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lunedì 16 ottobre 2017

VOLLEY La pallavolo italiana sbarcherà a Taiwan nel 2018?



Per ora è solo un sogno, una suggestione un'idea nata ai margini della presentazione della sponsorizzazione eccellente ottenuta dalla Top Club Latina, abbinatasi a Taiwan Excellence, aprendo le porte della SuperLega ad una sponsorizzazione straniera. Taiwan ha scelto l'Italia per mettere il naso fuori dai confini e diffondere il suo nome nello sport, in Italia e a Latina. L'a.d. Massimo Righi ha fatto balenare l'idea che nel 2018 l'Open day della SuperLega, una partita della prima giornata, o la Supercoppa, possano svolgersi in Oriente, a Taiwan appunto. Un po' come è avvenuto spesso nel calcio con la supercoppa. La sponsorizzazione è un accordo di notevole valore per ciò che può rappresentare, l'interesse a Taiwan è considerevole, come dimostrano le 122.000 persone che hanno seguito la diretta su Faceboo, della prima partita di campionato tra Taiwan Excellence Latina e Calzedonia Verona.

VOLLEY Giani continua a stupire, dalla Germania alla Revivre Milano

Impareggiabile Andrea Giani. Agli Europei è stato il ct della rivelazione Germania, che dopo aver sconfitto l'Italia nella gara d'apertura, è arrivato a giocarsi la finale, cogliendo la medaglia d'argento.
Tornato sulla panchina di club, in SuperLega con la Revivre Milano, ha iniziato il campionato col botto, andando nientemeno che ad espugnare il fortino PalaTrento. Un sontuoso 3-2 alla Diatec Trentino è stato il colpo della prima giornata. Da tradizione una delle grandi nei primi turni di campionato ci lascia le penne: stavolta è toccato alla formazione di Lorenzetti. E pensare che nella scorsa stagione soltanto la Lube poi scudettata era riuscita a vincere a Trento, che ha perso per la prima volta con Milano dopo sei successi e non è riuscita a timbrare il cartellino della 500ª vittoria.
 
«Siamo stati bravi - ha detto Andrea Giani - e abbiamo avuto la lucidità nel portare a casa questa vittoria su un campo quasi impossibile da battere. Un buon primo passo in Regular Season anche se il lavoro da fare è ancora molto. Nonostante il successo il bicchiere non è completamente pieno: abbiamo sofferto nel secondo e quarto parziale e se non fosse stato per la fiammata di Nimir nel terzo set forse le cose sarebbero andate diversamente. Sono comunque contento della vittoria, e bravi ai ragazzi per la pazienza e la lucidità avuta anche nel tie break. Ho scelto di partire con Galassi nel quinto per innalzare il nostro livello di gioco e la mossa è stata vincente. Molto bravo lui a essere determinante in attacco in situazioni non semplici, brava a tutta la squadra a rimanere sempre unita». 
Aggiunge Riccardo Sbertoli: «L’abbiamo fatta grossa questa sera. Sono contentissimo per aver iniziato così la Regular Season, vincendo in un palazzetto praticamente inespugnabile. E’ il risultato del lavoro di squadra e della tenacia di tutti quanti; c’era tensione in campo, ma era quella tensione positiva in cui tutti volevano dare il massimo su ogni pallone. Abbiamo impostato bene la partita, siamo riusciti a metterli in difficoltà, reagendo nei momenti in cui Trento ha fatto vedere ottime giocate. Abbiamo avuto pazienza e siamo riusciti a vincere. Nimir ha fatto la differenza nel terzo set: bravo lui per quella serie di battute, ma anche bravi noi a rigiocare le palle break che ci tornavano. Bene poi nel tie break , dove siamo usciti con determinazione nella seconda fase del parziale».

sabato 14 ottobre 2017

VOLLEY SuperLega al via, parla Massimo Righi a.d. della Lega Pallavolo

Foto LegaPallavolo/Zani
Alla vigilia della SuperLega 2017-2018 che scatta domani, abbiamo chiesto a Massimo Righi, amministratore delegato dalla Lega Pallavolo Serie A maschile, di fare il punto sulla stagione che verrà. Un campionato che presenta novità e che si ripromette di confermare la bontà della via intrapresa, con il blocco delle retrocessioni ed un criterio diverso di ammissione. Confesso che avevo inizialmente qualche perplessità, considerando la mentalità italiana, in un torneo che non fosse condito con il sale della paura di retrocedere, con il pathos della lotta per la salvezza. Invece la pallavolo, il pubblico del volley, ha dimostrato di avere caratteristiche diverse, di seguire lo spettacolo in quanto tale, a prescindere perfino dalla classifica. Tuffarsi nel futuro con una SuperLega così concepita è stato dunque un atto di coraggio a cui va riconosciuta lungimiranza ed efficacia.
Allora,  Massimo Righi, che SuperLega sarà?
Il campionato che sta partendo sarà caratterizzato dal ritorno non solo di fuoriclasse come Bruno e Sander, ma anche quello di uno degli allenatori più vincenti della storia della pallavolo italiana, Rado Stoytchev. Insieme ai tanti campioni Olimpici, del Mondo ed Europei già presenti nella nostra Lega, saranno sicuramente in grado di elevare ancora di più il già altissimo livello tecnico.
Sulla qualità dunque note positive e promettenti. Riguardo al resto ci saranno novità?
Anche quest'anno avremo numerose novità da proporre ai nostri appassionati agli sponsor e ai media. Sia in SuperLega che in Serie A2. In SuperLega doteremo gli arbitri di radio microfoni così da consentire un confronto tra loro veloce, senza inutili e lunche cerimonie: si parleranno tra loro. Elimineremo le palette dei cambi sostituendole con un più moderno e veloce tablet tramite il quale i Club potranno fare le sostituzioni, ma anche chiamare i time out e le chiamate del Video Check, il tutto a beneficio dell’eliminazione dei tempi morti. A tal proposito, dopo avere eliminato negli ultimi anni i time out tecnici, stiamo studiando altre soluzioni tese a limitare il più possibile i tempi morti, in particolare sulla ripresa del gioco (in occasione della battuta) e sulle chiamate del Video Check.
La novità della formula della Coppa Italia si è già vista: ingresso progressivo nel tabellone, un po' come si fa nel calcio, con gara secca. Consente a tutti di partecipare e non più solo alle prime otto del girone di andata di regular season. E la Serie A2?
 
Abbiamo una nuova Serie A2 con 23 squadre partecipanti con una formula innovativa. Una prima fase a  due gironi e una seconda con una divisione invece in tre pool, oltre a play off per la promozione e per la retrocessione. In questa maniera, ragionevolmente, riteniamo che tutti giocatori italiani che vorranno confrontarsi con l'alto livello avranno la possibilità di farlo e di poter crescere in un contesto molto competitivo quale è il sia il campionato di SuperLega che quello di Serie A2.
La Nazionale ha vissuto una brutta estate, amarissima World League, amari Europei con consolazione finale grazie al bel secondo posto ottenuto nella Grand Champions Cup in Giappone, che si poteva perfino vincere.
La Nazionale merita un discorso a parte, e personalmente ritengo comunque soddisfacente il percorso di questa estate che ci ha visto protagonisti, con alti e bassi. L’importante è che siano frutto di una programmazione che pensa ai campionati mondiali del 2018 in Italia.
Ci sono state polemiche per quanto riguarda gli impianti di gioco di alcune società di SuiperLega. Può spiegare e chiarire come è andata?
Le quattro società che al momento dell'iscrizione al campionato non avevano i requisiti della capienza minima richiesta pari a 2400 spettatori e valida per i prossimi due anni (Vibo Valentia, Castellana Grotte, Sora e Latina), hanno provveduto alla data del 30 settembre a dotarsi di impianti idonei o hanno effettuato le opere necessarie ai propri Palasport per renderli rispettosi della capienza minima richiesta. Siamo consapevoli che sia stato uno sforzo molto importante e per certi versi doloroso per le nostre società che hanno in due casi dovuto lasciare il proprio territorio per trasferirsi in ambiti comunque di più ampio respiro rispetto ai propri e con impianti di assoluto rilievo. Abbiamo sempre pensato che il successo di un campionato e quindi di una SuperLega come la nostra debba passare attraverso una impiantistica di livello che consenta la possibilità di ospitare un numero importante e significativo di spettatori così da poter offrire sia al pubblico dal vivo ma soprattutto alla grande platea televisiva (che anche quest'anno sarà raccontata sul canale di Rai Sport, dalla nostra piattaforma Lega Volley Channel e soprattutto in oltre 50 emittenti televisive mondiali) i valori e lo spettacolo della nostro campionato
Cosa potrà scaturire dalla Volleyball League Association (VLA), dall'Associazione delle Leghe europee di pallavolo appena nata?
Ogni volta ci domandiamo se il nostro è il miglior campionato del mondo. Oggettivamente non saprei come rispondere, certamente è quello più competitivo e meglio organizzato, e questo posso anche confermarlo dopo i numerosi incontri che ho avuto negli ultimi mesi con alcune Leghe europee con le quali abbiamo fondato la Volleyball League Association (VLA). Siamo rispettati e considerati in assoluto il miglior campionato del mondo.
Lo scopo principale della VLA non è organizzare una Champions League ma sviluppare le singole leghe nazionali e i loro Club, cercare di mantenere e sviluppare ulteriormente il valore economico dei campionati, di concordare con le federazioni le modalità di convocazione degli atleti, avendo a cuore anche e soprattutto la tutela della salute dei giocatori. Ovviamente sedersi al tavolo degli enti internazionali con il quale discutere di calendari e infine tutto ciò che può essere propedeutico allo sviluppo della pallavolo per migliorare il gradimento del pubblico e ad un maggior coinvolgimento degli sponsor.
La VLA è attualmente rappresentata da Philippe Boone (Presidente Lega Pallavolo Belga) e Diego Mosna (Presidente Onorario Lega di Pallavolo Serie A Italiana)
 La Lega Pallavolo si propone anche come una sorta di consulente attivo per le sue società. Che servizi offrite ai club, può fare qualche esempio?
Ghost Visit (visite fantasma): un nostro fornitore acquista due biglietti per una partita di campionato ed effettuano un’analisi della qualità dei servizi offerti dal Club: indicazioni stradali, promozione evento, modalità di acquisto dei biglietti, customer care, procedure di ingresso all’impianto, percorso al posto assegnato, merchandising, food & beverage, servizi igienici, atmosfera interna durante la partita, animazione pre gara, deflusso impianto post evento. Quindi redigono un report che condividiamo e  successivamente andiamo ad incontrare ogni singola società, informandola dei loro punti di forza e delle aree da migliorare.
-          Sport Radar: è un nostro advisor con il quale dall’anno scorso incontriamo tutti gli atleti e i tecnici della prima squadra e facciamo opera di prevenzione contro il fenomeno delle scommesse sportive. Non ti sarà sfuggito che due atleti, uno di Serie A2, sono stati squalificati 7 mesi per avere scommesso sul risultato di partite di pallavolo. Non hanno “venduto” la partita, ma solo scommesso, fatto vietato che porta alla squalifica.

   Cartella Sanitaria: abbiamo elaborato una  nuova cartella sanitaria per ciascun atleta. Fin qui nulla di nuovo, se non che è la prima in Europa ad essere tutta on line. Inoltre un supporto nei rapporti  con la FIPAV, CEV e FIVB.  Attività giovanili: atleti ma soprattutto dirigenti ed allenatori “da” settore giovanile

C'è qualcosa che invece non vi soddisfa nel momento di cominciare la stagione?
A dire il vero si, c'è. La nota dolente riguarda l'impossibilità di orgfanizzare VolleyLand. A causa degli elevati costi e della mancanza di compagni di viaggio…

giovedì 12 ottobre 2017

VOLLEY Sylla: «Felice sia finito l'incubo doping»

Miriam Sylla non si è dopata*

“Sono felice - ha detto Miriam Sylla - Ho vissuto un incubo e sono felice che sia finito. Ora ho solo voglia di tornare ad allenarmi con la mia squadra, di entrare a far parte del nuovo gruppo, aiutarlo a crescere e crescere con le mie compagne. Ho bisogno del campo: mi metto a disposizione della squadra e proverò a fare subito la mia parte. Non dimenticherò però mai questa esperienza…
Ringrazio la Fipav per il sostegno e il Volley Bergamo che non ha mai avuto dubbi su di me ed è stato paziente”.


LA FIPAV - «Questa è una bellissima notizia - l ha detto il presidente della Fipav, Bruno Cattaneo - sin dal primo momento la Federazione e la Foppapedretti Bergamo hanno creduto alla buona fede dell’atleta che ci aveva assicurato di non aver assunto alcuna sostanza dopante. La nostra tesi sulla contaminazione alimentare si è rivelata fondata e così adesso finalmente Miriam potrà tornare in campo. Questa vicenda certamente lascia tanto amaro in bocca: prima dell’Europeo la Nazionale Italiana ha infatti perso una giocatrice importante e soprattutto a Sylla è stata tolta ingiustamente la possibilità di partecipare alla competizione, finendo oltretutto sotto la lente d’ingrandimento dei media per un qualcosa che non aveva fatto. La Federazione Italiana Pallavolo è da sempre in prima linea nella lotta al doping, ma vicende come queste devono essere d’insegnamento per evitare che in futuro possano ripetersi casi analoghi».

* Curiosa la tempistica con cui si è appresa la bella notizia riguardante l'innocenza di Miriam Sylla. Pubblicata  dai media 48 ore prima della comunicazione Fivb.
Strano, curioso rapporto tra il mondo della pallavolo e l'informazione in differita. La nuova moda...


http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/10/volley-revocata-la-sospensione-per.html

 (http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/09/volley-doping-nel-menu-sylla.html)

mercoledì 11 ottobre 2017

VOLLEY Sylla innocente, cibo cinese colpevole

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/10/volley-revocata-la-sospensione-per.html

Aspettando la comunicazione ufficiale di quanto già si è saputo ieri, è opportuno sottolineare l'innocenza di Miriam Sylla riguardo l'accusa di essersi dopata (clenbuterolo la sostanza incriminata, trovata in minima quantità nelle sue urine al controllo eseguito in occasione della finale del Grand Prix, a Nanchino).
Devo ammettere che inizialmente, a caldo, non ero certo che si potesse avallare la tesi della contaminazione alimentare. Ma quando mi è tornato in mente l'episodio di cui potete leggere 
 (http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/09/volley-doping-nel-menu-sylla.html)

 riferito agli Europei di atletica del 1990, così come le ammissioni della stessa Wada (l'agenzia mondiale dell'antidoping) riguardo le sofisticazioni alimentari diffuse in certi Paesi, a cominciare dalla Cina, quella che poteva sembrare una scusa, è diventata ipotesi plausibile. E quando anche la giocatrice della Serbia, Ana Antonijevic, è risultata positiva allo stesso modo, i dubbi sono diventati certezze.
Inevitabile considerazione: si potrà continuare ad assegnare manifestazioni a Paesi che non garantiscono cibi "puliti"? Come possono difendersi gli atleti da questi rischi? Torneremo a vedere le squadre viaggiare con quintali di cibarie al seguito?
Prevenire è quasi impossibile in certi Paesi, ma è certo che questo doppio caso deve indurre gli organismi sportivi internazionali, in questo caso la Fivb, a fare tutto il possibile per non esporre gli atleti al rischio doping involontario.

Sarebbe il caso di scusarsi pubblicamente e ufficialmente con Ana e con Miriam. Invece come spesso capita, si mette alla gogna il presunto colpevole e si liquida la provata innocenza quasi nascondendola, per risparmiarsi critiche.
Intanto le due pallavoliste hanno perso gli Europei, hanno vissuto un mese terribile a livello umano e professionale. Non pensate che la Fivb (che scelse l'hotel), o l'albergo stesso o i fornitori del cibo (bovini gonfiati prima di essere macellati?), insomma che qualcuno debba risarcire Ana e Miriam?
Se ci fosse un risarcimento, costituirebbe un recedente e farebbe giurisprudenza, come si dice. Così poi, in futuro, si farebbe maggior attenzione alla catena alimentare che coinvolge gli atleti.

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/10/volley-sylla-felice-sia-finito-lincubo.html 

lunedì 9 ottobre 2017

VOLLEY Il record di Monza: con Gi Group e Saugella uomini e donne al top




MONZA - Due squadre di pallavolo nella stessa città, una nel massimo campionato maschile e una in quello femminile, non sono una novità, anche se di questi tempi è una rarità. Ma due club appartenenti allo stesso proprietario in SuperLega e in A1 femminile sono un primato significativo.
I due club della presidentessa Alessandra Marzari sono la Gi Group e la Saugella, di Monza. E ieri le due squadre, che giocheranno alla Candy Arena monzese, sono state presentate

LO SLOGAN - “Innamorati di noi”, il claim proposto per la campagna abbonamenti dell’anno sportivo è stato scelto - informa il comunicato dalla società monzese - con l’intento di sottolineare ancora di più i già soddisfacenti numeri che la struttura monzese ha fatto registrare in questi anni, con più di 1900 atleti tesserati, le sue oltre 60 squadre e le 6 società aderenti al progetto. Senza dimenticare le nuove partnership e gli eventi previsti nei prossimi mesi: dal progetto Vero Volley Network, passando per il nuovo controllo di gestione del Consorzio, fino ad arrivare allo spettacolo del Maestro Finazzer Flory previsto a Monza il prossimo 15 gennaio 2018, concludendo con l’innovativa collaborazione con l’ex tennista Diego Nargiso e la sua International Tennis Accademy per un’attività di abilità tecnico-tattica con le prime squadre ed i rispettivi staff inerente allo sviluppo del gesto tecnico nel momento del servizio e della ricezione (Fast Skills). 

GLI SPONSOR - Un occhio particolare agli sponsor, tutti confermati. Da Gi Group, title sponsor della squadra maschile, al brand Saugella del Gruppo Mylan, per la quattordicesima stagione consecutiva sulla casacca della prima squadra femminile e presente, per la prima volta, anche su quella della squadra maschile con Saugella Uomo, a Banco BPM, per la quarta stagione partner delle squadre monzesi ed in ultimo il nuovo importante inserimento di Candy, azienda leader nel settore degli elettrodomestici, come nuovo sponsor del Palazzetto dello Sport di Monza, a cui è stato dato il nome di “Candy Arena”.

IL PRESIDENTE - «Apriamo questa nuova stagione sportiva con una maggiore consapevolezza della nostra originalità – ha detto il presidente del Consorzio Vero Volley, Alessandra Marzari -. Lo scorso anno abbiamo intrapreso un cammino nuovo e non semplice per alcuni aspetti, soprattutto con la squadra femminile, ma allo stesso tempo utile dal punto di vista della crescita organizzativa e culturale. Da oggi il nostro sguardo è rivolto verso questa nuova avventura nelle massime categoria del volley nazionale. Una stagione ricca di novità, spero ricca di belle soddisfazioni, che siamo felici di poter presentare in questa sede prestigiosa che ci ha riservato il sindaco».

LA SAUGELLA - Ad aprire le danze è stata la formazione femminile del Consorzio Vero Volley, il Saugella Team Monza, tra le partecipanti, per la seconda stagione di fila, alla serie A1 femminile. Totalmente rinnovato a cominciare dall’arrivo del tecnico Luciano Pedullà, il roster monzese, costruito sulle solide conferme di Chiara Arcangeli, Martina Balboni, Francesca Devetag, Sonia Candi ed Edina Begic, proverà ad inserirsi tra le grandi. Sono quindi arrivati in estate innesti di qualità. Come le plurititolate Serena Ortolani, nuovo capitano della formazione brianzola, ed Helena Havelkova, la tedesca Hanna Orthmann, i due pezzi pregiati statunitensi Micha Hancock e TeTori Dixon, l’azzurra Sara Loda e le interessanti giovani Ilaria Bonvicini e Rachele Rastelli. Centrare la prima qualificazione alla Coppa Italia di A1 e arrivare più in fondo possibile in campionato: questi alcuni degli obiettivi di un Saugella Team Monza pieno di entusiasmo e determinazione.
 «Da sempre Mylan e Saugella promuovono lo sport quale elemento fondamentale per condurre uno stile di vita salutare ed è proprio per questo che siamo felici di aver rinnovato anche per la stagione sportiva 2017/2018 la partnership con la Pro Victoria Pallavolo. Questa sponsorizzazione rientra nel più ampio e ambizioso progetto di attenzione alla donna che Mylan, in prima linea con Saugella, sta portando avanti e che va oltre la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di prodotti specifici per le esigenze della donna – ha commentato Cinzia Falasco Volpin, Amministratore Delegato del Gruppo Mylan –. E proprio i nostri successi nel valorizzare l’universo femminile ci hanno spinto a porre attenzione anche all’altra metà del cielo: estenderemo infatti il nostro sostegno al Gi Group Team Monza, che vedrà presente sulle maglie degli atleti il marchio Saugella Uomo. Si delinea così l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo. Siamo fieri di poter sostenere concretamente queste due realtà sportive che nel corso degli anni ci hanno regalato grandi soddisfazioni e insegnamenti».

LA GI GROUP - Sotto la guida del confermato Miguel Àngel Falasca, i monzesi tenteranno di migliorare i risultati ottenuti finora ripartendo dalle qualità di Iacopo Botto, capitano per il terzo campionato di fila, Thomas Beretta, Simon Hirsch, Marco Rizzo, Davide Brunetti, Donovan Dzavoronok e Jernej Terpin. Ad impreziosire la spina dorsale confermata dalla società lombarda, in estate sono arrivati i centrali italiani Simone Buti e Rocco Barone, il regista statunitense Kawika Shoji e quello canadese Brett Walsh, il martello americano Jake Langlois e l’opposto ceco Michal Finger. Obiettivo del Gi Group Team Monza sarà quello di esprimere un gioco frizzante e organizzato in grado appassionare il pubblico al Palazzetto dello Sport di Monza.

  L'ELOGIO DI FABRIS - Il presidente della Lega Volley Femminile, Mauro Fabris, si è dimostrato estremamente soddisfatto del lavoro portato avanti da tutto il Consorzio Vero Volley in questi anni, amplificato dall’ultima novità della Candy Arena.
«Alessandra Marzari è una persona di grande valore dentro la Lega Volley Femminile: non a caso è diventato vice presidente di Serie A1. Perché noi sappiamo valorizzare chi vale – ha dichiarato Fabris - Monza ormai è diventata una delle capitali della pallavolo italiana e questo non può essere che un bene per tutto il movimento. Sarà un anno mondiale, che anche le due squadre di Monza vivranno da protagoniste”.

CINEMA Blade Runner 2049



BLADE RUNNER 2049 - Regia: Denis Villeneuve. Interpreti: Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright, Jared Leto, Dave Bautista, Ana de Armas, Sylvia Hoeks. 
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano
Era uno dei sequel più attesi, il seguito di un film che fece epoca, Blade runner appunto, diretto da Ridley Scott, che aveva raccontato la storia di umani e cacciatori di replicanti con la splendida musica di Vangelis. Aggiungendo il carisma di Harrison Ford, l'attore di punta di quegli anni dopo il successo di Star Wars e la magnetica interpretazione di Rutger Hauer, il film che venne fuori (prima in una versione imposta dalla produzione - con voce narrante fuori campo - e solo successivamente nel director's cut - senza voce narrante - con due finali diversi) passò alla storia del cinema come uno dei migliori esempi di fantascienza.
Ora arriva questo Blade runner 2049, comprensibilmente oggetto di pareri discordanti, tra chi lo ha trovato noioso, con poca azione e sparuti personaggi, e chi invece ha apprezzato il climax, la complessità e il messaggio sempre contemporaneo affidato a questo sequel, purtroppo non accompagnato dalle musiche di Vangelis, non riprese nemmeno per una elaborazione o un vago richiamo all'originale.
A me il film è piaciuto, pur rilevandone difetti nel delineare personaggi troppo schematici, soprattutto i due "cattivi", Neander Wallace (Jared Leto) e la sua scagnozza Luv (Sylvia Hoeks), sopra le righe in maniera eccessiva e non incisiva. Perfino Robin Wright appare troppo rigida.
Ma nonostante ciò, Blade runner 2049 è un'immersione in una dimensione affascinante ed inquietante, in atmosfere che richiedono attenzione. Il confine tra replicanti e umani, tra macchine, uomini e donne e quel qualcosa che accadde, imprevisto e imprevedibile. O forse no (se anche l'innamoramento tra Deckard e Rachael fosse stato programmato?).
Un viaggio da vivere lasciandosi trasportare in quei paesaggi futuristici, desolati e desolanti, inevitabilmente inquietanti. Di Ryan Gosling, l'agente K, si dicono in maniera sprezzante le stesse cose che etichettavano Harrison Ford, monoespressivo. Ma se c'è un film dove la sua faccia funziona è proprio questo che lo vede monopolizzare la scena. E quando poi entra nel quadro il mitico Rick Deckard-Harrison Ford, i cultori di Blade runner si sentiranno finalmente a casa.
Il regista Denis Villeneuve è riuscito a mantenere lo spirito dell'originale, anche se una sceneggiatura un po' più ricca avrebbe aiutato, così come una gamma più ampia di personaggi, anche secondari. Ma Blade runner 2049, piaccia o deluda, è un film che merita la visione, se non altro per discuterne. 

VOLLEY Fattore Zaytsev nel primo trionfo della Sir Perugia


Il volley è sport di squadra, lo sanno e dicono tutti. Ma anche negli sport di squadra spesso sono i singoli campioni a fare la differenza. A dare quel qualcosa in più che in un certo momento della partita, la sblocca, la risolve, la decide.La Sir Safety Perugia ha conquistato il primo trofeo della sua storia, rendendo euforico il presidente Gino Sirci e tutto l'ambiente che da anni lo sognava ed inseguiva, da quando sbarcò nel massimo campionato. Una vittoria ottenuta battendo i campioni d'Italia della Lube che renderà più sereno il lavoro di Lorenzo Bernardi e della squadra tutta. Un gruppo con il cuore, come ha detto a caldo Bernardi. Reso onore e merito alla tenacia con cui il Perugia ha finalmente alzato un trofeo, è inevitabile sottolineare il riscatto morale e sportivo di Ivan Zaytsev. All'Eurosuole Forum, dando un dispiacere ai suoi vecchi tifosi della Lube con cui festeggiò uno scudetto, Zaytsev si è messo alle spalle un'amarissima estate. Ha fatto le scarpe alla Lube, si potrebbe dire giocando su una vicenda che tutto è stata meno che un gioco.
Beh, vedendo qualche difesa spettacolare di Ivan, tuffatosi ovunque a raccogliere palloni da riciclare, si percepiva la sua voglia di tornare protagonista, la sua rabbia da sfogare. E quell'ultimo, sensazionale tuffo con cui ha salvato l'azione, innescando il punto vincente di Russell, andrebbe custodito nella cineteca del volley italiano, accanto all'indimenticabile serie di ace olimpici con cui l'Italia eliminò poi gli Usa nella semifinale di Rio.
I gruppi contano e sono importanti, ma a Zaytsev nessun gruppo può rinunciare senza poi pentirsene. Aspettando i Mondiali del 2018, sarebbe opportuno che nessuno lo dimenticasse, che si cominciasse a tornare nell'ordine di idee che Ivan deve essere azzurro, qualunque sia la strada da percorrere. 
A meno che la pallavolo italiana non voglia... farsi le scarpe da sola.

sabato 7 ottobre 2017

VOLLEY Convegno a Roma su Sport e territori, promosso da Volley Futuro

Si è tenuto a Roma l’evento “Sport&Territori” organizzato dal gruppo Volley Futuro. L’incontro ha richiamato numerosi partecipanti dal mondo sportivo romano e non solo, e ha rappresentato una importante occasione per analizzare e approfondire il legame esistente tra il mondo dello sport ed il territorio.
Un convegno fortemente voluto dal gruppo Volley Futuro, con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma e del Coni Regionale del Lazio, e la presenza di Adidas, che ha visto la partecipazione di noti personaggi del mondo accademico (Elena Battaglini, Giovanna Russo, Antonio Palmieri), politico (On. Daniela Sbrollini), sportivo (Claudio Mantovani) e del marketing (Andrea Boaretto).
L’incontro ha dato modo di analizzare lo sport come fonte di benessere, integrazione, socializzazione, valori e consumi, coniugato all’importanza di una adeguata valorizzazione del territorio: un tema di grande attualità e di forte interesse politico economico. Dopo il saluto di Alessandra Marzari, Giusi Cenedese e Marco Bergonzi, intervenuti in rappresentanza di Volley Futuro, si è aggiunto Carlo Magri.

BATTAGLINI - La prima parte dell’evento ha trattato una posizione fortemente sociologica, grazie all’intervento di Elena Battaglini, PhD in Sociologia dell’ambiente e del Territorio che, impegnata da vent’anni nell’analisi dei processi di innovazione territoriale sostenibile, ha provato a definire importanti concetti quali “territorialità” e “territorializzazione”.

RUSSO - Giovanna Russo ha successivamente analizzato la stretta relazione tra il mondo sportivo e il tessuto territoriale che lo avvolge. «In passato lo sport era un’attività minore; oggi, nella società moderna, lo sport genera attrattività micro e macrosociali, è evasione, generatore di consumi e modello di relazione. E’ un fatto sociale totale». La docente di Sociologia dello Sport, ha voluto esemplificare la propria visione dell'esperienza sportiva come un fenomeno multidimensionale su tre livelli: capitale economico, culturale e  sociale di un paese, di una nazione, di un’organizzazione, di un territorio.

SBROLLINI - L'on.Daniela Sbrollini,  vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati e responsabile del Dipartimento Sport PD nazionale, ha affrontato il tema dell’incidenza delle politiche territoriali sullo sport. L’Onorevole, tra i firmatari di una proposta di legge che intende promuovere l’educazione motoria e la cultura sportiva all’interno di un nuovo e ampio sistema di welfare, ha riportato alcune considerazioni sull’attuale situazione socio-sanitaria della popolazione, che richiede tra i numerosi interventi, la promozione di una cultura e un’educazione alimentare appropriate. Per questa ragione Daniela Sbrollini ha presentato esempi di iniziative per ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, secondo l’interessante principio dello “sport di cittadinanza“.
 Ha voluto inoltre sottolineare la necessità di creare una rete di alleanze con comuni, università, aziende sanitarie, centri di ricerca, industria e professionisti con l’obiettivo di rafforzare la promozione dello sport e il sostegno alle realtà sportive su tutto il territorio nazionale.

BOARETTO - Andrea Boaretto ha trattato numerosi aspetti legati maggiormente al mondo del marketing. Dopo aver sostenuto l’importanza di conoscere il territorio in cui ci si muove, ha voluto delineare una personale visione sulle potenzialità di un’adeguata gestione manageriale della Federazione attraverso processi stratificati, in cui il territorio assume un ruolo cardine: “Ci sono territori che per tradizione sono legati ad uno sport, e che per questo vanno valorizzati. Bisogna domandarsi quali strategie mettere in atto per valorizzare il territorio. Bisogna di conseguenza essere presente sul territorio in maniera rilevanti: chiedersi chi sono i nuovi clienti, e metterli al centro di ogni progetto”.

PALMIERI. L’importanza dello sport nel contesto territoriale: non si parla solo di pallavolo ma anche di altre attività sportive. Relatore proveniente dal mondo del Judo, Karate e Arti Marziali, Antonio Palmieri ha successivamente raccontato la sua esperienza all’interno della FIJLKAM. Un’analisi che pone le basi su un approccio strategico che mira a migliorare l’integrazione e la collaborazione tra la “sede centrale” e quelle periferiche, incentivando la collaborazione tra la Federazione e i diversi attori del territorio.


mercoledì 4 ottobre 2017

VOLLEY Sora, Milano e gli arbitri: tutto il bianco della Coppa Italia


Cominciamo bene. Pronto, via. Prima partita della stagione su RaiSport e due squadre si presentano in campo con la maglia dello stesso colore, bianco. Meno male che non ho scommesso, avrei giurato che la prima volta sarebbe capitata con due squadre in maglia nera, il colore prediletto a quanto pare da molti, troppi club. Per la serie tutti vogliono giocare in nero (come si è visto nelle ultime amichevoli: che fantasia!). 
Naturalmente nessuno ha avuto da eccepire: nè gli arbitri, anche loro in maglia bianca (evidentemente era il dress code al Palasport di Frosinone), nè la tv che una parolina avrebbe potuto dirla, nè i dirigenti delle due squadre o la stessa Lega.
Ok, va alzata bandiera bianca (quale altro colore sennò?). Non sono loro che si comportano in maniera cialtronesca, sono io che rompole scatole a sottolineare queste...azioni. 
L'ignoranza trionfa e continuerà a trionfare. Come quando si cambia nome agli impianti, al Palazzetto dello Sport di Roma, orribilmente storpiato e divenuto come il cavaliere di Calvino, inesistente.
Obiezione: ma figurati cosa importi, sono piccole cose. Non sono d'accordo: è dalle piccole cose che si comincia per arrivare a crescere in quelle grandi. Sciatteria, superficialità, ignoranza, anarchia. Trovate voi gli aggettivi più adatti. Ma si, giocassero con le maglie tutte uguali, andassero pure in bianco fino a quando la pallavolo tornerà a vedere tutto nero. 

I precedenti segnalati da Visto dal basso

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/03/volley-modena-va-in-bianco-latina-ora.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2013/05/pallavolo-li-vedo-neri.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2013/10/volley-il-campionato-rosa-va-in-bianco.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/01/volley-maglie-sbagliate-perche-la-lega.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/11/volley-soverato-e-caserta-in-tv-con.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/11/volley-padova-romagna-superneri-che-piu.html
 

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/11/calcio-milan-inter-maglie.html

VOLLEY Fabris (Lega donne) sulle straniere: «Ridurle sarebbe scelta miope»

Passano gli anni ma certe dinamiche non cambiano e i nodi che contrappongono Federazione pallavolo e Leghe sono sempre gli stessi. Uno dei quali riguarda il numero degli stranieri, o straniere, impiegabili in campionato. Ieri ha preso posizione Mauro Fabris, presidente della Lega Pallavolo Femminile, prendendo spunto da alcune dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal presidente della Fipav, Bruno Cattaneo. 
«Io credo che un’analisi serena sul risultato che la Nazionale non ha colto agli Europei non possa essere ridotta alla questione straniere sì, straniere no. La fortuna certamente non ci ha aiutato, basta considerare quanto successo a Sylla e Malinov. Siamo stati eliminati da una Nazionale data, come poi si è visto a ragione, tra le favorite al titolo. Mazzanti è uno straordinario allenatore, dal quale certo non si poteva attendere la vittoria all’Europeo considerata la Nazionale che avevamo lasciato a Rio. Motivi sufficienti per capire che il fatto di aver perso con l’Olanda e che nella nazionale olandese giochino tante atlete che sono state o sono ancora nel nostro Campionato non può essere il motivo vero della nostra eliminazione. Quando si comincia con l’invocare l’autarchia, non si sa dove si finisce. E in ogni caso è inimmaginabile pensare di chiudere le frontiere per evitare che atlete di altri Paesi vengano in Italia ad imparare». «L’analisi deve invece prendere atto - ha aggiunto Fabris - che l’Italia ha vinto tanto in campo internazionale quando non c’erano limiti all’utilizzo delle straniere nel Campionato italiano; che oggi la Nazionale italiana, a differenza del recente passato, è composta da tutte atlete che militano in Serie A, a dispetto di quanti sostenevano che l’utilizzo delle ‘promesse’ italiane fosse limitato dalla presenza di atlete straniere; che un allenatore come Giovanni Guidetti, che in quattro Europei ha condotto tre nazionali diverse sul podio, sostiene che il problema dell’Italia non è certo quello di non avere un patrimonio di giocatrici di qualità, piuttosto che si perde troppo tempo a selezionarne un gruppo ristretto e che ci vuole tempo a costruire e ad amalgamare una squadra, come peraltro sostiene Mazzanti”.

«Sono convinto che il bene della pallavolo italiana, specialmente della sua Nazionale, stia nell’avere un Campionato competitivo, dove le atlete italiane, come i giovani talenti che hanno conquistato due Mondiali Under 18 di fila, possano misurarsi e crescere. Noi invitiamo dunque a non fare scelte miopi: nel momento in cui tornano investimenti importanti nella Serie A femminile, nel momento in cui a detta di tutti abbiamo il torneo più spettacolare del mondo - e quello che sta per cominciare lo sarà ancora di più con atlete provenienti da 25 Paesi, che in coro ripetono in tutte le interviste che vengono qui per misurarsi in un Campionato eccellente -, nel momento in cui i nostri Club disputano tre finali consecutive di Champions League e tornano a recitare un ruolo da protagonisti nel volley internazionale, inserire questo ragionamento di limitazione delle straniere significa precluderci la possibilità di crescere ulteriormente, a svantaggio della platea crescente, degli appassionati della pallavolo italiana e del ruolo del volley italiano nel mondo».
«Pensare all’autarchia, inoltre - conclude Fabris - provocherebbe un insostenibile aumento dei costi per i Club. In Turchia ad esempio, nell’unico Campionato comparabile a quello italiano per competitività media, stanno pensando di togliere ogni limitazione sull’utilizzo di straniere a causa dell’aumento esponenziale dei costi di ingaggio delle atlete turche. Io sono convinto che i nostri sponsor e i proprietari dei nostri Club, di fronte alla limitazione nell’ingaggio di atlete straniere, ridurrebbero gli investimenti, per un impoverimento generale del movimento. Insomma l’autarchia va evitata, perché non è vantaggiosa e certo non ci potrà far vincere medaglie».


PENSIERI E PAROLE Nick Beggs, Dio, le religioni

"Ho passato molto tempo a studiare le religioni e sono giunto alla conclusione che se Dio esiste, allora le religioni non lo rappresentano minimamente. Se invece è al corrente di quello che stanno combinando le sue "agenzie terrene", allora non voglio avere niente a che fare con lui"

Nick Beggs, musicista
https://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Beggs 
 

martedì 3 ottobre 2017

VOLLEY Prosciolta Alessandra Marzari, il deferimento era strano (la motivazione anche...)

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/07/volley-fipav-lo-strano-deferimento-di.html

Per quel che posso dire io, un proscioglimento assolutamente prevedibile. Direi inevitabile. Quel che andava detto fu già detto, ripubblico due focus. Il primo sull'accusa, il secondo sul commento personale che uscì su Visto dal basso.
Ma leggendo la motivazione della sentenza non si può non restare stupiti: la signora Marzari non viene prosciolta perchè non può essere un reato divulgare un dato che dovrebbe essere pubblico alla fonte, ma solo perchè non è assodato che sia stata lei a scrivere. è roprio vero che le vie della giustizia, e dell'ingiustizia, sono infinite.

Motivazioni
Non vi è dubbio che il contenuto della pubblicazione oggetto del procedimento sia da ritenere lesivo del decoro e prestigio degli organi federali per il modo in cui la notizia è stata riportata, con allusioni non corrette (comunque prive di alcuna prova) sulla gestione delle risorse finanziarie della Federazione da parte degli
organi rappresentativi principali. In particolare non vi è conferma della veridicità di quanto affermato e della rispondenza alla realtà delle somme indicate. Sul punto nessuna prova è stata fornita dalla difesa, nonostante si tratti di dati ed atti conoscibili ai tesserati.

 


(omissis) notizie oggetto di riservatezza, false, tendenziose e lesive al decoro, al prestigio ed alla reputazione del Presidente Federale Fipav, del Consiglio Federale e, comunque, della F.I.P.A.V., circa presunti costi e spese per compensi a tesserati ed atleti (omissis)


«Nell'articolo si ipotizza che la causa del deferimento possa attribuirsi ad un articolo pubblicato dal sito VolleyNews e riguardante i contratti della Nazionale maschile, dal ct Blengini fino agli ultimi (e sottopagati, va detto) collaboratori. Quanto scritto a suo tempo da VolleyNews pare non sia stato mai contestato, rettificato o smentito, nè dai soggetti citati, nè dalla Fipav. E comunque, ad essere pignoli, nel nome della trasparenza, avrebbe potuto essere la stessa Fipav a rendere noto il tutto. Con tutta la buona (o cattiva) volontà, non riesco a capire come ciò si possa considerare lesivo dell'immagine della Fipav». 


VOLLEY Revocata la sospensione per doping alla Antonijevic. Ora riabilitata anche Miriam Sylla?

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/09/volley-doping-nel-menu-sylla.html


Leggete il testo linkato sopra. Visto dal basso aveva spiegato come e perchè (citando un lontano episodio accaduto agli Europei di Atletica del 1990 a Spalato), in questo caso, la contaminazione alimentare poteva essere reale e non la solita scusa di comodo. Ora il primo nodo pare essersi sciolto. La Fivb ha appurato che la positività al clenbuterolo di Ana Antonijevic, giocatrice della nazionale della Serbia, fu in effetto causata dagli alimenti adulterati (animali gonfiati con steroidi) in quel di Nanchino, in Cina.
La Fivb ha avvisato la giocatrice, la Federazione e la Wada, autorizzando l'atleta a giocare. Si spera ora che lo stesso procedimento venga attuato per Miriam Sylla, se la sua situazione si è rivelata identica a quella della serba.

Letta su iVolleymagazine.it
(Gianluca Montebelli per iVolleymagazine.it) La Federvolley della Serbia, con un comunicato ufficiale pubblicato sul suo sito, ha annunciato che la Federazione Internazionale ha interrotto la sospensione per Doping ad Ana Antonijevic, ecco il testo del comunicato: “La Fivb ha informato la Federazione Serba, l’Agenzia Antidoping della Repubblica di Serbia e Ana Antonijevic, membro della nazionale femminile che a deciso di sospendere la sospensione a causa della positività al clenbuterolo. Il test era stato effettuato durante le finali del Grand Prix 2017. Un’analisi dettagliata ha dimostrato che il riscontro positivo di Antonijevic  era dovuto al consumo di carne a Nanjing, in Cina, durante il torneo. – continua la nota della federazione serba – La Fivb lo trasmetterà il suo provvedimento all’Agenzia mondiale antidoping (WADA), che annuncerà successivamente la sua decisione. Ana Antonijevic, secondo la decisione della Fivb, può giocare per il club svizzero della Volero Zurigo nelle  competizioni della prossima stagione”. Ricordiamo che anche l’azzurra Miriam Sylla, nella stessa occasione è stata trovata positiva per la stessa sostanza. Si attendono sviluppi della vicenda.

WORD GAMES Catalogna, Spagna e la secessione dolce...


Panico nelle pasticcerie iberiche.
La crema catalana non vuole più stare accanto al Pan di Spagna...Ha chiesto una vetrina indipendente *

* prendo in prestito definitivo l'idea di un amico che mi ha ispirato.

lunedì 2 ottobre 2017

CINEMA L'incredibile vita di Norman


*Visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano.

Ammetto di non conoscere a fondo, e nemmeno superficialmente, la cultura ebraica che pare sia una chiave di lettura fondamentale per comprendere al meglio L'incredibile vita di Norman, il primo film americano del regista Josep Cedar. Di conseguenza cercherò di limitare al mio status di spettatore l'approccio con un film che colpisce, straordinariamente interpretato da Richard Gere, che attraversa la storia e lo schermo con quel suo look decisamente particolare. Lontano dall'essere elegante (con quel borsello perennemente a tracolla) ma nemmeno vicino all'essere uno stravolto simil homeless. Taglio di capelli curato ma demodè, cravatta, vestito, cappotto, berretto e sciarpa. Teoricamente a posto, praticamente fuori posto e immediato segnale di un qualcosa che si mostra esteriormente ma che è la boa visibile di un'anima tormentata ed irrisolta, in cerca di un qualcosa, in perenne movimento.
Norman pare perseguire obiettivi personali, ma non è una persona cattiva ed anzi vive nel bene che ritiene di poter fare agli altri. Inizialmente pensiamo sia in cerca di un gran colpo finanziario, pur non comprendendo molto, ma poi pian piano tutto prende una piega diversa. Anche misteriosa perchè segue un filo conduttore decisamente anomalo, di cui si può faticare a capire il percorso, la finalità, il traguardo. Un film che viaggia a lungo senza una direzione manifesta, ma che alla fine tira i fili e fa sì che ogni tessera vada a comporre quasi magicamente il puzzle definitivo. Se è vero che ad ogni opera, film, libro, poesia, canzone, ognun può dare ciò che crede e vedere ciò che più aggrada, si può provare a vestire anche questa incredibile vita di Norman di sensazioni personali. Pur accettando che possa non aver convinto tutti e che per qualcuno è risultato anche un film noioso, dal dubbio senso, salvando naturalmente la qualità di Richard Gere.
Osteggiato dal potere hollywoodiano per il buddismo e per l'amicizia con il Dalai Lama (va ricordato che la Cina ha innaffiato di capitali anche il cinema statunitense), Richar Gere ha lavorato ultimamente in una serie di film decisamente particolari, che lo hanno visto interpretare personaggi perdenti e sconfitti, fuori dal coro, perfino sgradevoli in certi casi. Ma alla fine, senza dire troppo, il suo Norman si rivela invece un vincente ed è lui stesso a decidere il suo destino. Norman soffre di un'allergia letale ad un certo cibo, mangia pochissimo e male. Ha deciso di voler esistere cercando di conquistarsi con la sua assurda rete di rapporti millantati, quella stima e quello status a cui ambirebbe ma che gli è negato. Cerca di prodigarsi per il bene degli altri, attraverso azioni che lo facciano poi accettare e riconoscere per quello che vorrebbe essere. Cacciato in malo modo dal salotto buono della vita dove sogna di intrufolarsi, di quell'elite che è la sua ossessione, si mostra come un disperato che ha bisogno di aiutare gli altri per aiutare se stesso. Un lampo di morale e di umanità, alla fine, fa capolino fra le pieghe dei tradimenti della politica e della ragion di stato, anche se il pretesto delle scarpe regalate su cui poggia simbolicamente tutta la storia, può dar adito all'accusa di inverosimiglianza. Chi accetterebbe, in quella situazione, un dono da oltre mille dollari da uno sconosciuto da cui si è stati appena abbordati? *


*Accetto l'obiezione: un politico italiano, probabilmente, accetterebbe senza batter ciglio.

sabato 30 settembre 2017

CINEMA e ROMA Il Fiamma resta chiuso


La notizia è ufficiosa ma purtroppo attendibile. Il cinema Fiamma, a Roma in via Bissolati, a due passi dalla Stazione Termini, da Piazza Esedra e da via Veneto, non ha riaperto dopo la pausa estiva e pare che non riapra. 
Pare sia purtroppo chiuso. Fonti non ufficiali ma attendibili parlano di un esagerato costo del canone di affitto, che avrebbe indotto alla chiusura.
Initile ribadire che è un durissimo colpo per il cinema a Roma, perchè è un'altra delle sale storiche che cessa di esistere (http://leandrodesanctis.blogspot.it/2013/08/roma-cinema-soppressi.html vedi link) e soprattuttoperchè è una delle pochissime sale che ha accolto nella programmazione i film in lingua originale con i sottotitoli. Le sale erano molto belle e da poco rimodernate. Ricordo il pienone per la prima di La La Land lo scorso inverno e tanti altri bei film proiettati, per la gioia degli stranieri e dei romani chesi ribellano alla dittatura del doppiaggio.
Strano che non siano state emesse note ufficiali, c'è da sperare che il Fiamma in qualche modo possa rinascere anche da questo momento di crisi, con il supporto di chi ne ha la possibilità. Se questa possibilità esiste.
Per i film in lingua originale, restano ora in centro soltanto il mitico e storico Nuovo Olimpia e il Barberini. In zona non centrale c'è il Lux che talvolta proietta film non doppiati. Dovendo individuare altra location adatta al cinema in lingua e sottotitoli, viene da pensare alla multisala nella galleria di Piazza Esedra, The Space Cinema Roma Moderno.

giovedì 28 settembre 2017

VOLLEY Il flop delle azzurre agli Europei, un fallimento da spiegare


Per chiunque abbia a cuore la pallavolo italiana, assistere al massacro della Nazionale femminile nei quarti di finale degli Europei (ad opera dell'Olanda), è stato un colpo al cuore. Esattamente come lo scorso mese veder brutalmente eliminata la Nazionale maschile, sempre agli Europei. In Polonia la disfatta contro i belgi, in Azerbaigian l’impotente figuraccia contro le olandesi.
La cosa più brutta che accomuna il doppio 0-3 è il modo in cui le maglie azzurre hanno sventolato bandiera bianca. C’è modo e modo di perdere e anche ieri a Baku l’Italdonne si è arresa con gli occhi spenti e la mente scollegata. Si possono iniziare set fondamentali di un campionato d’Europa in quel modo?
Terrei alla fine, nei titoli di coda, gli elementi pure importanti che hanno zavorrato le ambizioni di questa giovane Italia: l’assenza della palleggiatrice titolare Lia Malinov e della schiacciatrice Miriam Sylla. Dirlo ora suona come un alibi, e il maestro Velasco insegnò a tutti che nascondersi dietro gli alibi non è il modo migliore per arare il terreno della vittoria. Ma Velasco diceva anche: Chi vince festeggia, chi perde spiega. Ecco, ora ci attenderemmo una spiegazione, tecnica e non solo, sul perché anche l’Italdonne abbia fatto flop. Per capire cosa ha prodotto ciò che si è visto a Baku, anche se solo in Tv. Preparazione sbagliata? Condizione fisica non ottimale? Errori del ct Mazzanti? Fragilità psicologica individuale e collettiva? Forse un po' di tutto questo.
Fatto sta che l’Italvolley femminile ha incassato la terza eliminazione consecutiva nei quarti di finale degli Europei, come nel 2013 (ko con le serbe) e nel 2015 (ko con le russe). L’ultimo podio resta quello della Nazionale di Massimo Barbolini, a Lodz nel 2009, una cavalcata entusiasmante che ebbi la fortuna di vivere sul campo.
Sarebbe ora sbagliato rimangiarsi le parole di speranza che hanno accompagnato la nascita di questa giovanissima Italia. La missione finale deve portare all’Olimpiade di Tokyo e la crescita generale potrebbe passare anche per quest’ennesima delusione europea. Ma per farne tesoro bisognerà capire (e spiegare, perché no?) le ragioni del fallimento.
Il paradosso della stagione è che sia gli azzurri che le azzurre hanno fallito gli Europei ottenendo invece gratificanti secondi posti a livello mondiale. Le donne nel Grand Prix (finale persa col Brasile) gli uomini della Grand Champions Cup (alle spalle del Brasile) dopo la peggiore World League della storia.


http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/09/volley-lequazione-deuropa-boccia_28.html 

VOLLEY L'equazione d'Europa boccia l'Italia. 2017 annus horribilis della pallavolo azzurra

Equazione pallavolistica nell'Europa del 2017, ovvero l'annus horribilis della pallavolo italiana.  

L'Italia femminile sta all'Olanda come l'Italia maschile sta al Belgio.
Il risultato?
Due figure di m...isero volley

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/09/volley-il-flop-delle-azzurre-agli.html 

mercoledì 27 settembre 2017

CALCIO Juventus-Olympiacos Pireo 2-0



Quando l'Olympiacos arriva allo Stadium c'è sempre da soffrire. Era successo tre anni fa, sempre in Champions, con un sofferto 3-2 in rimonta  (I marcatori:21' Pirlo, 24' Botia; 61' N'Dinga; 65' Llorente, 66' Pogba). Anche ieri la Juve faticava a sbloccare il risultato (2-0 il finale). L'assenza dell'ultimo momento di Pjanic le toglieva l'uomo migliore delle ultime settimane e il regista necessario ad innescare conclusioni pericolose. Aggiungiamo un Cuadrado in condizioni precarie ed ecco che fino ad un quarto d'ora dalla fine del primo tempo, i bianconeri non erano riusciti a tirare in porta.
La qualità migliore è stata tuttavia la pazienza, con la quale la squadra non si è disunita, pur nella consapevolezza che non fosse una serata scintillante. Anche perché Dybala non pungeva, nemmeno su punizione (ne tirava due sulla barriera). Ma il crescendo del primo tempo era apprezzabile, con Marione Mandzukic a suonare la carica a forza di zuccate.
Quando finalmente, nel secondo tempo, Allegri ha capito che bisognava cambiare qualcosa, l'ingresso di Higuain si è rivelato provvidenziale. Un gol da centravanti, anzi da centravanti "arrabbiato", e tre punti in cassafgorte, messi al sicuro da Marione che ribadiva in rete un salvataggio disperato della difesa greca sulla giocata  di Dybala, innescato da Higuain. Applausi a Sturaro nel ruolo di terzino (ma è stato un colpevole errore escludere Lichtsteiner dalla lista Champions, a vantaggio di un De Sciglio che avrebbe potuto ambientarsi prima in campionato: poi sia lui che Howedes sono andati ko, e quella è sfortuna), alla caparbietà di Bentancour, alla tenacia generale. Dietro Chiellini e Barzagli hanno concesso poco o nulla, Alex Sandro ha corso e crossato tanto, non sempre con precisione, Douglas Costa e Matuidi si sono dati da fare senza demordere. Ora le due partite decisive con lo Sporting Lisbona.

CINEMA Gypsy (serie Tv)



GYPSY - Serie Tv ideata da Lisa Rubin per Netflix -  Interpreti: Naomi Watts, Billy Crudup, Sophie Cookson, Lucy Boynton, Karl Glusman, Melanie Liburd, Poorna Jagannathan, Brenda Vaccaro. Dieci episodi da 60 minuti ciascuno.
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano. 

C'erano tutti gli ingredienti per una serie interessante: un cast con belle e brave attrici, lo spunto della psicanalisi portato a tempo pieno sullo schermo, applicandola a diverse categorie di età, per abbracciare problematiche giovanili e mature, rapporti tra ragazzi e ragazze, uomini e donne, madri e figlie. Figura affascinante di per sé, quella della psicologa, figuriamoci se ad interpretarla è un' attrice come Naomi Watts, capace di donare bellezza adulta e fragilità, dubbi e ambiguità, comportamenti materni ma anche trasgressivi oltre ogni schema e regole. 
Tutto questo sulla carta, perché in realtà alla fine della serie Gypsy è soprattutto una grande, perfino irritante, delusione. Penso che nessuno psicologo, nessuna psicanalista, possa avallare il fatto di veder rappresentata sullo schermo una figura di psicologa che pare decisamente più bisognosa di analisi dei suoi pazienti.
Si può essere psicanalisti, fornire supporto, assistenza a persone che sono alle prese con dipendenze, amorose, familiari o dalle droghe, e comportarsi in maniera così superficialmente e colpevolmente anti professionale?
La psicanalista di Gypsy fa cose che costerebbero la radiazione dall'albo ad ogni analista. Dimostra di non avere minimamente a cuore le problematiche dei suoi pazienti, non dico empatia o compassione, ma un minimo di rispetto.
Una dottoressa bisognosa di cure che usa gli altri insinuandosi nelle loro esistenze, tentando e spesso riuscendo a muovere i fili delle sue marionette fiduciose e inconsapevoli. Tradire chi si fida è peccato che vale l'Inferno, come scriveva il sommo Dante nella sua Divina Commedia. Ma Gypsy è in realtà un drammone scriteriato, poco credibile ed esageratamente disinvolto, nel modo sbagliato. Per una volta c'è un uomo, l'ottimo Billy Crudup che interpreta il marito della psicologa Naomi Watts, che fa una bella figura e dà spessore convincente al suo personaggio. Naomi è bella e sensuale, ma c'è modo e modo di perdere la testa per un'attrazione fatale, specialmente se si svolge un lavoro di responsabilità come il suo. Invaghirsi di una giovane donna è lecito, se non è la ex di un tuo paziente. Intrufolarsi nelle vite degli altri manipolandole è davvero inammissibile  e suscita irritazione più che brividi pruriginosi. Non so se ci sarà una seconda serie. Non so come si possa dare un seguito credibile e recuperare valore. Ed è un peccato che si sia sciupata in questo modo un'ottima occasione di avventurarsi nel mondo della psicanalisi e nei rapporti tra pazienti e analisti.

martedì 26 settembre 2017

VOLLEY L'Italia di Mazzanti in controtendenza: la gioventù gioca

Testo in gran parte pubblicato dal Corriere dello Sport il 22 settembre 2017
Quanto è giovane la Nazionale femminile di volley italiana? Tanto. Ma la gioventù di per sè non necessariamente è un pregio nello sport. Lo diventa quando, come in questo caso, la verde età ha già dimostrato di essere condita dalla qualità e da quella spensieratezza che a volte fa vedere rosa anche quando l’orizzonte è coperto da minacciose nubi. Lo sport italiano è tradizionalmente ancorato all’esperienza, quindi ad una certa età. Ma la pallavolo ha dimostrato spesso e volentieri di saper andare controcorrente. 
Senza andare molto indietro nel tempo,   non si può dimenticare   che certe baby le convocò in Nazionale il precedente ct, Marco Bonitta. E non c’è dubbio che il lavoro del Club Italia della Federazione, e prima ancora dei club più sensibili allo svezzamento di talenti (come il Volleyrò a Roma ad esempio) ha reso possibile un ricambio promettente.
In quante Nazionali, o anche semplici squadre di club, succede che il capitano abbia solo 23 anni, come la napoletana Cristina Chirichella nell’Italia di Davide Mazzanti?
La donna di punta della squadra è Paola Egonu, che ha solo 18 anni ma è già l’attaccante che ogni avversaria teme, l’opposto che mette a terra il maggior numero di punti, come ha dimostrato anche nelle tre partite iniziali degli Europei. La stella candidata a diventare una delle più forti giocatrici del mondo, la bandiera di come ogni Paese civile dovrebbe vivere il mondo di oggi, al di là delle origini e del colore della pelle.
E chi avrà le chiavi del gioco e della squadra? Una diciannovenne, Alessia Orro da Oristano, promossa titolare nel momento in cui è uscita di scena per un infortunio Ofelia Malinov (21 anni), tornata a brillare dopo un periodo difficile e purtroppo privata della ribalta continentale che avrebbe meritato, per aver modo di verificare la sua crescita.
Non è stato fortunato il ct Mazzanti, che agli Europei sta schierando la bellezza di sette debuttanti, con le sorelle Bosetti e il libero De Gennaro ad alzare il tasso di esperienza.. 
Lui è bravo a non piangersi addosso, ma la sua squadra ha perso una quasi titolare (o un cambio di qualità) come Miriam Sylla, e la regista titolare, la Malinov appunto. Anche se il gruppo ha lavorato tutta l’estate ci sarà da affinare l’intesa tra le due registe (l’altra è Carlotta Cambi) e il resto della squadra.
Miriam Sylla, una che aveva dimostrato di saper cambiare il corso di un set subentrando, è sospesa per un caso di doping che nel tempo ha assunto contorni più indefiniti, dato che nella stessa occasione, a Nanchino durante la fase finale del Grand Prix, anche la giocatrice serba Ana Antonijevic è risultata positiva per la stessa sostanza, autorizzando così ad ipotizzare anche un caso di contaminazione da cibo. In Cina le sofisticazioni alimentari, il gonfiare gli animali con i farmaci, è pratica talmente diffusa da indurre la stessa Wada, l’agenzia mondiale anti doping, a mettere in guardia sulla possibilità di essere contaminati dalle sostanze usate negli allevamenti.
Sarà un campionato d’Europa importante per l’Italia, che non lo vince dal 2009 (a Lodz, ct era Massimo Barbolini) e che negli ultimi otto anni, nelle ultime tre edizioni, ha sempre collezionato amarezze, non riuscendo più a salire sul podio, ad arricchire quel bottino di sei medaglie (due d’oro, due d’argento e due di bronzo) inaugurato nel 1989 a Stoccarda, quando a guidare la Nazionale c’era il compianto Sergio Guerra.
 Il primo step del girone è stato superato, concludendo al primo posto e guadagnando direttamente l'accesso ai quarti di finale dove dopodomani, giovedì, l'Italia se la vedrà con la vincente di Olanda-Croazia. Giocando come sa e può, un posto tra le quattro che lotteranno per le medaglie può essere suo.


lunedì 25 settembre 2017

VOLLEY Vincolo, le picconate di Club Arezzo e Virtus Alessandria

Un'altra picconata al vincolo. Inizia a sgretolarsi uno dei grandi nodi che caratterizzano il rapporto tra gli atleti, specialmente i giovanissimi ma poi anche quelli delle categorie superiori, e le società. Dopo la decisione del Club Arezzo è arrivata la presa di posizione innovativa e coraggiosa della Virtus Alessandria del presidente Fabrizio Priano, diffusa dal sito Alessandria news
(http://www.alessandrianews.it/alessandria/il-club-virtus-alessandria-pallavolo-rinuncia-vincolo-sportivo-sugli-atleti-151114.html ).
Forse è presto per parlare di svolta, ma sicuramente qualcosa si sta muovendo a livello di sensibilità sul tema e di mentalità. Purtroppo conoscendo la realtà dello sport italiano, si prevedono tempi non brevi per mettere ordine e giustizia. Cominciando magari col tutelare i diritti dei più giovani. Quanti sportivi lasciano l'attività dopo una lite con l'allenatore o con la società, dopo aver verificato l'impossibilità di cambiare squadra?


L'iniziativa del presidente Priano merita di essere lodata, sperando che altri seguano il suo esempio.

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"La prima tra tutte le società pallavolistiche italiane ad averlo fatto è stato il Club Arezzo, noi ci troviamo perfettamente d'accordo con loro e per questo abbiamo deciso di fare altrettanto". Queste sono le parole di battaglia del presidente del Club Virtus Alessandria Pallavolo, Fabrizio Priano contro il vincolo sportivo.

Di cosa si tratta? "Con il tesseramento, si obbliga l’atleta a praticare l’attività sportiva nei soli interessi della società o associazione di appartenenza, e si impegna a non praticare il medesimo sport con altro sodalizio, salvo il consenso dell’associato vincolante, per un periodo di tempo che varia da federazione a federazione, ma nella pallavolo è di 10 anni tra i 14 e i 24 anni". Nell’art. 10 dello statuto della Federazione Italiana Pallavolo si legge: “il vincolo ha durata annuale per gli atleti di età inferiore ad anni quattordici e per gli atleti di età superiore ad anni trentaquattro, nonché per gli atleti del settore amatoriale.”
Instaurare questo tipo di relazione obbligata, "non solo si contraddicono i contenuti della Carta Olimpica che sostiene il diritto di ogni individuo a praticare uno sport secondo le proprie necessità, ma molto spesso si mettono i giovani atleti di fronte al cosiddetto 'riscatto del cartellino'”.

"Nella nostra società - spiega il presidente Priano - abbiamo approvato un regolamento sul tesseramento che prevede che  tutti gli atleti  tesserati alla Virtus Alessandria Pallavolo saranno sempre liberi di scegliere il proprio futuro sportivo, basterà comunicare al termine della stagione la volontà di andare a giocare altrove e sarà immediatamente concesso il nulla osta, perché per noi è fondamentale che ogni atleta abbia la libertà  di scegliere in quale società andare a giocare di anno in anno a seconda delle proprie esigenze. Alla Virtus  abbiamo piacere di sapere che i nostri tesserati scelgono di stare con noi e non siano mai obbligati, questo ci stimola anche a fare sempre meglio e lavorare in grande armonia con gli atleti e con le loro famiglie".


Tommasi (Associazione Calciatori)
 Il Presidente della Associazione Italiana Calciatori (AIC) Damiano Tommasisi è espresso sull'argomento.
"Su questo tema non facciamo sconti - conferma Damiano Tommasi, ha portato il tema in Parlamento, senza però ottenere grossi risultati - peccato che il mondo del calcio non si renda conto che così ci si gioca il proprio futuro, quantomeno a livello dilettanti. Ed è un tema che non riguarda solo il calcio, ma anche altri sport".
Tommasi invita a "denunciare il fatto, non è legale chiedere soldi per svincolare un calciatore. Alcuni faticano a capire che non si può continuare così. Eppure esistono delle società virtuose che hanno eliminato volontariamente il vincolo sportivo, che hanno capito che spesso la volontà di cambiare squadra non è un capriccio, ma sancisce il desiderio di continuare a giocare a calcio".

Si apre il dibattito
Proprio per la ancora poca informazione che circola su questo tema, la società alessandrina Virtus Alessandria Pallavolo ha deciso di aprire un dibattito sul tema del vincolo sportivo, "perché crediamo che sia necessario un cambio di rotta anche a livello culturale su questi temi per avvicinarci sempre più ai valori dello sport". Per questo motivo "organizzeremo - ha concluso il presidente Priano- incontri pubblici con esperti della materia e dirigenti sportivi ed ho personalmente interpellato amici Consiglieri Comunali, Regionali, Parlamentari Nazionali ed Europei per portare la discussione anche all'interno delle istituzioni".