sala stampa, spazi di hospitality. Ma se per questi ultimi aspetti si potrebbe ovviare con strutture mobili esterne al palazzetto, per tutto il resto non c'è soluzione. Bastava chiedere alla Federazione, alla Fipav. Possibile che nessuno di Roma 2024 ha informato la Fipav di quanto stava indicando nel dossier per risparmiare questa figuraccia? Era meglio essere "bocciati" dalla Federazione che dal CIO a Losanna (dove ha sede anche la FIVB). Questa mancanza di collegamento va interpretata come un brutto segnale? 

Il Comitato di Roma 2024 fa sapere che...

Il Comitato della candidatura olimpica di Roma 2024 mi ha contattato per dare la sua versione e far sapere che il Palazzetto dello Sport, terzo impianto per il volley è stato richiesto dalla Fivb. 

domenica 14 febbraio 2016

VOLLEY Per le donne blu notte e nero sono colori contrastanti

Blu notte e nero sono due colori notoriamente contrastanti. Complimenti a Foppapedretti Bergamo e Unendo Yamamay Busto Arsizio. E' così che si va in campo, facendosi chiaramente riconoscere. Tanto per fare notizia. Ma ormai nemmeno questa sciatteria fa più notizia quando diventa la regola, l'eccezione di ogni campionato.

P.S. - Però sul rosa del campo staccano bene...

La foto è gentilmente concessa da Fiorenzo Galbiati/Pizzi

MUSICA Il trionfo degli Stadio con "Un giorno mi dirai", il Festival alla carriera

https://it.wikipedia.org/wiki/Stadio_(gruppo_musicale)


L'unica cosa seccante della vittoria degli Stadio al Festival di Sanremo (con il brano Un giorno mi dirai) è che confessando la mia militanza della primissima ora, devo uscire dalla nicchia. In realtà è una "nicchiona" perchè la platea che segue e ama la musica degli Stadio è oceanica ed appassionata, come sa chiunque abbia assistito anche ad uno solo dei loro concerti. Una specie di setta segreta (ma non troppo) composta da gente di ogni età che ama la musica ben suonata, la voce di Gaetano Curreri, i testi delle loro canzoni (nell'ultimo decennio opera notevole di Saverio Grandi), l'aspetto melodico e melodrammatico delle loro ballate sentimentali. Un rock pop? Musica leggera più raffinata? Machissenefrega delle etichette, roba ormai sorpassata e inutile da appiccicare addosso ai musicisti.
Gli Stadio sono stati grandi nonostante il Festival di Sanremo, si può dire oggi ricordando i disastrosi piazzamenti di quasi tutte le loro precedenti partecipazioni, come ricordavano con ironia in ogni loro concerto. Ultimi, penultimi, terz'ultimi, nonostante fior di brani che poi avrebbero riscosso il meritato successo. Destino comune a molti classici della canzone italiana, perchè non sempre si capisce al primo ascolto il valore di un pezzo.
Anno    Categoria    Brano    Piazzamento
1984  Allo stadio    20º
1986  Canzoni alla radio    22º
1999   Lo zaino    5º
2007    Guardami    19º
2016    Un giorno mi dirai    1º

 

La passione per gli Stadio nacque figlia di altre passioni trasversali: Lucio Dalla, i film di Carlo Verdone in cui comparivano loro brani, da Borotalco a Acqua e sapone. Divenni fan di Lucio Dalla prima di molti altri, logico seguire con interesse ogni collaborazione attigua, da Ron agli Stadio appunto.

E poi quella magnifica controcopertina a colori di Stadio, il giornale che si era fuso con il Corriere dello Sport. Non ricordo esattamente che anno fosse, all'alba degli Ottanta, c'era Sergio Neri condirettore e l'edizione verde, Stadio appunto, dedicava ad un tema la controcopertina monotematica, a colori, in tempi in cui i quotidiani erano ancora stampati in bianco e nero. In quella pagina gli Stadio raccontavano di aver preso il nome proprio dalla testata del quotidiano sportivo che a Bologna e in Emilia Romagna era un'istituzione irrinunciabile, come il caffè e la brioche al bar la mattina per colazione. Nel tempo quasi nessuno lo ha ricordato più, per questo quando un paio d'anni fa, in occasione del loro concerto all'Auditorium Conciliazione di Roma, Gaetano Curreri ha raccontato l'episodio, il perchè di quel nome, mi ha fatto particolarmente piacere e le persone a cui lo avevo già raccontato hanno appurato che non dicevo frottole...
Tredici anni fa Gaetano Curreri ebbe un ictus e fu salvato da un medico suo fan che assisteva al concerto. 
Ora è significativo che la band abbia rinunciato ad andare all'Eurovision Song Contest, cedendo il posto a Francesca Michielin: del resto gli Stadio sono stati sempre anche un laboratorio, scritte canzoni per altri artisti (Irene Grandi, Noemi, Patty Pravo), collaborazioni (da Luca Carboni a Vasco Rossi). Grandi nella canzone d'amore, che hanno attraversato anche con testi non banali sul rapporto uomo-donna, ma capaci di cantare temi scottanti (Per la bandiera, sull'attentato-strage di Capaci, dedicata agli uomini della scorta di Falcone e scritta insieme con Francesco Guccini) o campioni dello sport (Pantani, Facchetti e Scirea, Maradona).
Nella loro penultima tournée, quella di Diluvio universale (2009), invitavano i fan a scrivere una frase che testimoniasse cosa era per loro la musica degli Stadio. Beh, per me la loro musica dà colori e sfumature a sentimenti personali e comuni, raccontando romanticamente i risvolti dell'amore e della vita ed avvolgendoli con l'emozione. Come caramelle che scartandole rivelano dei diamanti, per citare il titolo del loro penultimo album in studio. 
Al Festival di Sanremo hanno fatto man bassa di premi, addirittura quattro: il Festival assoluto, le cover (con La sera dei miracoli di Lucio Dalla), la musica (Il premio Lucio Dalla della sala stampa  radio tv web).
Credo fosse sincero lo stupore di ritrovarsi su quel palco vincitori, dopo aver ricevuto un premio anche dalla giuria presieduta da Franz Di Cioccio della PFM. Ma Sanremo non era solo spazzatura? Beh, affronterò il tema in altro post. Diciamo che per una volta il Festival non deve provare imbarazzo: il Festival alla carriera gli Stadio se lo meritavano. Indipendentemente dal fatto che Sanremo rappresenta solo una parte della musica italiana e che è diventato principalmente un contenitore di pubblicità e una trasmissione televisiva. Ma questo non è colpa degli Stadio. E per una volta, con il successo di Un giorno mi dirai, perfino al Festival, i... Conti tornano.

ps: un sabato sera trionfale per il tifoso della Juve appassionato degli Stadio.
Gli Stadio ora sono: Gaetano Curreri (voce), Giovanni Pezzoli (batteria), Andrea Fornili (chitarre, tastiere e programmazioni), Roberto Drovandi (basso, tastiere, programmazioni). Il loro ultimo album, Miss Nostalgia, è uscito venerdì scorso. Album in studio
1982 – Stadio
1984 – La faccia delle donne
1986 – Canzoni alla radio
1989 – Puoi fidarti di me
1991 – Siamo tutti elefanti inventati
1992 – Stabiliamo un contatto
1995 – Di volpi, di vizi e di virtù
1997 – Dammi 5 minuti
2000 – Donne & colori
2002 – Occhi negli occhi
2005 – L'amore volubile
2007 – Parole nel vento
2009 – Diluvio universale
2011 – Diamanti e caramelle
2016 – Miss nostalgia
Album dal vivo
1993 – Stadiomobile Live
2006 – Canzoni per parrucchiere Live Tour
2012 – 30 I nostri anni
Raccolte
1988 – Canzoni alla Stadio
1991 – Canzoni alla Stadio 2
1994 – Acqua e sapone
1996 – Il canto delle pellicole
1998 – Ballate fra il cielo e il mare
2000 – I miti musica
2003 – Storie e geografie
2007 – The Platinum Collection
2011 – I più grandi successi
2012 – Un'ora con Stadio
2013 – Immagini del nostro amore

sabato 13 febbraio 2016

CALCIO Juventus-Napoli 1-0, decide Zaza all'87'



L'HA DECISA LUI, Juventus-Napoli 1-0. 15a vittoria consecutiva, sorpasso, primo posto in classifica. Partita tattica, rare emozioni, risolve il lampo di Zaza, l'amaro lucano dei napoletani stasera, come dice un amico partenopeo. Non è stata una bella partita, come in fondo era abbastanza prevedibile. Il Napoli ha giocato senza timori reverenziali e ha concesso poco alla Juventus in attacco, ma d'altro canto nemmeno l'attacco partenopeo ha combinato granchè. Higuain stava per avere la palla buona nel primo tempo, ma il capolavoro di tempismo di Bonucci, che lo ha anticipato quando la fronte dell'argentino stava aspettando l'impatto imminente col pallone, ha salvato la rete bianconera. Il salvataggio dello stoico Bonucci è stato come un gol! Tragicomico l'infortunio di Bonucci, ko dopo uno scontro frontale con Khedira. Rugani che è subentrato se l'è cavata: gioco pulito ma almeno tre ottimi diagonali rasoterra in ripartenza. Sulle spalle del grande Barzagli il peso della difesa. Ma importante anche il lavoro arretrato di Cuadrado, prezioso nel tamponare la fascia sinistra, spesso micidiale, dei napoletani.
Napoli non ridimensionato ma penso abbia perso un'occasione. La Juventus conquista la quindicesima vittoria consecutiva pur in condizioni d'emergenza (ma il recupero di Khedira è stata una splendida sorpresa-realtà). Vince in una serata in cui ci voleva la prodezza del singolo: ed è arrivato il gol di Zaza, sempre voglioso di far bene appena entra. Ho sempre sostenuto che non andava ceduto, sono doppiamente felice per ciò che fa quando va in campo. Notate bene il suo movimento nell'azione del gol, come, ricevuta palla, si allarga creandosi da solo lo spazio per poter avanzare e calciare in porta. E' una sua caratteristica e, come Quagliarella, la distanza non è mai un problema per lui e non lo scoraggia dal provare il tiro.
Il calcio è fatto anche di episodi e ancora una volta da quando il vento è cambiato in questa stagione, un lampo nel finale ha premiato una Juventus che comunque non ha smesso di crederci, anche nel finale che l'ha vista in affanno a livello fisico. Per la prima volta in questo campionato, Juventus al primo posto. Ma la partita per lo scudetto è apertissima, lo sanno tutti, juventini in primis.

lunedì 8 febbraio 2016

CALCIO I grandi ex di Juve e Napoli. E Altafini divenne core 'ngrato

 






C'è un episodio che è il simbolo della lunga serie di grandi ex, giocatori che hanno indossato sia lamaglia del Napoli che quella della Juventus, in ordine sparso. Campionato 1974-75, decima giornata di ritorno in un torneo a 16 squadre che assehna due punti a partita e non tre come oggi. Juventus prima, Napoli secondo a due punti. Al Comunale, quel 6 aprile, la partita è inchiodata sulla parità, ma all'88° il grande ex da poco in campo (in quella stagione aveva il bel vizietto di segnare subentrando dalla panchina con il numero 13), la risolve segnando il gol sognato dal popolo bianconero ma facendo piangere e infuriare i suoi ex tifosi partenopei. Al San Paolo il giorno dopo, su un cancello, apparve la scritta Josè core 'ngrato.  Grazie anche a quella vittoria, la Juve tenne a bada il Napoli e vinse il campionato con due punti di vantaggio sugli azzurri.
 Non proprio la stessa cosa ma nemmeno gli juventini presero bene, tanti anni dopo, la simulazione di Zalayeta ex bianconero, che in maglia napoletana propiziò un rigore decisivo.
Dino Zoff si mise in luce nel Napoli, ma per vincere scudetti (ben sei) e coppe dovette andare alla Juventus. Il grande Omar Sivori eroe bianconero andò a chiudere la carriera al San Paolo.
Ciro Ferrara, scugnizzo napoletano, arrivò alla Champions in bianconero. Fabio Cannavaro dal Napoli alla Juve via Parma e Inter. E poi ancora Amoruso, Pecchia, Fonseca e Mauro, oggi opinionista di Sky.
Ma non è finita qui: Lippi, Marchesi, Blasi, Damiani, Di Canio, Blasi, Corini, Corradini, Quagliarella, Carmignani, Ametrano, Fusi, Baccin (ma solo nelle giovanili juventine), Padovano, Ranieri (l'attuale tecnico del Leicester capolista della Premier League). Più indietro nel tempo, Vojak e Mihalic.

CINEMA The Hateful Eight

THE HATEFUL EIGHT Regia. Quentin Tarantino. Interpreti: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demián Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum. Musiche: Ennio Morricone. *

* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano.

Lì per lì si ha la sensazione che stavolta Quentin Tarantino (52enne di Knoxville, Tennesse) non si sia superato. Un film meno bello rispetto a Inglourious Basterds e Django Unchained, anche se occorre aggiungere che un film meno riuscito di Tarantino ha sempre molta più qualità di certi presunti "capolavori" di altri registi. In fondo The Hateful Eight, ovvero gli otto pieno d'odio, è un film che sembra scritto come una piece teatrale. Tutto si svolge all'interno, in spazi circoscritti: la diligenza, l'emporio di Minnie, brevemente anche nella stalla dove riposano i cavalli durante la bufera che avvolge la storia.
I personaggi affiorano meno, l'unità di luogo è un ostacolo all'approfondimento e la storia non risulta proprio imprevedibile per lo spettatore più smaliziato, specie chi non ha dimenticato Le iene, il film che rivelò il talento di Tarantino. Ancora una volta si comincia nella neve, con un lungo prologo che rimarrà l'unica parte all'aria aperta ed esposta alle intemperie metereologiche.
In qualche momento delle circa tre ore che dura il film, qualcuno potrà avvertire perfino un filino di noia, che lascia un po' d'amaro in bocca. Scene molto pulp, pistole che fracassano corpi, abbondante fuoriuscita di sangue, facce inquadrate avendo a mente il cinema di Sergio Leone e bei piani sequenza. Tarantino si diverte ancora una volta a rappresentare il suo western, spingendosi ancora a sud e infarcendo la storia con i botta e risposta di neri, confederati, unionisti, banditi. Ignoranza e violenza, orgoglio e pregiudizi, che gli anni non hanno cancellato del tutto, nell'America selvaggia di allora e di oggi (e non solo lì). Non c'è innocenza, la verità è un'ipotesi da passare al setaccio della bugia, brutale o romantica che sia.
Ma una volta digerito, ripensandoci, il film riguadagna terreno e considerazione e non sfigura di certo nella filmografia di Quentin, The Hateful Eight risulta affascinante, sia pure confinato in uno stanzone. Il pulp-western in una stanza. Un affresco violento, disperato e senza speranza: come piace a Quentin e al suo pubblico.

  La chitarra rotta era...

http://www.ilpost.it/2016/02/06/the-hateful-eight-chitarra/ 

CALCIO 24ª giornata Juventus, a Frosinone la 14ª vittoria (ma Chiellini va ko)


Una Juventus poco brillante fa comunque il pieno a Frosinone, imponendosi per 2-0, esattamente come era accaduto nell'anno della serie B. Allora doppietta di Zalayeta, stavolta soffertissime reti di Cuadrado al 73' (su cross inventato da Alex Sandro, rasoterra arretrato) e allo scadere di Dybala (che ha colpito pure un palo), su assist di Morata che non è stato egoista (avrebbe anche potuto concludere direttamente lui a rete). L'aspetto fortemente negativo è costituito dall'infortunio di Chiellini, che ora perderà sia il duello diretto col Napoli (se non decisivo sicuramente importantissimo più per la Juve che per il Napoli: se Higuain & C. dovesse andare a +5 sarebbero dolori...) che la partita di Champions League con il Bayern Monaco. Un grosso problema, che unito agli infortuni di Khedira e Mandzukic, rischia di far riaffiorare i fantasmi di inizio stagione. 
Del resto Chiellini perse per infortunio anche la finale di Champions League con il Barcellona. Il polpaccio è infido, come sanno bene gli appassionati che si ostinano a voler giocare a pallone anche ad una certa età. Nel finale debutto in serie A di Andrea Favilli, 19enne pisano in prestito dal Livorno, attaccante.

http://www.corrieredellosport.it/live/classifica-serie-a.html

La posizione


Dopo 24 giornate la Juventus è al secondo posto, a 2 punti dalla capolista Napoli, con 54 punti frutto di 17 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte,  45 gol segnati, 15 subiti


La Juventus è al 2° posto  

 Sulla zona Europa League presunta  +10

Sul preliminare di Champions  +8 punti
Dalla zona Champions League  0 punti
Dal primo posto -2 punti  


N.B: - In Champions League: 1ª e 2ª
Al preliminare di Champions League:  3ª
In Europa League: 4ª e vincente Coppa Italia
Preliminari di Europa league: 5ª
Se la vincente della Coppa Italia è giù qualificata, si qualifica al suo posto la 6ª

domenica 7 febbraio 2016

VOLLEY Il colmo della Coppa Italia? Un ct italiano con...7 stranieri

Il colmo della Del Monte Coppa Italia 2016 di pallavolo? Beh, semplice: il ct azzurro Gianlorenzo Blengini punito con il cartellino rosso perchè la sua Lube nel finale di tie-break della semifinale con Trento, ha mandato in campo troppi stranieri. Cinque per l'esattezza, quando il regolamento ne consente al massimo quattro (e non sono pochi). Podrascanin dalla panchina al campo per sostituire Cester. Errore fatale, anche se la stessa Lube se n'è accorta quando però era troppo tardi ed il cambio era stato registrato. Così Trento ha avuto in regalo il punto del 14-10.
L'aspetto curioso, per non dire altro, è che la squadra allenata dal ct della Nazionale italiana è la squadra che ha il maggior numero di stranieri. Anche se di nazionalità sportiva, ora sia il cubano Juantorena che il serbo Miljkovic, sono considerati italiani. Insomma, pur avendo due stranieri italianizzati che concorrono a rispettare la quota indigena del 3 su 7, la Lube nel momento topico della sua breve Coppa Italia ha commesso l'errore: una Lube che con Podrascanin sarebbe stata squadra con sette stranieri di nascita. Roba da fare invidia... all'Inter.
Tenendo anche conto della confidenza storica dei giocatori della Lube con la malasorte (e toccando ferro ovviamente), a me il dubbio che la squadra sia stata costruita rischiando troppo (sotto il punto di vista della legge sugli italiani in campo) è venuto. 
E non tocco il tasto del Juantorena spremuto eccessivamente e pericolosamente, tra club e Nazionale, perchè il ct Blengini sa bene che si viaggia verso l'Olimpiade e non è il caso di arrivarci con uno dei nostri fenomeni a corto di benzina.

In alto Gianlorenzo Blengini. Sopra Podrascanin in attacco, Accanto un acrobatico tentativo di salvataggio dello statunitense Christenson, palleggiatore della Lube.
 Foto Fiorenzo Galbiati e Fabrizio Zani /Lega Pallavolo

venerdì 5 febbraio 2016

CINEMA Creed

CREED Regia: Ryan Croogler. Interpreti: Michael B.Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson.

"Sylvester Stallone può anche invecchiare, ma Rocky no, non dovrebbero farcelo vedere vecchio, Rocky non può morire!"

Ha ragione questo giovane fan del pugile più famoso della storia del cinema. Fa effetto vedere Rocky avanzare nella vecchiaia, nella sua Philadelphia, indossare i panni e il cappello di un personaggio amato come pochi altri. La saga dimostra di essere una miniera praticamente inesauribile: finché c'è Stallone, c'è anche Rocky. 
La storia stavolta lo vede all'angolo, ovviamente riluttante prima e convinto appassionato poi, del figlio "nascosto" del suo grande rivale e amico Apollo Creed.
Storia esile, scontata, eppure coinvolgente per chi a Rocky è rimasto affezionato come ad un parente, testimone dallo schermo degli anni della gioventù. Stallone è bravo e regge la parte con grande dignità ed efficacia, incisivo e commovente nella sua malinconia recitazione sotto traccia, quasi dimessa. Peccato che i personaggi non siano stati approfonditi e motivati meglio, che la storia d'amore del giovane Creed tutto sommato aggiunge poco e sembra appiccicata solo per mettere un personaggio femminile.
Per questo film Stallone ha meritato la nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista. Il film è onesto, regala quanto promette, nulla di meno, nulla di più. I fan di Rocky non resteranno delusi, anche se, è perfino inutile sottolinearlo, il modo in cui è rappresentato l'incontro finale di boxe, è insopportabilmente irreale. Con quelle guardie basse, quelle scariche di colpi che indurrebbero qualunque arbitro a porre fine immediatamente al match. Ma nei film di Rocky i match sono sempre stati così...











VOLLEY Maria Clara & Carol sorelle di gravidanza su iVolley n°127

http://www.ivolleymagazine.it/ivolley_n.127/index.html

http://www.ivolleymagazine.it/allegato.php?id=300

giovedì 4 febbraio 2016

EDICOLA WEB Usa, Europa, Finanza: Pertini l'aveva predetto

 http://scenarieconomici.it/pertini-lue-ha-il-solo-scopo-di-fare-delleuropa-occidentale-il-campo-di-sfruttamento-della-finanza-americana/

Un interessante testo postato dell'avvocato Marco Mori sul sito scenari economici.it 
 

VISTO DA...GAETA L'Europa al servizio della Case automobilistiche inquinanti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/03/smog-il-parlamento-europeo-raddoppia-i-limiti-di-emissione-per-le-auto-verdi-regalo-alla-merkel-e-alle-lobby/2431039/

Vi ricordate lo scandalo della truffa delle emissioni nocive di alcune marche di automobili? Il Parlamento europeo ha risolto tutto, raddoppiando i limiti.... e la truffa non esiste più. Parafrasando la celebre e citatissima frase del Marchese del Grillo: «Noi case automibilistiche siamo Noi, e voi non siete un c....o».
Roberto Gaeta

http://www.ilsole24ore.com/speciali/emissioni_auto/emissioni_auto_emissioni_tipologia_opel_benzina.shtml 

Commento del signor Lorenzo Natale:
«è proprio vero che i politici ormai sono solo i camerieri delle multinazionali e della finanza...»

CALCIO 23ª giornata, Juve opaca ma azzecca il 13 (e perde i pezzi)





 La tredicesima vittoria consecutiva della Juventus, 1-0 sul Genoa, è la meno brillante di tutte. Il gol di Cuadrado nel derby col Toro avviò la rimonta, il gol propiziato da Cuadrado stasera consente il record (una vittoria in più della serie record della Juve di Conte) e soprattutto di non perdere terreno nei confronti della capolista Napoli, a due giornate dallo scontro diretto. Juventus poco brillante, anche se Zaza, appena subentrato a Morata, avrebbe potuto chiuderla sul 2-0 nella fase iniziale del secondo tempo. Ma ha calciato tra le braccia di Perin in uscita la più ghiotta delle palle gol.
I tre punti sono la nota positiva. Gli infortuni di Caceres (l'uruguagio è uscito dal campo in barella, piangendo, lesione al tendine d'Achille ricadendo da uno stacco aereo*) ed Evra preoccupano (Caceres è stato inserito in lista Champions escludendo Padoin e se Martin sta fuori a lungo sarà una doppia assenza pesante). E poi l'espulsione di Zaza, con inevitabile squalifica (se prende due giornate non ci sarà contro il Napoli, lasciando a disposizione di Allegri, mancando in attacco anche Mandzukic, solo Dybala e Morata. Decisamente il periodo peggior per farsi cacciare. Nel modo peggiore: si apprezza la voglia di giocare e far bene di Simone Zaza, ma qualcuno gli spieghi che non può entrare da dietro in scivolata con quella foga su ogni pallone vagante, anche nei pressi delle linee laterali. Certe ingenuità (ma la parola adatta sarebbe un'altra) si pagano a caro prezzo.

*http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/juve/2016/02/04-8185727/juventus_caceres_confermata_la_lesione_al_tendine_dachille/


La posizione


Dopo 23 giornate la Juventus è al secondo posto, a 2 punti dalla capolista Napoli, con 51 punti frutto di 16 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte,  43 gol segnati, 15 subiti


La Juventus è al 2° posto  

 Sulla zona Europa League presunta  +10

Sul preliminare di Champions  +6 punti
Dalla zona Champions League  0 punti
Dal primo posto -2 punti  


N.B: - In Champions League: 1ª e 2ª
Al preliminare di Champions League:  3ª
In Europa League: 4ª e vincente Coppa Italia
Preliminari di Europa league: 5ª
Se la vincente della Coppa Italia è giù qualificata, si qualifica al suo posto la 6ª


Serie A
Classifica
#
Squadra
PG
V
P
S
GF
GS
DG
PT
1
23
16
5
2
52
19
33
53
2
23
16
3
4
43
15
28
51
3
23
14
3
6
41
22
19
45
4
23
13
5
5
27
17
10
44
5
23
11
8
4
42
25
17
41
6
23
11
6
6
34
25
9
39
7
23
8
9
6
26
26
0
33
8
23
9
6
8
29
32
-3
33
9
23
9
5
9
29
32
-3
32
10
23
9
2
12
27
30
-3
29
11
23
7
7
9
29
30
-1
28
12
23
7
6
10
27
31
-4
27
13
23
7
6
10
23
27
-4
27
14
23
7
5
11
20
36
-16
26
15
23
7
4
12
24
37
-13
25
16
23
6
6
11
24
28
-4
24
17
23
6
6
11
35
41
-6
24
18
23
4
7
12
22
39
-17
19
19
23
5
4
14
24
48
-24
19
20
23
1
11
11
16
34
-18
14