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lunedì 3 aprile 2017

ATLETICA Kalomiris, da Roma a Roma passando per la maratona olimpica di Rio 2016

 Dal Corriere dello Sport-Stadio


Potrebbe essere una storia da film, uno dei molti copioni che la Maratona di Roma propone, se si gratta sotto le aride cifre, posizioni, tempi, ordine d’arrivo. La differenza è che questa storia è accaduta davvero e Michael Kalomiris non è un personaggio di fantasia ma un avvocato greco, un runner amatore in carne, ossa, e un lavoro che non ha nulla a che fare con l’atletica. Due anni fa, quando preparò la sua agile valigia per venire a correre la Maratona di Roma, si era messo in testa di ottenere un buon tempo, una prestazione di cui poter andar fiero una volta tornato in ufficio, nelle aule di tribunale. Quella domenica piovve e tirò vento, tanto vento a sferzare il viso dei coraggiosi maratoneti, che furono elogiati perfino da Papa Francesco. Ma nonostante il tempo infame, Michael Kalomiris chiuse la sua fatica in meno di due ore e mezza: 2 ore.29:23, ottavo posto in un a classifica orfana di molti tra i runner più quotati, ritiratisi strada facendo.
Un atleta amatore, lo dice la parola, corre senza pensare di essere un campione come... quelli veri, che vanno all’Olimpiade, sono sponsorizzati e convocati nelle Nazionali. Infatti Kalomiris tornò in Grecia senza sapere, senza rendersi conto di ciò che aveva fatto. Non sapeva che arrivando ottavo in una maratona Iaaf Road Race Gold Label, come appunto è la Maratona di Roma, si diventa convocabili per l’Olimpiade. Micheal, come l’Alice cantata da Francesco De Gregori, tutto questo non lo sapeva. E non lo ha saputo fino alla primavera dello scorso anno, quando non gli venne in mente di andare a cliccare la pagina del sito di atletica dove trovò il suo nome tra coloro che erano stati convocati per l’Olimpiade. Era maggio, mancavano solo tre mesi a Rio 2016!
Maratoneta olimpico a sua insaputa, l’avvocato Kalomiris decise che l’occasione andava sfruttata. Si sarebbe preparato nel miglior modo possibile per partecipare e concludere la massacrante prova olimpica.
«Chiesi tre mesi di permesso allo studio legale e non solo li ho avuti, ma tutti sono stati pronti a sostenermi. Per me è stato molto importante» spiegò l’avvocato podista. «Quando ti piace davvero qualcosa, devi trovare il modo di realizzare il tuo sogno». E ora che il sogno olimpico l’ha vissuto (132° a Rio in 2 ore 37:03), ha deciso di tornare sul luogo dell’impresa:domenica 2 aprile ha corso di nuovo a Roma, piazzandosi 16° in 2:29:39. Un tempo vicinissimo al 2:29:23 che gli permise di coronare un sogno due anni fa.
 «Sono nato ad Atene e vivo ad Egaleo City, vicino Atene. Mi sono laureato nel 2010 alla Scuola di Legge di Atene e da quattro anni lavoro come avvocato civilista. Ho cominciato a correre da ragazzo, sia sulle distanze medie che lunghe, perchè mio padre Christos era un podista, correva le lunghe distanze eed era tesserato per uno dei più importanti Club di corse su strada di Atene. Per qualche anno non ho corso con assiduità ma poi ricominciai ad allenarmi e a partecipare a corse su strada non troppo lunghe iniziando il sodalizio con il mio allenatore Nikos Psaromichalakis, anche lui un runner appassionato e grazie al suo aiuto sono arrivato addirittura a partecipare all’Olimpiade di Rio de Janeiro. Il mio sogno di bambino che si è realizzato».  
Michael racconta quali sono stati i suoi campioni prediletti.
«Mi piace guardare l’atletica, mi è sempre piaciuto, specialmente le maratone. I miei favoriti sono stati Emil Zatopek e Haile Gebrselassie. Mi piace anche seguire il calcio e il basket. Sono un grande tifoso dell’Olympiakos e del Milan». 
Quando non corre, ama ascoltare musica e guardare film.
«Sì, nel mio tempo libero mi piace andare al cinema, specialmente per vedere film d’azione con i miei attori preferiti: Jason Statham, Gerald Butler e Denzel Washinghton. Invece la musica mi piace soft, perchè mi rilassa dallo stess e dalla fatica quotidiana: Whitney Houston, amavo la musica di Michael Jackson».
Cosa si prova nel ritrovarsi catapultato in un’Olimpiade, in una maratona che era abituato a guardare in tv?
«Sono stato veramente orgoglioso di rappresentare il mio Paese ai Giochi di Rio. Come dicevo, si è realizzato un sogno che avevo da bambino. E’ stata un’esperienza davvero grande, la porterò con me per tutta la vita. E ora sono felice di correre ancora la Maratona di Roma, come due anni fa, quando grazie a Roma ho costruito senza nemmeno rendermene conto il mio sogno olimpico. Il mio viaggio per Rio cominciò proprio qui... Voglio ringraziare ancora una volta Castrucci per questo invito».